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Libri in bergamasco ai bimbi di Spirano: “Altro che educazione gender”

Il sindaco Giovanni Malanchini annuncia su Facebook la novità con un volume dedicato all'asilo nido scritto da Giancarlo Giavazzi: “La migliore risposta a quegli idioti che stanno cercando di portare l'educazione gender nelle scuole”.

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“Ai nostri bimbi insegniamo il bergamasco, altro che educazione gender”: il sindaco di Spirano, nonché Responsabile Nazionale Enti Locali della Lega Nord, Giovanni Malanchini dà la sua interpretazione della Buona Scuola e, con un post sulla propria pagina Facebook, annuncia un’importante novità per i più piccoli nel comune da lui amministrato.

La volontà è quella di portare già all’asilo nido un testo propedeutico all’insegnamento della lingua bergamasca, intitolato “La nòsta lèngua – Mes basèl” (La nostra lingua – Mezzo gradino), un volume con tanto di audiolibro e alfabeto anche in inglese: “La gradita visita di Gioancarlo Giaàss con un omaggio speciale – scrive Malanchini – una delle primissime copie di Mes Basel, libro per insegnare la nostra bellissima lingua madre ai più piccoli, fin dell’asilo nido”.

Dello stesso autore, Giancarlo Giavazzi, anche altri libri simili dedicati alle scuole materne e primaria, dove ad aumentare è ovviamente la difficoltà, misurata in “basei”: La nòsta lèngua prim, segond e ters basel.

“La migliore risposta a quegli idioti che stanno cercando di portare l’educazione gender nelle scuole – conclude il suo post il primo cittadino di Spirano – Noi ci portiamo il bergamasco!”.

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Commenti

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  1. Scritto da Fabio

    Ma che nefandezza è? :D

    E basta con sta storia del gender, non esiste, è una bufala gigante, al massimo si insegna che se uno si scopre omosessuale è sano quanto un etero, fine.

  2. Scritto da giupì

    Mi ripeto, anche se non serve a niente. Il bergamasco come il genovese, il bolognese ecc. è una “parlata”. Se non si insegna e si parla in famiglia, diviene un’operazione artificiosa e forzata, del tutto inefficace. Questa, come altre, è una malanchinata, e lascia il tempo che trova. Ho sentito il bergamasco del Giaàs: l’è chèl del senterù, e lgà soemèa gnè per fer rot a chel de paìs.

  3. Scritto da BeRGHEM

    Vorrei aggiungere che lavorando da anni in una multinazionale con americani, giapponesi, coreani, noto che oltre a sapere male l’ inglese, ognuno ha la sua cadenza e le sue sfumature, molto differenti tra loro. Servono sia l’ italiano che l’ inglese per l’ estero, ma il dialetto ci fa sentire a casa, in famiglia. Ci fa appartenere ad un certo territorio, ad un paesaggio, e, questo accade in ogni regione o provincia nel mondo. POTA …

  4. Scritto da BeRGHEM

    Ottima iniziativa. Il dialetto essendo lingua parlata, va insegnato rispetto alla sua grammatica, arricchito dai modi di dire e proverbi nostrani. All’ Università alcuni professori fanno studiare gli autori della poesia in lombardo e questo trovo che possa arricchire la cultura personale rispetto al territorio in cui siamo nati. Ricordo inoltre che qualche anno fa l’ Unesco ha riconosciuto come lingua madri il Napoletano ed il Siciliano. POTA …

  5. Scritto da riccardo

    ma certi amministratori locali dove vivono, per la miseria? Sarà poi il caso di far imparare ai bambini decentemente l’inglese che è l’unica lingua internazionale che serve oggi nel mondo globalizzato, altrimenti si fanno le figure barbine di Renzi., pietoso rappresentante di un’Italia sempre più provinciale, arretrata e chiusa in se stessa con prospettive future pressoché nulle. Si vede proprio che pensiamo al futuro dei nostri figli, lasciandogli il deserto

  6. Scritto da incompreso

    Squisito il dettaglio: “insegnare la nostra lingua madre”. Perdona loro, perché (proprio) non sanno quello che fanno…

    1. Scritto da BeRGHEM

      Lei non sa quello che dice.

