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Telecamera e microfono per suggerire le risposte all’esame di patente: 8 arresti

Con quattromila euro davano la certezza di superare l'esame di teoria della patente. La polizia di Trento ha sventato un’organizzazione che consentiva a cittadini stranieri di essere promossi senza aver studiato. Un egiziano residente nella Bergamasca forniva tutti gli strumenti all'organizzazione

Con quattromila euro davano la certezza di superare l’esame di teoria della patente. La polizia di Trento, attraverso le indagini coordinate dalla procura altoatesina, ha sventato un’organizzazione che consentiva a cittadini stranieri, soprattutto indiani, pachistani, cinesi ed egiziani, di essere promossi al temuto test teorico. Senza che conoscessero i segnali stradali.

Il sodalizio criminale, che aveva la base in Franciacorta, nel bresciano, reclutava in provincia i candidati da mandare all’esame in Trentino. Sicuri di ottenere il risultato grazie a un trucco elettronico che consentiva di rispondere ai quiz anche senza aver studiato.

In pratica, ciascun candidato si presentava con una micro telecamera sulla camicia per inquadrare le domande che comparivano sul monitor in dotazione all’associazione. Da lì poi venivano date attraverso il cellulare all’auricolare di chi svolgeva l’esame le opzioni giuste.

Gli stranieri spendevano fino a 4mila euro per questa soluzione, e svolgevano gli esami non solo in Trentino, ma anche a Brescia, Milano, Bergamo, Piacenza, Pavia e Monza. L’idea di cambiare città era un escamotage per non destare sospetti.

Nelle settimane precedenti agli arresti, otto in tutto, erano stati fermati 50 immigrati che avevano usato questo meccanismo. Con la possibilità di essere suggeriti da un connazionale che parlava la loro lingua e quindi riuscivano a comprendere.

Un egiziano residente nella Bergamasca, secondo le indagini, forniva tutti gli strumenti. Nella rete sono finiti anche Abbas Zalgham, pakistano di 33 anni residente a Rovato e Ali Yosk Ali, 27 anni e Sher Falak di 30 anni, anche loro asiatici e abitanti in Franciacorta. Con loro è finita agli arresti anche una marocchina residente nel bresciano.

Per tutti i fermati sono stati concessi i domiciliari. Secondo la procura di Trento che ha condotto l’inchiesta, tutto era partito tra maggio e giugno quando si notava la presenza di molti stranieri nella motorizzazione civile del paese. Sono state avviate le indagini e poi, con le intercettazioni telefoniche, si è scoperto l’inganno.

L’organizzazione era in grado di guadagnare fino a 100 milaeuro al mese e gli inquirenti stanno cercando di capire dove poi sarebbero stati investiti.

E’ partita anche la ricerca di tutti gli stranieri coinvolti che hanno conseguito la patente senza conoscere i segnali. Per loro scatterà una denuncia per truffa e l’abilitazione alla guida sarà annullata.

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