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Damiano a Bergamo risponde alle domande dei pensionati

“Per chi è in pensione, per chi non lo è, per chi ci vorrebbe andare”: l’incontro che la Cgil e lo Spi Cgil di Bergamo organizzano per lunedì 3 agosto, è aperto a tutti coloro che con le questioni pensionistiche fanno i conti ogni giorno. Ospite: Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera.

“Per chi è in pensione, per chi non lo è, per chi ci vorrebbe andare”: l’incontro che la Cgil e lo Spi Cgil di Bergamo organizzano per lunedì 3 agosto, è aperto a tutti coloro che con le questioni pensionistiche fanno i conti ogni giorno oppure li faranno nei prossimi anni, in un momento delicato in cui di pensioni si torna a parlare a livello nazionale.

Ospite a cui verrà sottoposta una lista di articolate domande (in una sorta di question time) è Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera dei deputati.

L’appuntamento è per lunedì alle 14.30 al Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni (ex Borsa Merci) di via Petrarca 10 a Bergamo.

“L’incontro con Damiano è l’occasione per avviare rapporti sindacato-politica un po’ meno conflittuali e più costruttivi su un tema particolarmente delicato come quello delle pensioni” ha detto nei giorni scorsi Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil di Bergamo. “Le ipotesi di questi giorni si basano sulla proposta del Presidente dell’Inps Boeri di introdurre il calcolo contributivo per consentire ad un lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni di età previsti e che comporterebbe, però, una riduzione del 30% del valore della pensione. Dall’altra parte c’è la proposta Damiano-Baretta di un meccanismo di penalizzazioni ed incentivi per consentire l’andata in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e per chi ha maturato i 41 anni di andare in pensione senza penalizzazioni, indipendentemente dall’età. Questa proposta andrebbe incontro ai lavoratori precoci. La CGIL è per inserire in un sistema troppo rigido creato dalla legge Fornero criteri di flessibilità in uscita e la proposta Damiano va in questa direzione. Esiste poi un problema sociale irrisolto che è quello degli esodati. Occorre fare chiarezza sulle risorse economiche per garantire un futuro pensionistico ai giovani. La prossima Legge di Stabilità è l’appuntamento per discutere di queste cose e il dialogo con i sindacati è indispensabile se si voglio evitare i pasticci fatti con il Governo Monti. Ce la facciamo? Io credo di sì, se riprende il dialogo”.

“Con un doppio approccio, quello di chi in pensione ci andrà ma anche quello di chi vi si trova già, lo Spi Cgil sottoporrà a Cesare Damiano domande mirate: dalla questione della rivalutazione, all’estensione delle agevolazioni anche a chi oggi non è interessato dalla sentenza della Corte Costituzionale fino alla dichiarazione di Tito Boeri su un’ipotetica revisione dei trattamenti in essere in particolare con riferimento a chi percepisce la pensione col vecchio sistema retributivo” ha aggiunto Gianni Peracchi, segretario generale dello Spi Cgil di Bergamo. “La tutela di chi è oggi in pensione, tornata alla ribalta sia per la sentenza della Corte sul meccanismo di congelamento delle perequazioni, che per le continue, a volte interessanti ma più spesso provocatorie dichiarazioni del Presidente dell’Inps sembrerebbero prefigurare una revisione dei trattamenti in essere. Le scadenze utili per poter intervenire su questo fronte sono tra l’altro non lontanissime. Infatti, dopo la riconversione in Legge del decreto che ha visto la rimodulazione di parte delle perequazioni bloccate, con una quota di arretrati ed un innalzamento parziale, troppo parziale, del valore assoluto della pensione tra tre e sei volte il trattamento minimo, a partire dal 2016, potrebbe essere proprio la Legge di Stabilità il contenitore in cui ridefinire un nuovo sistema di perequazione. Per poi arrivare alle proposte sostanziali di modifica dell’impianto Fornero per l’accesso al pensionamento in termini più flessibili (ed anticipati rispetto ai vincoli eccessivamente rigidi di oggi) e alla composizione economica dei trattamenti pensionistici futuri. In questi giorni le segreterie unitarie dei pensionati stanno incontrando il Ministro del Lavoro per cercare di alzare maggiormente il reale aumento delle pensioni a partire dal 2017, in modo che si ‘mantenga’ nel tempo e, soprattutto, di dare risposte anche ai pensionati meno abbienti, quelli, cioè, sotto la soglia di tre volte il trattamento minimo”.

L’incontro sarà anche l’occasione per lo Spi CgilL di Bergamo di distribuire al pubblico e a tutti gli interessati una sintesi ragionata dell’ampia ricerca sulle pensioni elaborata nei mesi scorsi (e già presentata alla stampa, leggila qui).

Commenti

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  1. Scritto da Mauro

    Di certo hanno premiato ancora i baby-pensionati, cioè coloro che nella P.A. a 20 anni hanno iniziato il lavoro per 16 o 20 anni, sono in pensione da almeno 20 anni con la pensione minima, se ne hanno 60, da oltre 20 se più anziani, HANNO ORA PERCEPITO UNA MAGGIORE SOMMA DEL RIMBORSO IN DANNO DI COLORO CHE HANNO INVECE PRESTATO SERVIZIO PER 40 ED OLTRE ANNI ( a loro nulla è dovuto)…..sic…. EVVIVA !!!!!!!

  2. Scritto da Luigi

    Tutto fumo negli occhi: ai pensionati non servono “informazioni” sulla pensione …. servono pensioni eque nell’importo…. Non ci possono essere boiardi di stato da 90 mila euro al mese e lavoratori contribuenti per una vita intera sottopagati per poter trovare i soldi necessari a pagare le pensioni d’oro a ‘sti elementi.