BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Ubi, il miglior risultato semestrale dal 2008: utile a 136 milioni video

Nel primo semestre del 2015 l’utile netto di periodo si è attestato a 136 milioni (+3,9% rispetto ai 130,8 del primo semestre 2014), il miglior risultato semestrale dal 2008.

Più informazioni su

Il Consiglio di Gestione di Unione di Banche Italiane Scpa (UBI Banca) ha approvato i risultati consolidati del primo semestre del 2015, che si è chiuso con un utile netto di 124,4 milioni, in crescita del 17,2% rispetto ai 106,2 milioni nel primo semestre del 2014.

Al netto delle poste non ricorrenti, l’utile netto di periodo si è attestato a 136 milioni (+3,9% rispetto ai 130,8 del primo semestre 2014), il miglior risultato semestrale dal 2008. I risultati economici del 1° semestre 2015 rispetto al 1° semestre 2014.

 Nel primo semestre dell’esercizio, la gestione economica del Gruppo ha generato un risultato della gestione operativa pari a 663,4 milioni di euro (691,5 milioni nel primo semestre 2014), con ricavi core (margine di interesse e commissioni nette) in tenuta a 1.516,2 milioni di euro, un risultato della finanza che si è attestato a 111,1 milioni (136,6 a giugno 2014) e oneri operativi stabili, nonostante la presenza, nel 2015, di 7,3 milioni di elementi non ricorrenti, al netto dei quali i costi risulterebbero, ancora una volta, in calo.

Nel dettaglio, il margine d’interesse, pari a 847,1 milioni di euro, mostra una contrazione del 6,8% anno su anno (circa 61 milioni), principalmente per il minor contributo della componente finanziaria (-20,4% o 39 milioni circa a seguito della scadenza, a fine 2014, di circa 5 miliardi di titoli di stato ad elevato rendimento) ma anche per la flessione della componente legata all’attività di intermediazione con la clientela (-3,2% o 23 milioni), impattata da volumi medi decrescenti anno su anno in uno scenario fortemente competitivo che si è riflesso sui prezzi degli impieghi, mentre prosegue la riduzione del costo del funding.

La forbice clientela mostra nel semestre un incremento a 184 punti base dai 182 dell’analogo periodo del 2014, interamente attribuibile al miglioramento del costo della raccolta (il mark down diminuisce di 9 bps anno su anno). Gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto hanno totalizzato nel semestre 19,6 milioni di euro (20,7 milioni nel 1sem2014).

Da segnalare, nel raffronto con il 2014, la forte crescita dell’apporto della società partecipata di asset management cinese Zhong Ou (8,5 milioni rispetto a 0,7 nel 2014) e di Lombarda Vita (9,2 milioni rispetto a 4,2 nel 2014) mentre va tenuto presente che il 22 dicembre 2014 UBI Banca ha ridotto dal 50% al 20% le partecipazioni detenute in Aviva Vita Spa e Aviva Assicurazioni Vita Spa e che il 30 dicembre 2014 è stata interamente ceduta la partecipazione in UBI Assicurazioni Spa, con conseguente ridimensionamento dei relativi contributi.

Le commissioni nette si sono attestate a 669,1 milioni di euro, +9,7% rispetto ai 609,7 milioni dell’analogo periodo del 2014, grazie al buon andamento delle commissioni derivanti dai servizi di investimento3 (+15,5% o circa 50 milioni a 372,4 milioni), che hanno beneficiato soprattutto dell’evoluzione delle commissioni sulle gestioni patrimoniali, salite di 33,5 milioni, ma anche del collocamento di prodotti di risparmio gestito. In merito si evidenzia infatti l’importante crescita dello stock di risparmio gestito e di prodotti assicurativi anno su anno (+18,7% e +13,7% a/a), e la contrazione della componente di risparmio amministrato (-4,9% a/a).

Le commissioni relative ai servizi bancari generali risultano in leggera crescita (296,7 milioni rispetto a 287,2 nel 2014, che peraltro includevano commissioni pagate a fronte dell’emissione di obbligazioni con Garanzia dello Stato, non più presenti nel 2015).

Il risultato della finanza è stato pari a 111,1 milioni di euro (136,6 nel 1sem2014).

Tale risultato è dovuto: – per 45,4 milioni all’attività di negoziazione (50,6 milioni nel 1sem2014);

– per 53,4 milioni alla cessione di asset finanziari (93,7 milioni nel 1sem2014), principalmente riconducibili, come nel periodo precedente, alla cessione di titoli di Stato italiani;

– per 5,5 milioni alla valutazione delle attività finanziarie al fair value (-0,3 milioni nel 1sem2014);

– per 6,7 milioni alle attività di copertura (-7,4 milioni nel 1sem2014).

