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Profughi, palestre svuotate 80 trasferiti al Gleno, 60 verso Sotto il Monte

L'ok da parte del Gleno ha accelerato il trasferimento dei profughi dalle palestre di Bergamo e Filago: è questione di giorni per quella di Presezzo, coi migranti che saranno portati al Pime di Sotto il Monte.

Nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo, la soluzione delle palestre provvisoria doveva essere e provvisoria è stata: la disponibilità concessa dal Gleno ha sbloccato la situazione non solo a Bergamo ma in tutto la provincia con il via libera del CdA per l’ospitalità fino a marzo che fa della struttura una sorta di centro di smistamento.

La riapertura del Gleno era un’occasione che la prefettura non poteva farsi scappare e, con due settimane d’anticipo rispetto alla scadenza di Ferragosto, il prefetto Francesca Ferrandino ha potuto sgomberare le palestre di Bergamo e Filago e ben presto anche quella di Presezzo: spostamenti che seguono quello già effettuato a metà settimana, con una cinquantina di persone coinvolte, da Romano di Lombardia a Castione della Presolana.

Nelle stanze del Gleno hanno trovato posto tutti gli occupanti delle palestre della scuola Camozzi di Bergamo e una trentina di profughi in arrivo da Lizzola: in Alta Val Seriana si sono invece trasferiti i richiedenti asilo ospitati precedentemente nella palestra di Filago.

E’ questione di giorni, invece, il trasferimento dei 61 profughi ospitati a Presezzo, all’interno dell’istituto “Maironi da Ponte”: per loro si spalancano le porte del PIME, il Pontificio Istituto Missioni Estere di Sotto il Monte, a pochi passi dalla casa natale di Papa Giovanni XXIII.

In un lungo comunicato l’amministrazione comunale di Sotto il Monte ha spiegato come il paese si prepara ad accogliere i migranti: “Sono prima di tutto esseri umani – si legge – intendiamo adoperarci insieme agli atri attori coinvolti affinchè l’accoglienza sia adeguata e dignitosa (a livello di spazi, servizi igienico-sanitari, alimentazione); reciproca e inclusiva (offrendo opportunità di lavoro/servizio alla comunità, corsi di lingua, che agevolano il processo di integrazione); sicura per residenti, migranti e pellegrini (riguardo all’ordine pubblico); condivisa, a livello di progettualità, tra tutti i soggetti interessati, con apertura alle Amministrazioni Comunali limitrofe, con le quali si cercherà di attivare delle collaborazioni finalizzate a creare una rete di mutuo aiuto, atta al coinvolgimento dei migranti in attività utili per i nostri territori”.

Per questo è stato istituito un comitato di accoglienza che gestirà tutte le fasi, coinvolgendo e coordinando tutti gli attori del territorio. 

Commenti

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  1. Scritto da Luisa

    Complimenti all’ Amministrazione di Sotto il Monte : un vero esempio di accoglienza che fa onore al paese di Papa Giovanni !!!

  2. Scritto da arpaleni

    se è vero che sono stati siglati degli accordi con la CE per la ridistribuzione dei profughi, c’è da chiedersi che senso abbiano corsi di lingua (si suppone quella italiana), processi di integrazione etc. etc. E comunque si sente parlare unicamente di gente che arriva, mai di gente che parte per altre destinazioni europee. La conclusione è abbastanza ovvia.

  3. Scritto da e oplà

    praticamente è il gioco delle “tre tavolette” specialità della Casa