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Luoghi di culto, il tribunale scavalca la legge anti moschee

I giudici hanno autorizzato la costruzione della nuova chiesa in via Campi Spini, nel quartiere della Grumellina, senza attendere la definizione del nuovo piano “delle attrezzature religiose” previsto dalla legge regionale approvata qualche mese fa e ribattezzata “anti moschee”.

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E’ un’ordinanza destinata a diventare giurisprudenza quella emanata dal Tribunale amministrativo di Brescia: i giudici hanno autorizzato la costruzione della nuova chiesa dei testimoni di Geova in via Campi Spini, nel quartiere della Grumellina, senza attendere la definizione del nuovo piano “delle attrezzature religiose” previsto dalla legge regionale approvata qualche mese fa e ribattezzata “anti moschee”.

Il provvedimento del Pirellone prevede lo stop a nuovi edifici senza un accordo ufficiale tra la religione e lo Stato (escludendo di fatto tutte le comunità musulmane), oltre a prescrizioni architettoniche molto precise e allo stesso tempo onerose per i proprietari dei terreni: parcheggi che abbiano una superficie almeno doppia di quella del luogo di culto stesso, sistema di videosorveglianza collegato alle forze dell’ordine, elementi architettonici “con le caratteristiche generali e peculiari del paesaggio lombardo”. Ma soprattutto impone la redazione, da parte dei Comuni, di un nuovo piano per gli edifici religiosi.

LEGGI QUI L’ORDINANZA

L’avvocato Barbara Bari, che ha assistito la società “Campi spini” nella causa contro il Comune di Bergamo, ha convinto i giudici ad autorizzare la costruzione della nuova chiesa già prevista dal piano di governo del territorio approvato dall’amministrazione comunale. “Poiché si tratta di una situazione in itinere, devono essere salvaguardate le aspettative dei privati che si sono ormai consolidate per effetto della pianificazione vigente – si legge nell’ordinanza -; e non è quindi necessario attendere l’approvazione dello specifico piano riferito alle attrezzature religiose, perché la zonizzazione già consente l’inserimento di un luogo di culto”. 

Grazie a questo precedente potrebbero essere realizzati tutti i luoghi di culto previsti nei Pgt dei Comuni lombardi senza aspettare la definizione dei singoli piani. “Questa tesi, sposata dai giudici, farà sicuramente scuola – spiega l’avvocato Barbara Bari -. E’ la prima interpretazione della legge regionale e ha chiarito un concetto fondamentale”.

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Commenti

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  1. Scritto da kurt Erdam

    Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché in Iran (anche in altri stati islamici)ci sono chiese cristiane (viste e toccate io personalmente)e si sentono orgogliosi di averle(e noi li consideriamo terroristi sanguinari)mentre qui invece la lega fa la legge “anti moschee” e tutti si sentono buoni e devoti seguaci delle leggi di Dio.Se qualcuno mi aiuta a capire sono qui,astenersi da risposte cretine però,quelle riservatele per altre sedi,altri personaggi e feste di partito.

  2. Scritto da Cristiana

    lo sa questo giudice che le due comunità maggiori (sunniti e sciiti) non si frequentano???? Anzi non vanno d’accordo????? per quale dei due gruppi sarà la moschea????? O si costruiranno due moschee??? DONNE PREPARIAMOCI AL BURKA E VOI UOMINI INCOMINCIATE AD ESERCITARVI A METTERVI COL POSTERIORE IN ARIA

  3. Scritto da nino cortesi

    La legge arriva sempre alla fin fine a sanare la stupidità di parte.

    1. Scritto da GREATGUY

      è già sopratutto in questo paese la legge funziona proprio a meraviglia…non passa giorno che non nje abbiamo conferma… fa ol brao nino…e x favore non dire a nessuno che tieni all’Atalanta….

  4. Scritto da Lapalisse

    Titolo fuorviante, come precisa l’avvocato di parte nell’articolo, si tratta di situazione specifica in itinere per una questione preesistente alla norma regionale. Per ogni altro caso non direi che si tratta di una sentenza “epocale”, anche perché c’è sempre il consiglio di stato, e quindi alti rischi di modifica della sentenza, come ben sappiamo…