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“L’omicida di mia sorella ai domiciliari a Bergamo Non si pente: abbiamo paura”

Il fratello di Stefania Cancelliere lancia una petizione online per chiedere giustizia e che Roberto Colombo, l'omicida della sorella, attenda in carcere la sentenza della Cassazione: “In qualsiasi momento potrebbe evadere e fare del male a noi e ai bambini di Stefania”.

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“L’omicida di mia sorella è agli arresti domiciliari a Bergamo, questo ci fa male e ci spaventa”: sono parole di Livio Cancelliere, fratello di Stefania, uccisa nel giugno del 2012 a Legnano a colpi di mattarello da Roberto Colombo, ex primario del reparto di oculistica dell’ospedale di Gravedona.

Nell’aprile del 2014 l’uomo era stato condannato a 17 anni di carcere dalla Corte di Appello di Milano, confermando la sentenza del primo grado: dopo un mese in una cella del carcere San Vittore, però, i giudici del Tribunale di Milano avevano accolto l’istanza dei legali di Colombo, consentendogli di scontare i domiciliari in una casa di cura per motivi di salute.

A distanza di tre anni dall’omicidio di Stefania Cancelliere, il 27 luglio la misura cautelare è stata spostata dalla clinica privata a casa della madre a Bergamo: “E’ già una settimana che Roberto Colombo è agli arresti domiciliari a Bergamo – scrive Livio Cancelliere, fratello di Stefania – Questo ci fa male e ci spaventa. Ci fa male perchè, in questi tre anni trascorsi in una casa di cura, non solo non si è pentito, ma ha mostrato livore e aggressività nei nostri confronti, come è evidente dal video pubblicato su YouTube. Ci spaventa perchè adesso Colombo, in qualsiasi momento, potrebbe evadere e fare del male a noi e ai bambini di Stefania. Al dolore si somma il timore per la nostra incolumità, che in questi giorni stiamo denunciando pubblicamente con tutte le nostre forze”.

Una battaglia, quella di Livio, che va avanti dal primo giorno in cui Roberto Colombo è uscito dal carcere e che arriva solamente a una nuova tappa: da una settimana ha lanciato su change.org una petizione per chiedere giustizia, per chiedere che l’omicida di sua sorella “sconti la sua pena e che attenda, come deve essere, la sentenza definitiva in carcere”.

In quattro giorni ha raccolto 1.500 sottoscrizioni e al raggiungimento delle 2.500 invierà la lettera al ministro della Giustizia Andrea Orlando: il tutto in attesa che il 22 settembre la Corte di Cassazione si esprima in modo definitivo sulla vicenda.

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Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    Nemmeno per un omicidio si fa pagare col carcere l’assassino?