BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Damiano: penalizzazioni sì, ma non tagli del 30% a chi anticipa la pensione

Alla ex Borsa Merci di Bergamo Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera dei deputati, invitato da Cgil e Spi Cigl Bergamo per descrivere la riforma delle pensioni, conservando un occhio di riguardo sul difficile rapporto che intercorre tra il mondo della politica e quello dei sindacati.

Alla ex Borsa Merci di Bergamo Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera dei deputati, invitato da Cgil e Spi Cigl Bergamo per descrivere la riforma delle pensioni, conservando un occhio di riguardo sul difficile rapporto che intercorre tra il mondo della politica e quello dei sindacati.

Un’occasione per allacciare rapporti sindacato-politica un po’ meno conflittuali e più costruttivi riguardo un tema particolarmente delicato come quello delle pensioni, evidenziato in grassetto sulle pagine dell’agenda politica di governo.

In questi giorni, infatti, hanno tenuto banco le dichiarazioni del Presidente dell’Inps Tito Boeri, inerenti l’introduzione del calcolo contributivo che consentirebbe ai lavoratori di andare in pensione prima dei 66 anni di età previsti e che comporterebbe una riduzione del 30-35% del valore della pensione.

“Sono un uomo del dialogo, ma sono in dissenso con Renzi quando attacca il sindacato: se vuoi trovare una soluzione sulla questione delle pensioni occorre parlare coi pensionati, con chi ne sa, con i sindacati dei pensionati” ha detto Cesare Damiano rispondendo alle domande.

“Non sono d’accordo sulla flessibilità nei meccanismi per andare in pensione se si prevede un taglio, una penalizzazione che raggiunge il 30% per chi decide di andarci in anticipo: è una misura ingiusta, irragionevole. Mi sono stufato dei tweet, di chi spiega in due parole cosa contiene una riforma, che invece è materia complessa che va studiata”.

Ma Damiano (ex sindacalista), pure sottolineando di non essere un renziano, si è anche definito “un dialettico non dogmatico: posso criticare il Governo ma non lavorerò mai per farlo cadere”. 

La proposta dell’ex ministro del lavoro prevede l’edificazione di un meccanismo di penalizzazioni ed incentivi al fine di consentire l’andata in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi (con penalizzazione massima dell’8%) e di andare in pensione senza penalizzazioni per chi ha maturato 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

La riforma – basata sulla proposta di legge presentata il 30 aprile 2013 alla Camera dei Deputati dagli onorevoli Damiano, Baretta e Gnecchi – viene oggi riproposta dal Partito Democratico al governo Renzi come piedistallo di un provvedimento volto a risolvere i nodi della Riforma Fornero del 2011.

Durante l’intervento si è parlato di pensioni – e quindi di anziani – ma anche delle problematiche che attendono le nuove generazioni: "Le difficoltà maggiori gravano sulle spalle dei giovani senza lavoro o con lavori che difficilmente produrranno pensioni come quelle di oggi – ha commentato l’onorevole Damiano -. Occorre attuare una rivoluzione culturale, aggiornando i nostri modelli organizzativi e i nostri punti di vista, sforzandoci di capire che il mondo del lavoro non sta scomparendo, ma soltanto cambiando. Bisognerebbe rivalutare il lavoro manuale, poiché vi è una sconnessione piuttosto evidente tra gli indirizzi di studio prediletti dagli studenti e quelle che sono le richieste del nuovo mercato del lavoro; avvicinare i momenti di lavoro a quelli di studio, valorizzando le attività di apprendistato, riconoscere contributi figurativi e ricongiunzioni non onerose".

L’onorevole Damiano sarà martedì 4 agosto alla riunione della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, che affronterà i problemi inerenti la settima salvaguardia per i lavoratori esodati nel 2011 e il blocco delle penalizzazioni per i lavoratori precoci andati in pensione prima del 31 dicembre 2014.

Fabio Viganò

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da claudio maffessanti

    La proposta è valida, ma non sarà mai approvata, per noi lavoratori non ci sono le coperture, mentre i soldi per i loro vitalizi e per le loro pensioni dorate si.

    1. Scritto da Giorgio

      Il fatto è che loro, a parole, sono artisti nell’incantare e farsi voler bene. Quelli contano però sono i fatti, e nei fatti, non si tagliano mai i loro stravizi immotivati e immeritati e tartassano sempre noi!

  2. Scritto da alvaro

    Bravo Damiano santo subito. Una riforma così è possibile e secondo me ci sono pure le coperture finanziarie. 41 anni di lavoro sono un traguardo impegnativo per chi lavora ed è giusto permettere ai lavoratori di andare in pensione.

  3. Scritto da Alberto

    La definirei una proposta ragionevole, così a occhio.

  4. Scritto da lu

    Se andasse in porto (e sottolineo se) mi sembrerebbe un buon compromesso. Resta da capire se ci sono le coperture finanziarie e qui comincio ad avere dei dubbi…