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Profughi a Sotto il Monte Il sindaco: “Un’opportunità di crescita per tutti noi”

Maria Grazia Dadda, sindaco di Sotto il Monte, paese natale del Santo Giovanni XXIII, scrive una lettera ai propri cittadini in vista dell'arrivo di 60 profughi nella struttura del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere): "l’Amministrazione intende istituire un Comitato locale che si occupi di monitorare l’andamento del progetto di accoglienza e che coinvolga rappresentanti della maggioranza, delle minoranze, della Parrocchia e del volontariato sociale, nella certezza che questa circostanza costituisca una opportunità di crescita per tutta la Città".

Il sindaco di Sotto il Monte, Maria Grazia Dadda, scrive una lunga lettera in cui spiega la situazione dei migranti richiedenti protezione internazionale, sessanta dei quali saranno accolti nella struttura del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere). E alla fine annuncia l’istituzione di un comitato per monitorare l’esperienza "nella certezza che questa circostanza costituisca una opportunità di crescita per tutta la Città".

Pubblichiamo il testo integrale della lettera.

 

Carissimi cittadini,

il continuo susseguirsi degli sbarchi sulle coste italiane di migranti richiedenti protezione internazionale esige un’estensione e un’intensificazione dell’attività di accoglienza. Titolare unico della gestione di questa fase emergenziale è il Ministero dell’Interno, che opera sul territorio attraverso le locali Prefetture. Nell’ambito del nostro Comune, a seguito della disponibilità manifestata dal PIME di mettere a disposizione la propria struttura di via Colombera, la Prefettura di Bergamo ha disposto il trasferimento dei profughi, attualmente presenti in via temporanea presso la palestra dell’Istituto “Maironi da Ponte” di Presezzo, che deve urgentemente essere liberata in previsione dell’inizio dell’anno scolastico.

Tutte le operazioni di accoglienza e di assistenza saranno effettuate da operatori della Caritas Diocesana, coadiuvati dalla Cooperativa Sociale Ruah Onlus, che già stanno gestendo, oltre alla palestra di Presezzo, diverse strutture in tutto il territorio della Provincia. 

L’Amministrazione Comunale, con l’assessorato alle Politiche Sociali, ritiene necessario collaborare con la Prefettura, il PIME e la Caritas Diocesana per garantire un dignitoso livello di accoglienza dei migranti e gestirne in maniera adeguata l’impatto sul territorio. In particolare, nelle ultime settimane, l’Amministrazione è stata chiamata ad assumere decisioni complesse su più fronti:

– l’individuazione di immobili comunali idonei e in sicurezza con capacità ricettiva sufficiente e adeguata a garantire una permanenza serena, costruttiva e inclusiva degli ospitati;

– la gestione, dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza, dei cittadini e degli stessi ospitati;

– l’esigenza di condividere, attraverso un tavolo di lavoro, una progettualità con tutti gli attori potenzialmente interessati (Amministrazioni limitrofe, operatori sociali, educatori, interpreti, mediatori culturali, forze dell’ordine e, non da ultimo, il volontariato, senza il quale ogni sforzo sarebbe sempre parziale), attraverso la quale si concretizzi e si metta a frutto la cultura dell’accoglienza, intesa come risorsa e opportunità, capace di aprire le braccia e far sentire “come a casa”, di comunicare l’essere “cittadini del mondo” e non solo del proprio paese. Per quanto riguarda il primo punto, ai Sindaci dei Comuni bergamaschi è stata richiesta la disponibilità di strutture da adibire all’accoglienza.

