BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Sindrome di Angelman: giovane biologa bergamasca in Olanda per cercare la cura

La giovane ricercatrice bergamasca Monica Sonzogni è stata selezionata per contribuire alla ricerca di una cura per la sindrome di Angelman all'Erasmus Medical Center di Rotterdam, in Olanda, centro di riferimento europeo per questa malattia. Il progetto è sostenuto dall'associazione Angelman Onlus, fondazione From e Rotary Club Treviglio.

Il sogno di trovare una cura per la sindrome di Angelman diventa più vicino.

Non è un obiettivo facile da realizzare, ma la posta in gioco è estremamente importante: può restituire gioia e speranza a tanti bambini, ragazzi e alle loro famiglie.

Infatti, questa rara malattia neurogenetica mostra i suoi primi sintomi già a pochi mesi dalla nascita: i bimbi che ne sono affetti possono manifestare ritardo mentale, epilessia, difficoltà motorie, cognitive e di linguaggio.

Una sintomatologia variegata, che rende difficile la diagnosi e quindi un preciso calcolo dei casi, ma si stima che in Italia colpisca 1 bambino ogni circa 12 mila.

Al momento, non esiste ancora una terapia specifica per questa patologia, ma investire nella ricerca significa rendere più concrete possibili soluzioni, tracciare strade e individuare percorsi.

La meta si può raggiungere e, come tutti i grandi traguardi, richiede persone che ci credano e professionisti motivati.

È da questa base di partenza che è nato il nuovo progetto della campagna "Adotta un ricercatore", che vede impegnata la Fondazione di Ricerca dell’Ospedale Maggiore di Bergamo – From: per l’ente è la seconda ricercatrice "adottata" in pochi mesi, dopo che lo scorso novembre era stata la volta di Clara Dibenedetto, che segue un progetto sul cancro al fegato.

L’iniziativa consente alla biologa molecolare Monica Sonzogni, giovane ricercatrice bergamasca, di contribuire alla ricerca di una cura per la sindrome di Angelman. Potrà farlo lavorando per quattro anni all’Erasmus Medical Center di Rotterdam, in Olanda, centro di riferimento europeo per questa malattia.

L’opportunità è scaturita da un accordo di collaborazione siglato dall’associazione Angelman Onlus con la fondazione From. A fare la differenza, sono state le capacità della dottoressa Sonzogni, che ha superato una dura selezione.

Originaria di Sedrina, grazie al suo curriculum, segnalato dall’ospedale "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo, è stata scelta tra una decina di giovani ricercatori italiani dal direttore del centro di ricerca olandese, il professor Ype Elgersma, illustre neuroscienziato molecolare, riconosciuto a livello mondiale.

Entusiasta di questa possibilità, Sonzogni dichiara: "Sono molto contenta di partecipare a questo progetto di ricerca. Spero di dare tanto e di contribuire a individuare risposte nel modo più efficace possibile per chi soffre di questa malattia".

Lo studio prenderà il via nel mese di agosto grazie alla copertura finanziaria di 30 mila euro l’anno (120 mila euro in totale), interamente a carico dell’associazione Angelman.

La From coordinerà il progetto, in linea con uno dei suoi obiettivi: occuparsi di malattie rare. Il presidente della fondazione, Carlo Nicora spiega: "Siamo consapevoli che questi pazienti corrono il rischio di ricevere cure inadeguate, perchè le loro malattie sono poco conosciute e poco studiate, quando non addirittura misconosciute. In questa situazione, quindi, il progetto diviene particolarmente importante per aggiungere conoscenza sulla malattia e per poter giungere a possibili risultati".

Al sostegno dell’iniziativa contribuisce anche il Rotary Club di Treviglio e Pianura Bergamasca, che un paio d’anni fa ha lanciato il progetto "Fai volare la ricerca", raccogliendo circa 2 mila euro per lo studio e la ricerca della sindrome di Angelman.

Luca Patelli, presidente dell’associazione Angelman, commenta. "Siamo orgogliosi e felici di poter avviare la ricerca e di vederla affidata a una giovane bergamasca. È il progetto che abbiamo perseguito fin dai primi passi dell’associazione, tre anni fa, e che ora si realizza. La partnership con From è molto importante perchè garantisce una relazione ai massimi livelli con i principali centri di ricerca al mondo, agevola lo scambio di informazioni e apre la possibilità di nuove future iniziative".

Dello stesso avviso Sergio Moroni, assistente del Governatore Distretto 2042 e responsabile di progetto per il Rotary Club di Treviglio sottolinea: "Il Rotary Club e il Distretto da sempre sono sensibili alle necessità dei bambini che soffrono e che hanno bisogno di cure. Proprio il nostro club di Treviglio nel 1985 ha dato il via alla campagna divenuta poi mondiale, ‘End Polio now’ per la vaccinazione della popolazione mondiale infantile contro la poliomielite. Da allora l’incidenza della poliomielite è diminuita del 99%. Oggi auspichiamo di replicare il successo di questa campagna nell’ambito delle malattie rare e di trovare una cura per i bambini Angelman".

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da matteo

    Parlarne parlarne e parlarne ancora. La ricerca va aiutata