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Chiusura Cocoricò, il questore di Bergamo: “Giusto, i gestori devono vigilare sui ragazzi”

Girolamo Fabiano elogia il provvedimento del suo omologo riminese: "Non si tratta di repressione, ma di rispetto delle regole principali nella gestione di un locale. In Bergamasca non ci sono casi a rischio, ma gli esercenti devono segnalarci ogni situazione strana"

"Concordo con la decisione del mio collega di Rimini di chiudere il Cocoricò per quattro mesi: i gestori dei locali hanno il dovere di vigilare sui ragazzi". Il questore di Bergamo, Girolamo Fabiano, elogia il provvedimento del suo omologo riminese Maurizio Improta, che alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti, ha deciso la chiusura del noto locale notturno romagnolo.

Domenica mattina all’alba mentre la celebre discoteca di Riccione si stava svuotando, il personale della polizia di Stato ha notificato all’amministratore della società che la gestisce l’ordine di chiusura per 120 giorni, a partire dal 3 agosto, sulla base dell’articolo 100 del Tulps.

Nel suo provvedimento, il questore, partendo dall’ultimo tragico episodio della morte del 16enne che aveva assunto ecstasy, ripercorre dettagliatamente tutti gli interventi delle forze dell’ordine negli ultimi due anni, compresi quelli del 118. Tra questi anche il 17enne colpito da un malore per droga e ricoverato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. 

"Si tratta di una decisione sacrosanta visto che ci troviamo di fronte a violazioni di legge macroscopiche – spiega il questore di Bergamo – e la ritengo giusta sia in termini di diritto, con la violazione dell’articolo 100 del Tulps, sia come tempistiche, con i quattro mesi di stop. I gestori del locale devono non solo aprire una discoteca di successo, ma anche gestire chi poi la frequenta. Le due cose vanno di pari passo, è questo che bisogna capire. Oltre a sapere servire da bere, devono essere in grado di garantire la sicurezza necessaria ai clienti. Sotto tutti i punti di vista". 

Quindi pensa che la strada della repressione sia quella giusta da seguire in questi casi ?

"Ma in questo caso non si tratta di repressione – precisa Fabiano – . Bisogna far capire a tutti che le attività commerciali devono essere assolutamente sane. Non voglio esprimere giudizi sul Cocoricò in particolare, perchè personalmente non lo conosco. Ma non si possono violare i principi base nella gestione di un pubblico esercizio. Per questo non si tratta di repressione, ma di rispetto delle regole principali. Ha fatto bene il mio collega a prendere questa decisione. Che, tra l’altro, coinvolge indirettamente anche la nostra città".

Non pensa che anche l’educazione dei genitori sia una componente fondamentale nei comportamenti dei ragazzi?

"Qui parlo da papà. Ogni genitore cerca di educare al meglio il proprio figlio. Poi ci vuole una certa fortuna affinchè non imbocchino strade sbagliate nella vita. Purtroppo, a volte, certi comportamenti sono anche un prodotto della società in cui viviamo oggi. Quando ero ragazzo io, negli anni 70, vivevo in un paese (Corato, in provincia di Bari, ndr) più o meno delle dimensioni di Treviglio. E spesso si verificavano episodi drammatici legati ai giovani. Ora, per fortuna, abbiamo una legge che funziona in questo senso. Va solo fatta rispettare". 

Nella Bergamasca ci sono locali a rischio sotto questo punto di vista? 

"Io sono qui solo da quattro mesi. In questo periodo ne abbiamo abbiamo messo sotto controllo alcuni. Ma non abbiamo riscontrato nulla di grave. In ogni caso noi continuiamo a monitorare la situazione. E anche i gestori devono darci una mano, segnalandoci le situazione strane o a rischio: essendo all’interno possono conoscerle meglio di noi. La collaborazione è importante per garantire una corretta gestione del locale". 

Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    Ve lo dico io come finirà la vicenda del Cocoricò: il provvedimento verrà ritirato e il titolare del locale verrà lautamente risarcito per il danno di immagine che ha subito.
    E chi pagherà? No certo il questore di Rimini.

  2. Scritto da antonio carrara

    mi risulta che parecchio spaccio di questi prodotti avviene nelle scuole, ora che facciamo chiudiamo anche quelle? Decisione ridicola lo scaricare le colpe alla discoteca…

    1. Scritto da paride

      per non parlare dello stadio, della stazione, dei parchi… chiudiamo tutto.

  3. Scritto da Aldo

    Non ho capito se la droga fa male o no. Mi pareva stessero discutendo in parlamento di legalizzarla… Se è solo un voto in parlamento a decretare se ci si può drogare oppure no, stiamo freschi

    1. Scritto da giovanni e giacomo

      se non l’hai capito è un problema tuo. il termine “droga” è un po’ troppo vago: parli di ketamina o di tabacco? di marjuana o di eroina? di alcool o di morfina? checchè ne dicano i sig.ri fini e giovanardi, ci sono notevoli differenze…

      1. Scritto da Aldo

        Amico, non c’è bisogno di essere scortese. Parlo seriamente: chiudono un locale per spaccio di sostanze che magari tra due giorni sono legali? Chiedo soltanto…..

