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“Italcementi, incontro a Roma: “Nessuna garanzia sull’occupazione”

Sindacati preoccupati dopo l'incontro a Roma con l'azienda che conferma il proprio piano industriale ma annuncia la volontà del gruppo tedesco di recuperare 100 milioni: “Vogliamo capire esattamente dove e come intendono farlo”.

La preoccupazione dei sindacati sulla vicenda Italcementi-HeidelbergCement continua a rimanere altissima e dall’incontro di martedì 4 agosto in Federmaco a Roma non sono emerse notizie positive: un faccia a faccia interlocutorio, sul quale erano state riposte tantissime aspettative per il semplice fatto che fosse il primo dopo la cessione al gruppo tedesco.

“Ci aspettavamo di vedere l’ad di Italcementi seduto al tavolo – commenta con un certo rammarico Danilo Mazzola, segretario generale della Filca Cisl di Bergamo – Naturalmente incontrando solamente la parte che ha ceduto e non chi ha acquistato le risposte non potevano che essere parziali. Per avere novità di rilievo bisognerà attendere il parere dell’Antitrust e si parla quindi del primo trimestre del prossimo anno, poi partirà l’Opa sulle restanti azioni. Volendo guardare agli elementi positivi possiamo dire che sui siti industriali le sovrapposizioni tra le due realtà esistono solamente in Belgio e negli Stati Uniti mentre un po’ più delicata è la situazione della sede centrale di Bergamo. Vedremo come si vorrà gestire e come si collocherà la sede, in particolare la gestione di Italcementi mondo ci sembra rilevante: qualora dovessero accentrare tutto in Germania sarà un bel problema”.

Ma se Italcementi durante l’incontro ha confermato il proprio piano industriale in essere, che scade a gennaio 2016, e si è detta ottimista sulla possibilità di prolungarlo per altri 12 mesi i sindacati hanno frenato: “Bisogna aspettare i tedeschi, noi continuiamo a essere preoccupati per le ricadute sul territorio bergamasco. L’azienda si è fatta portavoce della volontà di HeidelbergCement di recuperare 100milioni di euro nel corso del 2016: vogliamo capire esattamente dove e come intendono farlo”.

"Siamo fortemente preoccupati per l’esito del confronto: la dirigenza di Italcementi non ha dato garanzie sulla mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Chiediamo, quindi, che si dia la massima attenzione alla situazione dei lavoratori e non si facciano mancare gli investimenti già decisi a garanzia del Piano di ristrutturazione in corso” hanno detto all’uscita dell’incontro Luciana Fratus e Angelo Chiari della Fillea Cgil di Bergamo. L’azienda ha dichiarato di non aver potuto comunicare preventivamente l’operazione in considerazione delle vigenti leggi europee in materia di Insider Trading che vincolano al silenzio i soggetti interessati; ha poi ribadito quanto si è appreso dalla stampa in merito all’operazione finanziaria e industriale e precisato che dovrà attendere la decisione dell’Antitrust che si ipotizza possa esprimere la propria valutazione entro la primavera 2016".

Le segreterie nazionali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, in una nota congiunta, hanno ribadito che “pur comprendendo la necessaria riservatezza sull’operazione, considerate le buone relazioni sindacali, si aspettavano un’informazione preventiva antecedente il comunicato stampa; che nell’era della globalizzazione del mercato del cemento in cui occorre mettere assieme sinergie per essere competitivi nel mondo, spiace constatare che un’altra prestigiosa azienda italiana passi in mani straniere; vanno rispettati gli accordi sottoscritti relativi alla riorganizzazione del Gruppo in Italia e salvaguardati tutti i livelli occupazionali della sede di Bergamo e dei siti produttivi, ivi compresi i lavoratori del CTG e del Calcestruzzo (3.000 dipendenti); chiederanno l’attivazione di un tavolo Istituzionale al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) e al Ministero del Lavoro, da tenersi presumibilmente entro la prima decade di settembre; è necessario effettuare incontri mensili, sia a livello nazionale che a livello europeo, per monitorare gli sviluppi che emergeranno dagli incontri tra le due aziende”.

L’azienda ha accolto la richiesta di effettuare incontri mensili sia a livello nazionale che a livello di segretariato del CAE. Il prossimo confronto con l’azienda si terrà a Roma il 24 settembre alle 110 (la sede verrà comunicata successivamente).

