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Teb: “Nessun inganno, le nomine di Simonetti e Scarfone sono regolari”

Pubblichiamo la replica di Teb all'articolo pubblicato mercoledì dal titolo “Nomine in Teb e Sacbo: "La legge è chiara? Si, ma l'inganno si trova”.

Pubblichiamo la replica di Teb all’articolo pubblicato mercoledì dal titolo “Nomine in Teb e Sacbo La legge è chiara? Si, ma l’inganno si trova” (leggi qui).

Gentile Direttore,

Spiace davvero vedere associato il nome di TEB Spa al termine “inganno”. Ingannare significa “far credere una cosa non vera, abusando della buona fede di qualcuno”.

Sia la nomina di Filippo Simonetti a Presidente della Società che il ruolo di Amministratore Delegato di Gian Battista Scarfone sono entrambi incarichi pienamente e legittimamente conferiti: nessuna falsità, nessun abuso di buona fede. Nessun inganno.

Proviamo a spiegare il perché, a beneficio di tutti e a tutela di un patrimonio collettivo che sta a cuore alla Società e ai suoi Amministratori, che hanno operato sempre secondo la legge e con il massimo zelo.

Viene contestata l’inconferibilità a Filippo Simonetti, già consigliere provinciale fino al 17 giugno 2014 , dell’incarico a Presidente di TEB, in relazione all’art. 7 secondo comma del D.Lgs. 39/2013. Essendo tale nomina non discendente da atto della Provincia di Bergamo, l’eventuale inconferibilità dell’incarico sarebbe di un anno.

I presupposti, tutti necessari, di tale inconferibilità sono tre:

 essere incaricato in un ente di diritto privato in controllo pubblico

 ottenere un incarico di amministratore

 essere incaricato da un’amministrazione locale

Neppure uno di essi ricorre nel caso in questione. TEB, ai sensi del D.Lgs. 38/2013 non è qualificabile come ente di diritto privato in controllo pubblico.

L’art. 1, lett. c) del decreto citato, definisce i requisiti degli enti di diritto privato in controllo pubblico:

1) l’essere sottoposti a controllo ex art. 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche oppure

2) riconoscere alle pubbliche amministrazioni poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi.

In TEB non si presenta né l’una né l’altra situazione.

1) TEB S.p.A. è società partecipata al 45% dalla Provincia di Bergamo, al 45% da ATB Mobilità Spa ed al 10% dalla Camera di Commercio. Pertanto, nessuno dei soci è in grado di esercitare il controllo ex art. 2359 c.c., né di esercitare la maggioranza dei diritti di voto né un’influenza dominante.

2) Il riferimento è alla possibilità, ex art. 2449 c.c., di nomina diretta delle cariche in seno ai CdA, fuori dell’assemblea. Per TEB invece le nomine avvengono in assemblea in relazione alle quote societarie.

L’incarico assembleare dell’11 maggio 2015 non è definibile come di amministratore ex D.Lgs. 38/2013 L’art. 1, comma 2, lett. l), del D.Lgs. 39/2013, definisce i ruoli di amministratore per i quali ricorre l’inconferibilità: Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, non un semplice incarico di Presidente dell’organo collegiale, ma Presidente titolare di “deleghe gestionali dirette”.

L’assemblea dei soci dell’11 maggio ha deliberato di indicare quale Presidente e legale rappresentante della società Filippo Simonetti, da eleggere in seno allo stesso Consiglio di Amministrazione. L’assemblea ha chiaramente dato un indicazione al CdA di TEB, che per statuto può eleggere direttamente il Presidente ed eventualmente attribuirgli deleghe, non gli ha – ribadiamo – attribuito deleghe gestionali dirette.

Il conferimento dell’incarico di Presidente, con anche l’attribuzione delle deleghe, è poi avvenuto nel C.d.A. del 18/6/15, trascorso un anno dalla cessazione della carica di consigliere provinciale. Come prevede la legge.

L’indicazione di Filippo Simonetti non è avvenuta per incarico di un’amministrazione locale.

Nell’assemblea dei soci, l’indicazione dell’incarico a Filippo Simonetti è pervenuta non da un’amministrazione locale, come previsto dall’art. 7, ma da una società, ATB Mobilità, che non è un’amministrazione locale.

L’inconferibilità quindi non sussiste per tre ragioni:

1. TEB non è qualificabile come ente di diritto privato in controllo pubblico (dall’articolato del D. Lgs. 39/2013)

2. A Filippo Simonetti l’incarico di Presidente con attribuzione di specifiche deleghe gestionali è stato definito nel CdA del 18 giugno, quando era già cessato da un anno il ruolo di consigliere provinciale.

3. L’indicazione dell’incarico è stata data nell’assemblea dell’11 maggio da ATB Mobilità e non da un’amministrazione locale. Ciascuno di questi tre motivi, anche da solo, sancisce la piena conferibilità dell’incarico.