        1. Scritto da giovanni e giacomo

          non volevo essere scortese. sottolineo però il fatto che la tua domanda è del tutto inappropriata perchè, in parlamento, si discute di eventuale “legalizzazione” di marijuana e affini, che non è certo la causa della morte di quel ragazzo, ne tantomeno la tipologia di droga diffusa nelle discoteche… poi, nel merito del cocorico, credo che chiuderlo sia comunque una stupidaggine perchè non si risolve certo il problema…

  4. Scritto da er lupo

    chiuso il cocorico’ drogati e spacciatori si troveranno in altri locali limitrofi…contateci!!!

  5. Scritto da augusto

    Se non sbaglio era figlio di un farmacista. Allora il problema non sono i ragazzi sbandati. Anche quelli di buona famiglia sono male informati. Io sono convinto che le mezze misure sono sempre le più pericolose. La droga, o la legalizzi o la proibisci del tutto, anche l’uso personale. Tutti quelli che vogliono l’attuale sistema è perché hanno interessi economici rilevanti. Vedi comunità e tutto ciò che ruota intorno.

  6. Scritto da Alan

    Dunque riepiloghiamo, uno a casa si cala dell’ exstasy e poi va a tirare le cuoia in discoteca …e si chiude la discoteca. Un vero abuso ed una vera ingiustizia, un’aggressione alla proprietà privata. Il gestore si deve occupare della salute degli avventori, uno va al cesso si cala un trip e muore ed il gestore è colpevole. Lo stato repressore prende provvedimenti di stampo fascista e poi si difendono a vicenda, quando dovrebbe essere lo stato e le forze dell’ordine a reprimere il fenomeno

  7. Scritto da il polemico

    ho sempre saputo che le perquisizioni corporali devono essere eseguite da personale delle forze dell’ordine,quindi come potrebbe mai una discoteca prevenire l’introduzione di pasticche nel locale se non è autorizzata a perquisire?qui si incolpano i locali di divertimento se i genitori non hanno voluto,o non sono mai stati in gredo,di educare i loro figli,e tutto questo con il compiacimento pure del questore di bergamo….

  8. Scritto da Alberto

    Guai a chiudere posti come il Cocoricò, l’importante è che i giovani si possano rincitrullire liberamente senza controllo alcuno da parte delle povere famiglie o dello Stato oppressore! W la bruciatura libera dei giovani cervelli!

  9. Scritto da tornado

    Cominciamo a tenere in galera gli spacciatori, mercanti di morte. Senza attenuanti e benefici di legge.E poi responsabilizzare tutti i gestori delle discoteche. E non solo discoteche, il fenomeno droga regna anche in molti altri locali frequentati da giovani.Solo chi non vuol vedere non vede.

  10. Scritto da Alessandro

    La verità è che l’Italia è arretrata mentalmente, xkè siamo totalmente pervasi dal bigottismo e abbiamo i paraocchi.
    Da piccolo mi hanno insegnato che la droga fa male e che se mi butto giù dal ponte mi faccio male, se prendo l’MD al cocoricò la colpa è della discoteca che deve chiudere, se mi butto giu dal ponte la colpa è forse del ponte? Va forse chiuso il ponte?
    Si parla di controlli ma per come la vedo io ognuno è responsabile di se stesso! BASTA REPRESSIONE, W LA NIGHTLIFE

  11. Scritto da BeRGHEM

    La FAMIGLIA deve vigilare sui ragazzi. F-A-M-I-G-L-I-A …

  12. Scritto da Paolo

    serve la testa non chiudere i locali, poi eliminare tanti spacciatori pedinandoli, e rimpatriandoli

  13. Scritto da angelo

    se i genitori non sono in grado di curare i figli lo facciano le istituzioni
    dobbiamo reimparare a fare i genitori e dire ai figli i NO che fanno crescere

  14. Scritto da Groucho

    Troppo facile scaricare la colpa sui gestori per coprire le mancanze dello Stato. Non sono poliziotti, non possono nemmeno perquisire ne controllare 3000 persone.

  15. Scritto da pippo

    Ci sono stato ormai 11 anni fa. Un postaccio. Mi ha fatto venire la nausea della discoteca. E ci andavo due/tre volte ogni week end.

  16. Scritto da tino

    secondo me i gestori devono rispettare le norme sui locali, sul numero di persone, sulla dotazione di sicurezza, sugli alcoolici ai minori, sugli orari, ecc.
    Poi i genitori, gli amici, la persona stessa devono vigilare su cosa si va a fare nei locali, con responsabilità individuale.
    Infine le Forze dell’Ordine devono arrestare gli spacciatori e i giudici devono condannarli invece di rimetterli in libertà.
    in un Paese civile non si chiede a chiunque di coprire ruoli confusi !