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Moltrasio: dopo Fiat e Pirelli l’Italia perde Italcementi Preoccupa la nostra industria

L'ingegner Andrea Moltrasio, presidente di Ubi Banca e già presidente di Confindustria Bergamo e vicepresidente di Confindustria nazionale con delega all'Europa dal 2005 al 2010, commenta la vendita di Italcementi alla HeidelbergCement.

Ammette che l’annuncio della vendita del Gruppo Italcementi ha scatenato una tempesta di telefonate da parte del mondo politico, industriale e sindacale. Non nasconde che la preoccupazione si allarga al resto dell’industria italiana, in fondo Andrea Moltrasio, oggi presidente del Consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, commenta la vendita di Italcementi alla Heidelberg Cement da imprenditore, perché già presidente di Confindustria Bergamo e vicepresidente di Confindustria nazionale con delega all’Europa dal 2005 al 2010.

“I mercati si stanno evolvendo in maniera rapidissima. In una fase di consolidamento post crisi di alcuni settori c’è un drive fortissimo verso le concentrazioni. Nei mesi scorsi c’era già stata un’alleanza tra colossi per fare massa critica nel settore del cemento, e forse questo poteva far presagire operazioni di questo tipo. Dal punto di vista dell’economista non dico che l’operazione fosse prevedibile, ma quasi. L’Italia industriale ha avuto, in molte occasioni, un capitano come Giampiero Pesenti capace di guidare un colosso del manifatturiero in un Paese dove gli ostacoli a fare impresa sono progressivamente cresciuti negli anni. In occasione del conferimento della Legion d’Onore da parte della Repubblica Francese, ribaii la mia stima e ammirazione per quella capacità Schumpeteriana di fare impresa dell’ingegner Giampiero Pesenti, in particolare con l’operazione di Ciments Français. Oggi però le condizioni economiche italiane ed europee sono molto diverse rispetto alla scalata francese e bisogna prenderne atto”.

Moltrasio non nasconde anche una certa preoccupazione per il sistema Italia.

“Dopo aver perso il centro decisionale di Fiat e di Pirelli, oggi perdiamo Italcementi ed è legittima qualche preoccupazione sul sistema industriale di questo Paese”.

Ingegner Moltrasio, che cosa perde Bergamo?

"Bergamo oltre a perdere una grande impresa rischia di perdere l’istituzione Italcementi. Un’istituzione fatta da persone molto attente alla comunità dove è nata e cresciuta l’azienda. In queste ore ho percepito dai colleghi imprenditori, dal mondo politico e sindacale questa preoccupazione. Conoscendo bene la famiglia Pesenti, la loro attenzione nei confronti della comunità nella quale hanno potuto sviluppare questa bellissima realtà industriale credo non verrà meno".

Commenti

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  1. Scritto da BeRGHEM

    In un mondo aime’ globalizzato e’ ciò che ci aspetta. Oramai a questo fenomeno dove il più piccolo viene mangiato da quello più grande ci dovremo abituare sempre più spesso. Riteniamoci fortunati, l’ industria Bergamasca ha basi solide al pari di quella tedesca. Sperando sempre che la ristrutturazione del personale, operazione che accompagna di solito queste acquisizioni,sia il meno possibile indolore. Per entrambi le parti.

  2. Scritto da angelo

    è da un po’ che è in corso questo fenomeno… il capitalismo italiano ha tirato i remi in barca… gli basta fare tanti soldi nella finanza… e l’Italia diventa serbatoio di manodopera a poco prezzo.. monti letta renzi vanno in questa direzione..

    1. Scritto da aris

      meno male che invece ci sono capitani coraggiosi come berlusca e salvini fancazzisti delle cene eleganti che ci salvano con le loro politiche industriali degli ultimi venti anni……….

      1. Scritto da Alberto

        E le scandalose privatizzazioni in saldo di D’Alema e Prodi, le operine sottobanco di De Benedetti, le sacre manovre di Napolitano…

  3. Scritto da Andrea

    un passo dopo l’altro e ci avviciniamo alla Grecia…una nazione senza industrie è destinata alla catastrofe…. il problema è che non siamo nemmeno in grado di creare l’industria del turismo unica risorsa che ci rimane..a meno che lo Stato decida di vendere pure il mare e i monumenti agli altri…..

  4. Scritto da voltaire

    Un altro tassello nell’involuzione socio/industriale dell’italia.E’ figlio di un unione europea che non è mai esistita e nella quale siamo entrati e siamo tutt’ora con una penalizzazione monetaria fortissima.Dalle vongole sottomisura al cemento,scappa persino da ridere ma c’è in realtà da piangere perché chi perde siamo sempre noi.

  5. Scritto da Gian

    Era prevedibile , in Germania nel 2018 i cementifici avranno gli stessi limiti di emissione degli inceneritori , quindi molti impianti verranno chiusi per alti costi di adeguamento.
    Il problema non è l’acquisto di Italcementi da parte dei tedeschi ma la normativa troppo morbida dell’Italia sulle emissioni.

  6. Scritto da Alberto

    E’ la poltica neo-coloniale della Germania, non più basata sulle armi ma su una moneta per loro sottoprezzata e su una politica orientata all’export fino all’estremo grazie a multinazionali e finanza che spingono in questa direzione a danno del cittadino lavoratore.

    1. Scritto da valter

      Concordo con te Alberto,nell’industria siamo sotto l’impero tedesco,nell’alimentare sotto l’impero francese,quello monetario sotto l’impero anglo americano

      1. Scritto da chester

        Si rassegni, il fenomeno involutivo è ufficialmente iniziato nel 476.Dove la cultura è cattolica le popolazioni sono irrazionali,incoerenti e poco istruite; viceversa accade dove la cultura è di stampo luterano.E’ facilissimo prevedere il destino di un’entità sociale, basta analizzarne le basi culturali !

        1. Scritto da mago othelma

          E com’è che i luterani si sono infatuati di un certo Hitler? ….è facilissimo

          1. Scritto da chester

            ..non confonda il popolo tedesco con i ”protestanti” !! Comunque il dittatore citato si ispirava apertamente al suo socio italiano che, fortunatamente, era un incapace….vabbè..discussione inutile!

          2. Scritto da 20 anni

            Incapace? Ci fossero ancora quei 20 anni di sviluppo da tutto il mondo invidiato, poi malauguratamente finito per la guerra.
            Si é fatto piú in quei 20 anni che nei 60 successivi, soprattutto come dignità di un popolo.

          3. Scritto da Vikingo62

            Protestanti, cattolici, musulmani, ecc … Tutte le religioni trovano terreno fertile nell’ignoranza e mancanza di cultura. Più un popolo è evoluto e meno ha bisogno di giustificare l’inspiegabile. Comunque tornando al tema, le grandi famiglie industriali italiane son arrivate alla fine e le loro nuove generazioni hanno semplicemente deciso che è il momento di disimpegnarsi e godersi la vita: Con buona pace dei loro dipendenti …

  7. Scritto da Aldo

    Francamente non mi preoccuperei, Renzi ci salverà!