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L’Università in lutto saluta Marco Lorandi, professore amato e stimato

Si è spento lunedì 3 agosto, in seguito ad una grave malattia, il professor Marco Lorandi, docente di Storia dell'arte moderna e contemporanea all'Università degli Studi di Bergamo dal 1991: il ricordo del rettore Stefano Paleari.

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Si è arreso ad una grave malattia Marco Lorandi, stimato professore dell’Università degli Studi di Bergamo dove insegnava Storia dell’arte moderna e contemporanea dal 1991: si è spento lunedì 3 agosto e la salma è stata composta nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, in attesa della celebrazione delle esequie giovedì 6 agosto nella chiesa di Ognissanti al Cimitero monumentale di Bergamo.

Una notizia che ha scosso l’Ateneo, dal rettore Stefano Paleari ai colleghi docenti, dal personale amministrativo fino ai suoi studenti: “Il rettore annuncia con dolore la scomparsa del Professor Marco Lorandi – ha scritto l’Università di Bergamo sul proprio profilo Facebook ufficiale – Professore di storia dell’arte moderna e contemporanea, che con la sua umanità, impegno e passione per la ricerca in campo artistico, ha contribuito ad arricchire a livello intellettuale e umano l’Ateneo, come comunità di persone, luogo di crescita e di confronto. Con profondo affetto e riconoscenza, l’Università tutti si unisce al lutto dei familiari e lo ricorderà con entusiasmo e la dedizione con cui ha saputo formare mente e cuore di generazioni di studenti”.

Studenti che lo ricordano con piacere, ripensando alle sue lezioni stimolanti e sempre affollatissime: non era solo uno storico delle arti, era uno scrittore, uno scultore, un musicista, un appassionato di teatro e letteratura.

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Commenti

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  1. Scritto da Richard Dury

    solare, entusiasta, appassionato; parlava con gusto delle cose che gli piacevano cercando le parole con energia, con gesti ed espessioni faciali che mostravano un coinvolgimento totale in quello che diceva—ma non troppo sul serio: recitava in modo divertente. Incontrare e chiacherare con lui ti rendeva la giornata più interessante, ti lasciava più felice. Ecco: immaginiamo che ha continuato la sua strada, e noi la nostra, e ci ha lasciato più felice.

  2. Scritto da Elisabetta Longhi

    Grazie per avermi fatto amare l’arte in tutte le sue manifestazioni. Ricorderò sempre una Sua frase: “Cosa c’è di più bello che parlare d’arte davanti ad una tavola imbandita?”. Esaltazione delle cose belle e semplici della vita!