      1. Scritto da incompreso

        Rispetto la sua opinione. Consideri solamente che la lingua madre, per definizione, non si insegna, ma ciascuno la apprende crescendo. Per questo, l’espressione “insegnare la nostra lingua madre” colpisce nella sua ingenuità.

        1. Scritto da BeRGHEM

          Puo’ sembrare anche provocatorio, lo ammetto, pero’ il dialetto e’ parte importante e profonda della cultura di un determinato territorio. La moda di “insegnamo l’ inglese nei primi anni di scuola” va anche bene, (una lingua la si puo’ imparare quasi tranquillamente in 2 anni di studio), pero’ se dimentichiamo le nostre radici, e il dialetto e’ parte delle nostre radici, allora rischiamo di perder tutto. Svizzera insegna.

          1. Scritto da Luca

            Povero ingenuo. Perchè secondo te un sindaco della Lega porta avanti di queste iniziative perchè vuole difendere la cultura del proprio territorio? Ma non ci crede nessuno, a parte te forse. Si chiama strumentalizzazione.

  7. Scritto da Narno Pinotti

    In sintesi, anche questa iniziativa si rivela simile a molte altre della Lega: contributi, pubblicità e corsia preferenziale a una merce, a un progetto o a una persona definiti, scelti non si sa come, a scapito di altri. Basta consultare lo (scadente) dizionario italiano-bergamasco del Ducato di Pontida per rendersi conto che ortografia, morfologia e lessico del dialetto sono ricostruiti in modo non di rado arbitrario. Chi è Gioancarlo Giaàs nella dialettologia?

  8. Scritto da Luca Lazzaretti

    Il povero Malanchini è alla frutta..anche a Romano la giunta forzaleghista aveva istituito corsi di dialetto bergamasco, han dovuto smettere perchè c’era il pienone di giovani e ragazzi.! Son tutte iniziative non “per” , ma “contro” qualcosa o qualcuno..è per quello che falliranno miseramente. Le tradizioni con la T maiuscola sono cosa nobilissima, ma il povero Malanca ne fa un uso strumentale che le sminuisce miseramente.

  9. Scritto da er lupo

    pazzesco….pure sta menata del gender!!!! ma dove finiremo….anzi….dove siam finiti!!!

  10. Scritto da BATTISTA BELLONI

    Ogni tanto si deve far sentire altrimenti perde i punti
    bb

  11. Scritto da Gio

    Non so se ridere o piangere.

  12. Scritto da Magda

    Sono iniziative patetiche e praticamente inutili, anche se, ad onor del vero, a mo’ di esercizio di scrittura e sveltezza mentale potrebbe essere un ottimo attiva-cervelli lo scrivere correttamente in bergamasco. Non è poi così semplice….. E’ come fare le parole crociate: finito lo schema le butti perché è roba inutile, ma per farle c’hai messo del cervello e l’esercizio è servito ad acuire certi meccanismi cerebrali.

  13. Scritto da Stefano

    Che tristezza e soprattutto che squallore! Ma perchè rovinare i bambini fin da piccoli con uno dei più brutti e rozzi dialetti d’Italia? Siamo nel 2015 e c’è ancora qualcuno che vive nel medioevo? Per quando cresceranno e per eventuali prospettive di lavoro, fate imparare invece loro oltre al nostro bellissimo Italiano, anche l’Inglese oramai indispensabile, il Cinese o l’Arabo con cui abbiamo un mare di collaborazioni import-export. Altro che il Pòta, quello lasciatelo alla mia nonna!

    1. Scritto da Il colonizzzato

      Ecco la tipica mentalità del colonizzato. Abbiamo rapporti commerciali con popoli anglofoni, cinesi ed arabi, e dobbiamo sottometterci parlando la loro lingua. Ma se loro vogliono vendere a casa nostra i loro prodotti, devono loro parlare la nostra di lingua.
      Certamente non il dialetto, ma almeno l’italiano.

    2. Scritto da Daniele

      Ecco, io fatico ad immaginare qualcosa di più triste di un bergamasco che disprezza il proprio dialetto. Se dalla tua vita togli via la cultura ed il gusto che hai formato durante gli anni della maturità, tutto quello che ti rimane sono le radici. Falle tue ed avrai il rispetto di uomini migliori di te. Buttale via e non sarai nessuno.