Mercoledì intanto, si terranno le assemblee nella sede di Bergamo e nella cementeria di Calusco.

Sulla vicenda le organizzazioni sindacali hanno chiesto ai parlamentari bergamaschi di presentare un’interrogazione parlamentare: di oggi la notizia dell’intenzione di procedere da parte dell’onorevole Giovanni Sanga del PD.

Dal canto suo Italcementi, dopo aver ricordato l’importante valenza industriale dell’operazione, che ha portato alla nascita del secondo produttore mondiale di cemento, risponde alle preoccupazioni espresse dai sindacati in particolare per quanto riguarda la sede di Bergamo: "Il vertice di HeidelbergCement – ha sottolineato Silvestro Capitanio, direttore Risorse Umane di Italcementi presente all’incontro di Roma – ha ripetutamente espresso apprezzamento per la qualità del know how di Italcementi a Bergamo. Un segnale che interpretiamo con fiducia". 

Commenti

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  1. Scritto da Luca

    I sindacati si fanno sentire soltanto quando sanno di finire in prima pagina, con grosse operazioni finanziare e grosse aziende. In silenzio, invece, complici del presidente del consiglio, hanno lasciato schiavizzare e torturare psicologicamente ogni singolo individuo nel suo piccolo, permettendo contratti settimanali che tengono in ansia ed apprensione le persone, senza nessuna certezza per il domani né tantomento dignità, dove non si può dire nulla, pena il mancato rinnovo del contratto

  2. Scritto da giampaolo

    prima o poi sta toccando tutti. e solo questione di tempo, cosi invece di ridere e commentare a chi va a manifestare contro la disoccupazione la prossima forse ci sarete anche voi saluti e ben venuti in italia

  3. Scritto da maddalena

    condivido esattamente alla lettera cio’ che scrive il Sig. PAOLO

  4. Scritto da beppe

    Avrei una proposta… Perchè non vendiamo Montecitorio, il Quirinale ecc.ecc. ai tedeschi? Intanto visto che non contiamo un bip… Facciamoci governare almeno da chi lo sa fare…

  5. Scritto da Luisa

    Strano, avrei pensato che vendevano ai tedeschi per puro passatempo…..

  6. Scritto da Paolo

    … Be, che dire…. Ancora una volta grazie governo italiano grazie per le tue innumerevoli TASSE…. Grazie per proteggere L’ASSENTEISMO sul lavoro…. Grazie di mettere IL CAPPIO al collo agli imprenditori……. E con il governo ringrazio anche quei fanc……. Dei sindacalisti….. Bravi proprio bravi……. E comunque onore alla famiglia presenti che sono un ORGOGLIO BERGAMASCO!!!!!??!

    1. Scritto da affinità non elettive

      Non è che invece di Paolo ti chiami Matteo…, e scrivi dal Giappone?

  7. Scritto da no euro

    Ma è evidente che è una guerra finanziaria mossa per demolire l’industria italiana.Assorbire per poi chiudere e diventare padroni incontrastati di un prodotto. Stessa storia sarà con le acciaierie italiane.
    Ma gli idioti europirla non capiscono questo. Quando lo capiranno saemo tutti con il c..lo per terra. E sarà troppo tardi.
    Prima usciamo da questo schema, prima ci salviamo.

  8. Scritto da roberta

    Scusate, ma l’articolo non è molto chiaro. Cosa significa “recuperare 100 milioni di euro”? Non si capisce.
    Si intende forse operare tagli ai costi per tale somma? Oppure prevedono di ottenere finanziamenti per tale somma? Oppure ancora sono dei crediti che intendono recuperare?
    Non è chiaro.

    1. Scritto da mao

      La somma pagata dai tedeschi è probabilmente troppo alta,ai signori Pesenti,l’opa sulle restanti azioni 4 euro sopra il valore in borsa ormai da più di 10 anni serve o è servito per rimpinguare le tasche dei grossi investitori,chi pagherà i 100 milioni di euro???se lo chiede anche ma su i dipendenti,vedrà che sforbiciata.IO li farei pagare al signor Pesenti,vendi incassi e paghi,troppo comoda,gli utili a loro e i debiti al popolo.

  9. Scritto da luc58

    E’ la globalizzazione bellezza. L’avete voluta e adesso ve la tenete. La prossima volta a Genova a protestare (e ad essere massacrati dai celerini) ci andate anche voi.