In merito all’inconferibilità e incompatibilità dell’incarico di Amministratore Delegato di TEB a Gian Battista Scarfone, che già ricopre il ruolo di Direttore Generale di ATB Mobilità S.p.A., la questione riguarda essenzialmente l’applicazione dell’art. 12 del già citato D. Lgs. 39/2013 ed in particolare, del comma 4 lett. c), che recita: “Gli incarichi dirigenziali interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello provinciale o comunale sono incompatibili con la carica di componente di organi di indirizzo negli enti di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione, nonché di provincie, comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti…”.

Quindi: TEB non è qualificabile come ente di diritto privato in controllo pubblico (ex art. 2359 c.c.) per le ragioni sopra citate; inoltre, l’art. 12 D. Lgs 39/2013 non prefigura alcuna ipotesi di incompatibilità per il Direttore Generale, ma espressamente la prevede per la diversa categoria degli incarichi dirigenziali.*

Per fare un esempio: secondo la norma, un Dirigente ATB Mobilità e non il Direttore Generale sarebbe incompatibile con la carica di Amministratore Delegato TEB.

Confidando nell’aver contribuito a fare chiarezza, ringraziamo per la pubblicazione.

TEB Spa

La risposta di Teb conferma in tutti i passaggi la tesi sostenuta nell’articolo intitolato “Nomine in Teb e Sacbo. La legge è chiara? Si, ma l’inganno si trova”. Sembrava elementare il riferimento al proverbio, come evidenziato nella prima riga dell’articolo e nel sommario, ma evidentemente non lo è. A questo proposito è doveroso contestualizzare la parola “inganno”, interpretata in modo errato da Teb spa con il significato di “far credere una cosa non vera, abusando della buona fede di qualcuno”.

E’ noto a tutti che il proverbio “Fatta la legge, trovato l’inganno” si riferisce alla consuetudine di trovare nelle pieghe della norma stessa il modo di vanificarne in parte gli obiettivi o di aggirarla.

La risposta della società non fa che confermarlo. Lo ribadiamo: Filippo Simonetti è stato indicato presidente l’11 maggio e la sua nomina è stata ratificata dal Cda il 18 giugno, il giorno dopo la scadenza della sua incompatibilità. Non possiamo non sottolineare inoltre che in tutte le comunicazioni ufficiali di Teb Simonetti, fin dall’11 maggio, è stato indicato come presidente. Anche sulla nomina di Gianni Scarfone la replica di Teb non rettifica nulla rispetto a quanto scritto. Is.I.

Commenti

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  1. Scritto da il gipeto

    sostenere che il direttore generale dell’ATB non è un dirigente dell’ATB è una bella panzana…che la TEB non è in controllo Pubblico una bella fantasia giuridica, lo è di fatto, lo è di rilevanza e sostanzialmente perchè in controllo indiretto, quello che il Comune esercita sulla società totalmente partecipata ATB che possiede le azioni di TEB…evidentemente quello che interessa a questi signori non sono le incompatibilità sostanziali ma quelle formali che pure non esistono…

  2. Scritto da solitifessi

    ormai ci trattano come fessi…. si spartiscono poltrone tra di loro facendosi un baffo di competenze specifiche e meriti, si salvano tra di loro quando sono nei guai (vedi azzolini), e se chi li paga “osa” chiedergliene conto allora si parte con la supercaxxola e se poi ci sono norme di legge a supporto si fanno supervalere (se conviene) mentre si ignorano bellamente se non conviene. Considerare poi la TEB un’azienda “non pubblica” visto chi ne detiene le quote e la comanda è da ridere

    1. Scritto da Lapalisse

      “La legge prevede l’incompatibilità solo per i dirigenti, quindi non per il Direttore Generale”…ahahahahahah, quindi il direttore generale non sarebbe un dirigente, chissà forse è un dirigibile, nel senso che invece di dirigere, viene diretto…

    2. Scritto da Luis

      Come disse un saggio, “la legge per gli amici si interpreta, per i nemici si applica…”. Amen

  3. Scritto da Aldo

    È il solito poltronificio di consolazione per trombati, tipo uniacque. Un cachet pubblico in più non si nega mai a nessuno degli amici

  4. Scritto da Luis

    “1) l’essere sottoposti a controllo ex art. 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche…”, certo che ce ne vuole di fantasia per ritenere TEB una società che non rientra nella categoria, visto che i soci sono integralmente al 100 % pubblici…

  5. Scritto da Luciano Avogadri

    3+3 è diverso da 3×2, perché
    – nel primo c’è un segno + invece del segno x del secondo
    – nel primo compare un 3 in più che nel secondo,
    – e nel secondo compare anche un 2 che nel primo non c’è.
    E trascuro il fatto che il primo si trova all’inizio della riga, mentre il secondo è decisamente più spostato verso il centro.