  14. Scritto da a

    Ma ste pagliacciate non finiranno mai…?

  15. Scritto da Miles Teg

    Certo, insegnate ai bambini il bergamasco, così da grandi possono ambire a diventare amministratori pubblici orobici, magari anche sindaci, tanto è l’unico prerequisito necessario…

  16. Scritto da tino

    Con il dialetto bergamasco si va lontano….tornati indietro di 60 anni quando bastava la lingua locale all’interno della propria aia, tutti gli altri ” forester” . Viva gli statunitensi , che considerano vicini di casa quelli che abitano nel raggio di cento Km.

    1. Scritto da Ma va là

      Ma va là, con i problemi razziali che hanno

  17. Scritto da Sumaru'

    Nei meeting di lavoro , alle conventions , nei colloqui di assunzione è praticamente indispensabile. Complimenti.

    1. Scritto da Vero somaro

      Meeting, conventions, ma parla come magni, sumarù

      1. Scritto da Giorgio

        Nella vita ci si può sempre vantare di essere veri somari o magari di non aver studiato (è capitato anche questo tra certi politici) , spero che tuo figlio trovi un lavoro anche così. Auguri.

      2. Scritto da riccardo

        e provare a uscire dal felice microcosmo dei raglianti di provincia in cui vivi andando a vedere dove va il mondo oggi? Altrimenti il taleggio comincia ad uscire dalle orecchie…

        1. Scritto da Daniele

          Guarda a vedere dove va il mondo tante volte mi viene voglia di prendere e andare a fare il pastore in Val Taleggio. Beato te che trovi affascinante il mondo senza diversità e culture locali.

          1. Scritto da riccardo

            il mondo va conosciuto direttamente non per sentito dire o stereotipi televisivi. Prendi un aereo e fatti un giro e poi parla.

    2. Scritto da vacario

      ad ogni domanda potrebbero rispondere intercalando un pota! Non otterranno il lavoro ma vuoi mettere il divertimento? A corredo delle domande di impiego potrebbero inviare il curriculum vitae di Ermes Rubagotti

  18. Scritto da Daniele

    Il bergamasco è una lingua bellissima. Non capisco per quale ragione debba venir usata in termini di conflitto con questa presunta teoria gender, ammesso che esista e che esista veramente qualcuno intenzionato a poetarla nelle scuole.
    I bambini possono (e devono) imparare il bergamasco in famiglia, insieme al rispetto per le diversità.

    1. Scritto da BeRGHEM

      Ottimo commento. Il conflitto e’ nato purtroppo perché politicamente fu la Lega Nord a parlare per prima di insegnamento e tutela delle lingue proprie (cfr. costituz. Catalana). Gli altri partiti per contro fecero sterile opposizione, e non si arrivo’ mai ad una decisione condivisa. Penso che le istituzioni debbano insieme far si che oltre all’ Italiano si possano almeno insegnare la grammatica e altre caratteristiche del dialetto. Il resto e’ compito delle famiglie.

  19. Scritto da idiozie

    Insegnate ai ragazzi la linguu italiana: la più bella del mondo, quella di Dante Alighieri, per intenderci.
    Idiozia insegnare a scuola sia il dialetto che la cosiddetta educazione “gender”.
    E basta con queste terminologie anglosassoni. STUDI DI GENERE e non GENDER, tanto per rimanere nella nostra bella madrelingua

    1. Scritto da Martina

      Anch’io la penso così. L’italiano, quello vero, corretto nella dizione e nella pronuncia (e nel corretto uso della grammatica), lo si ritrova solo nei film doppiati, ed è un vero peccato, perchè è una delle lingue più musicali del mondo. Ed il paradosso è che, proprio gli italiani, non la sappiano parlare correttamente. Poi, ben venga il dialetto, il gergo e tanto altro… ma all’interno della struttura base, non a pari, se non maggiore, considerazione.

  20. Scritto da Miki

    Un’ottima iniziativa (e mi verrebbe da dire: finalmente!)

  21. Scritto da mario59

    Visti gli errori che spesso si riscontrano anche da studenti che frequentano le scuole superiori, sarebbe meglio se gli venisse insegnata la lingua Italiana in forma corretta…altro che dialetto, che oltretutto da un paese all’altro della provincia, cambia in maniera non indifferente.