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La bolletta dell’energia penalizza chi consuma meno Anzi, pagherà di più

Il Governo ha preparato la riforma della bolletta elettrica che è stata affidata all'Aeegsi (l'autorità che vigila sul mercato dell'energia elettrica, del gas e dei servizi dell'acqua). Se non ci saranno grandi cambiamenti entro settembre, la riforma della bolletta causerà rincari fino a 117 euro all'anno per le famiglie che usano meno corrente. Colpite soprattutto le seconde case.

La riforma della bolletta dell’elettricità che sarà approvata a breve potrebbe causare rincari fino a 117 euro all’anno per famiglia. L’Italia – recependo una direttiva europea che punta a incrementare l’efficienza energetica che punta a produrre la stessa quantità di energia utilizzando meno risorse e quindi inquinando meno – ha affidato all’Aeegsi (l’autorità che vigila sul mercato dell’energia elettrica, del gas e dei servizi dell’acqua) di elaborare delle proposte di riforma.

Così l’Autorithy per raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea ha pensato di puntare su due voci della bolletta: gli oneri di sistema, ossia tutti i soldi pagati dagli utenti per pagare sussidi e incentivi, come quelli sulle rinnovabili o sulla dismissione delle centrali nucleare; e i servizi di rete, ovvero le spese che il cliente sostiene per farsi arrivare l’elettricità a casa. Le due voci corrispondono di fatto al 41% dell’intero costo della bolletta. Ecco spiegato perché l’Autorithy si è concentrata su queste due voci.

C’è poi un dettaglio non trascurabile: il pagamento dell’elettricità in Italia – unico caso in Europa – si basa sulla tariffazione progressiva. Che tradotto significa: spende più soldi, per oneri di sistema e servizi di rete, chi consuma più corrente.

Il che non fa una piega: consumi di più, spendi di più. In sostanza attualmente i circa 10 milioni di clienti che consumano di più, con una percentuale aiutano i quasi 20 milioni che consumano meno. Mentre la riforma allo studio dell’Aeegsi punta a ribaltare questo calcolo e così guadagnerà chi consuma più energia e perderà chi ne consuma meno (da intendersi anche coloro che risparmiano e sono più accorti nei consumi). Di fatto le utenze interessate dalla riforma allo studio sarebbero quelle domestiche che sono 29,4 milioni.

Quelle famiglie che utilizzano meno di 2.700 chilowattora all’anno si troveranno a pagare da 19 a 71 euro all’anno in più, fino ai 119 euro in più per quelle abitazioni che consumano 900 chilowattora all’anno (come la casa di montagna, per esempio).

C’è poi un dettaglio non proprio trascurabile, guadagnerà chi supera i 6.000 chilowattora all’anno che potrà avere un beneficio fino a 582 euro in dodici mesi. Nel frattempo si accolgono le osservazioni per la riforma che la riforma dovrebbe entrare in vigore a partire dall’anno prossimo ed essere completata nel 2018.

Commenti

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  1. Scritto da lino

    basta politici con menti distorte

  2. Scritto da Sergio

    Sinceramente non capisco perché di tante astrusità matematiche: ognuno paghi papale papale ciò che consuma. Punto! E’ proprio vero che in Italia esiste l’UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici).

  3. Scritto da TT

    Solita storia:anche i ricchi piangono,opss no… ridono!

  4. Scritto da Luciano Avogadri

    Titolo completamente fuorviante. Chi consuma di più oggi paga ben oltre il costo di quanto consuma, perchè in Italia viene contrabbandata per “equità” una forma di “solidarietà” forzata per legge. Come se andassimo in pizzeria, io mangio una pizza, tu due, e poi però io pagassi mezza pizzza e tu invece due e mezzo. Con questo provvedimento si tenterebbe (forse, da vedere) a ridurre l’entità della solidarietà forzosa. Chi vuole può sempre farla per conto suo.