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Piano cave di Bergamo, dal Consiglio di Stato arriva il via libera

I giudici hanno ritenuto improcedibile il ricorso presentato contro la bocciatura del tribunale amministrativo di Brescia decisa nel giugno 2012 sulla base dei rilievi sollevati da alcune associazioni ambientaliste.

L’ultima versione del piano cave ha ottenuto il via libera del Consiglio di Stato. I giudici hanno ritenuto improcedibile il ricorso presentato contro la bocciatura del tribunale amministrativo di Brescia decisa nel giugno 2012 sulla base dei rilievi sollevati da alcune associazioni ambientaliste. Negli ultimi due anni il piano è stato revisionato e rielaborato da due commissari ad acta nominati dal tribunale. Il lavoro dei tecnici, sottoposto a Valutazione ambientale strategica (la mancanza di quest’ultima era la motivazione della bocciatura originale), è stato approvato dalla commissione regionale con 31 voti a favore e 28 contrari. Nelle prossime settimane sarà sottoposto all’esame del Consiglio regionale.

Il nuovo piano prevede l’estrazione di 34,5 milioni di metri cubi per sabbia e ghiaia; 30 mila metri cubi per l’argilla; 945 mila metri cubi per pietre ornamentali; 26,3 milioni di metri cubi per calcari e dolomie. In quello del 2008, annullato dal Tar, invece venivano consentite estrazioni di sabbia e ghiaia per 51,2 milioni di metri cubi; 720 mila metri cubi di argilla; 909 mila metri cubi di pietre ornamentali; 28,2 milioni di metri cubi di calcari e dolomie.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato è importante perché, in caso di riapprovazione del piano originale, tutto il lavoro tecnico degli ultimi anni sarebbe stato vano.

Il passaggio in commissione, a maggio 2015, non ha convinto molti consiglieri orobici. Pd, Patto civico e Movimento 5 Stelle hanno votato contro, Ncd non ha partecipato al voto, Forza Italia si è spaccata, mentre da parte della Lega è arrivato un parere favorevole nonostante qualche dubbio degli esponenti bergamaschi.

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