La nostra Città, così come altri Comuni, non è stata in grado di soddisfare la richiesta, in quanto non possiede immobili adeguati. Pertanto, la Prefettura di Bergamo si è rivolta a strutture private, anche attraverso l’emissione di un bando. Dalla nostra Città, ha risposto all’appello il PIME, che ha messo a disposizione la propria sede di via Colombera. Ovviamente, l’accoglienza dei migranti – che saranno trasferiti a breve – richiede in particolare al Sindaco, come Delegato alla Sicurezza, di esaminare e approfondire una serie di problematiche di ordine pubblico, dato lo speciale status della nostra Città, che coinvolgono in primis i cittadini e in secondo luogo i numerosi pellegrini che ogni settimana raggiungono i nostri luoghi di culto.

Quindi, partendo dalla convinzione che il “migrante”, lo “straniero”, l’“extracomunitario” sono prima di ogni cosa esseri umani e hanno il diritto di essere trattati come tali (così come stabilito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani siglata a Parigi il 10 dicembre 1948, “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”), l’Amministrazione Comunale intende adoperarsi, insieme agli altri attori coinvolti, affinchè l’accoglienza sia:

– adeguata e dignitosa (a livello di spazi, servizi igienico-sanitari, alimentazione);

– reciproca e inclusiva (offrendo opportunità di lavoro/servizio alla comunità, corsi di lingua, che agevolano il processo di intergrazione);

– sicura per residenti, migranti e pellegrini (riguardo all’ordine pubblico);

– condivisa, a livello di progettualità, tra tutti i soggetti interessati, con apertura alle Amministrazioni Comunali limitrofe, con le quali si cercherà di attivare delle collaborazioni finalizzate a creare una rete di mutuo aiuto, atta al coinvolgimento dei migranti in attività utili per i nostri territori. Trattandosi di un’esperienza “nuova” e delicata che la Città si trova ad affrontare, è assolutamente indispensabile che la collaborazione si attui innanzitutto all’interno del nostro territorio.

Sotto il Monte Giovanni XXIII vanta un tessuto sociale ricco di esperienze di volontariato, che molto possono agevolare il processo di inclusione, così come fondamentale è la condivisione dello spirito di accoglienza tra le componenti del Consiglio Comunale.

Per questo motivo, l’Amministrazione intende istituire un Comitato locale che si occupi di monitorare l’andamento del progetto di accoglienza e che coinvolga rappresentanti della maggioranza, delle minoranze, della Parrocchia e del volontariato sociale, nella certezza che questa circostanza costituisca una opportunità di crescita per tutta la Città. Il piano attuativo del progetto di accoglienza (numeri, tempi e date) sarà tempestivamente reso noto man mano verranno ufficialmente comunicate all’Amministrazione le decisioni assunte dai titolari della gestione (Prefettura e Caritas Diocesana).

Il sindaco

Maria Grazia Dadda

Commenti

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  1. Scritto da Berghém

    In Inghilterra forse non hanno ancora letto la “Dichiarazione universale dei diritti umani siglata a Parigi il 10 dicembre 1948” probabilmente allora erano impegnati con la Regina, ora però sono impegnati con esercito per fermare gli ingressi dei “migranti” e con leggi che prevedono il carcere per chi affitta a stranieri senza permesso. Ma questi inglesi sono forse razzisti? Inviatiamoli allora a Sotto il Monte c’è posto per tutti. Auguriiiii

  2. Scritto da Patrizia Lussana

    Bravissima,ottima iniziativa.
    Poi,appena anche Sotto il Monte comincerà ad apparire nei tg,sono curiosa di sentire le argomentazioni tue e dei tuoi sostenitori.
    Good luck ✌

  3. Scritto da Irene Bruscolo

    Brava Sindaco Dadda!
    Finalmente su questa questione si solleva nell’Isola una voce di umanità, ragionevolezza e dignità da parte di un amministratore. Finora solo il Commissario di Filago aveva “osato” sfidare la pancia delle paure e delle ossessioni leghiste. Ma appunto non era un amministratore “eletto”. Spiace dirlo, ma in questa indifferenza generalizzata anche le parrocchie non si sono distinte per coraggio. Speriamo che da Sotto il Monte possa ripartire un po’ di dignitoso riscatto.