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Movida, esercenti obbligati a esporre regole e orari Ma pochissimi lo sanno

Cartelli con le regole vanno esposti nei locali della movida cittadina, lo dice il nuovo regolamento comunale varato il 15 giugno. Ma i titolari di bar e e caffè non lo sanno e rischiano sanzioni.

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Rispetto degli orari di chiusura, ma non solo. Il vademecum dell’esercente modello è decisamente più ampio e prevede, tra le altre cose, anche l’esposizione di "un’idonea cartellonistica sulle norme di convivenza civile, sul contenimento delle emissioni sonore e sulle sanzioni previste per il disturbo della quiete pubblica e la violazione delle norme a tutela dell’igiene e del patrimonio artistico, culturale ed ambientale", come previsto dall’Art. 3, comma 3, del nuovo regolamento comunale approvato in consiglio il 15 giugno.

Una disposizione per nulla assorbita dagli esercenti, che rischiano quindi di incappare in sanzioni.

A confermarlo sono gli stessi gestori dei locali e non solo quelli di via Borgo Santa Caterina, focolaio della movida cittadina.

Come Gianluca Paris del Tassino Cafè, situato in Largo Nicolò Rezzara in pieno centro a Bergamo: "Siamo a conoscenza delle nuove regolamentazioni ma di cartelloni da esporre mai sentito parlare".

Stesso concetto espresso da Tiziana Tacchio del bar ‘al Diciotto’, ai piedi di via S. Orsola: "Non abbiamo ricevuto alcuna indicazione a riguardo, se ci sarà obbligo d’esporre qualcosa ci attiveremo subito per farlo".

E la lista scorre ancora, rimpinguata dai gestori di molti altri esercizi che popolano le vie del centro. Tutti quanti all’oscuro dell’obbligo contenuto nel nuovo regolamento: come Caffè Pontida, Localì, Arri’s Bar ed Elite Cafè.

"Il problema – sostiene il consigliere della lista Tentorio Davide De Rosa, da sempre molto attento alle questioni legate al tema movida – è che la stragrande maggioranza degli esercenti non ha affisso alcun tipo di cartellonistica ed è quindi potenziale oggetto di sanzioni. Questa norma è molto vaga e rischia di complicare ulteriormente la vita dei commercianti. Il Comune di Bergamo, infatti, non ha fornito loro alcuna istruzione specifica, in quanto non risulta chiaro né cosa debba essere scritto su questi cartelloni, né dove vadano esposti e quanto debbano essere grandi. La giunta dovrebbe almeno preoccuparsi di istruire gli esercenti inviando loro un fac-simile che esplichi in maniera chiara e dettagliata i contenuti da esporre. Il problema è stato più volte sottoposto all’attenzione della giunta, che purtroppo non ha ancora fatto nulla".

Fabio Viganò

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Commenti

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  1. Scritto da pablo

    forse manca il link “leggi qui l’ordinanza” perchè i casi sono due: o è previsto dal regolamento oppure non è previsto. magari non sarà esplicito, non sarà dettagliato o non sarà preciso… ma qui i commercianti dicono di non averne mai sentito parlare. invecde davide de rosa dice che la norma c’è ma non è chiara. sarebbe interessante capire dove sta la verità.

    1. Scritto da Aldo

      Nel mezzo

      1. Scritto da pablo

        veramente, più che nel mezzo, la verità sta in quanto c’è scritto nell’ordinanza…