Gli oneri operativi si sono attestati a 1.045,5 milioni di euro e, nonostante l’inclusione di voci non ricorrenti per 7,3 milioni, risultano sostanzialmente invariati rispetto ai 1.044,4 milioni del 1sem2014. Al netto di tali voci, gli oneri operativi risultano in calo dello 0,6%. Nel dettaglio: – le spese per il personale, pari a 654,8 milioni, registrano una crescita rispetto ai 647,9 milioni dell’analogo periodo del 2014, anche in relazione all’anticipazione del pagamento di premi ed incentivi al personale al primo semestre del 2015; nel 2014 tali riconoscimenti erano invece stati erogati nel corso del secondo semestre.

Si segnala che il risparmio di costi derivante dall’evoluzione degli organici ha potuto compensare sia gli incrementi salariali derivanti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, sia il minor ricorso a riduzione e sospensione dell’orario di lavoro verificatosi nel 2015.

– le altre spese amministrative, pari a 313 milioni, sono rimaste sostanzialmente stabili anno su anno (+1,7 milioni) nonostante la contabilizzazione degli oneri di integrazione (7,3 milioni di euro) relativi alla fusione, a fine maggio 2015, tra IW Bank e UBI Private Investment.

Al netto di tali oneri, le altre spese amministrative risultano in calo dell’1,8% anno su anno a riprova del proseguimento dello sforzo di contenimento di lungo termine, che continua a interessare molte delle componenti di spesa corrente. – infine, le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (inclusive di PPA) hanno totalizzato 77,8 milioni, registrando una diminuzione di oltre 7 milioni rispetto al 1sem2014, in parte attribuibile alla riduzione della PPA (3,2 milioni) conseguente agli impairment effettuati a fine 2014. Nel periodo gennaio-giugno 2015 le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono scese a 389,1 milioni, contro i 429,1 milioni del primo semestre 2014, definendo un costo del credito annualizzato dello 0,91% del totale impieghi netti, contro il precedente 0,99% e a fronte dell’1,08% registrato per l’intero esercizio 2014.

Le rettifiche di valore effettuate hanno portato le coperture complessive dei crediti deteriorati al 27,80%, evidenziando un incremento sia rispetto a marzo 2015 (27,68%) che a fine 2014 (27,13%). Le rettifiche effettuate, assieme alla composizione del portafoglio, hanno comportato una riduzione di 104,7 milioni della shortfall inclusa nel calcolo del CET1. Infine, gli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri del periodo sono saliti a 29,1 milioni (erano 2,7 nel 2014) principalmente per effetto della contabilizzazione della contribuzione annua stimata al Resolution Fund prevista dalla Direttiva BRRD – Bank Recovery and Resolution Directive – 2014/59/EU, che ha inciso per 22,8 milioni. Per effetto degli andamenti sopra descritti, l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si è attestato a 241,9 milioni, rispetto ai 257,3 milioni dello stesso periodo del 2014.

 


English Version.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da aia

    dato di fatto: non sono numeri da terza banca italiana. basta vedere i risultati delle altre banche. il mercato lo ha confermato con la flessione del titolo dopo la pubblicazione dei dati. tutto il resto è chiacchiera da bar.

  2. Scritto da Andrea

    Mi permetto di invitare la redazione a confrontare i numeri di ubi con bper, bpm, banco popolare, mps e carige. Per risparmiare tempo è sufficiente invece guardare l’andamento del titolo dopo la pubblicazione dei conti. E’ fuori dubbio che siamo di fronte a risultati pessimi. Tale circostanza è aggravata dal fatto che ci troviamo in una congiuntura favorevole che ha permesso a tutti gli altri istituti di credito di raggiungere risultati eccellenti. Amministratori a casa!

  3. Scritto da Redazione Bergamonews

    Riassume un po’ male. Mi permetta. Se poi vuole criticare la banca per puro spirito di contrarietà, ecco allora sarebbe più onesto ammetterlo. I numeri e i dati dicono ben altro. Cordialità.

  4. Scritto da Riflessivo

    Tento un riassunto:
    la clientela è in forte contrazione
    – minori i tassi versati al credito
    – aumento delle commissioni
    – aumento delle spese del personale
    Fa specie in un’economia, in cui il manifatturiero che è stato la spina dorsale dell’economia ed i consumi sono in crisi, che UBI, in epoche remote banca popolare, registri il miglior risultato dal 2008. Le commissioni e le spese per il personale aumentano: chi rimane riceve premi, incentivi e aumenti.