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Italcementi ai tedeschi Heidelberg Cement compra dalla famiglia Pesenti fotogallery

La famiglia Pesenti cede il controllo di Italcementi al gruppo tedesco HeidelbergCement: nasce così uno dei principali gruppi mondiali del cemento di cui il gruppo bergamasco sarà secondo azionista.

La famiglia Pesenti cede il controllo di Italcementi al gruppo tedesco HeidelbergCement. La famiglia bergamasca, storico azionista del gruppo, incassa circa un miliardo cash e diventa secondo azionista del nuovo gruppo.

L’accordo raggiunto con la famiglia Pesenti prevede la vendita dell’intera quota (45% della società) per 10,6 euro per azione, per un controvalore di un miliardo e 666 milioni di euro.

Successivamente il gruppo tedesco lancerà un’opa obbligatoria sul capitale restante sempre al prezzo di 10,6 euro per azione, che corrisponde ad un premio del 70,6% rispetto al prezzo di Borsa degli ultimi tre mesi.

La famiglia Pesenti si vedrà assegnata, come parte del corrispettivo di acquisto, una quota tra il 4% e il 5,3% della nuova Heidelberg-Italcementi per un controvalore tra 560 e 760 milioni di euro. 

"Un imprenditore sa che l’importante è garantire lo sviluppo futuro dell’attività più che arroccarsi nella continuità del controllo dell’azienda – così Giampiero Pesenti, presidente di Italmobiliare, commenta in una nota -. Italcementi e HeidelbergCement sono due società che operano in questo settore da ormai un secolo e mezzo. Questo lungo cammino, con un solido bagaglio di conoscenza tecnica e imprenditoriale, viene ora messo in comune con una scelta lungimirante per garantire continuità e crescita di entrambe le realtà" ha detto Pesenti.

"L’accordo raggiunto oggi, rappresenta sia per Italcementi che per HeidelbergCement la soluzione ottimale in termini di sviluppi futuri e creazione di valore, ben superiori a quelli che avrebbero potuto raggiungere le due società singolarmente" conferma il figlio e amministratore delegato, Carlo Pesenti. "Il profilo dei due gruppi – aggiunge – è complementare e permette sinergie in grado di creare valore industriale in un mercato sempre più consolidato. Con questa operazione rafforziamo il futuro di Italcementi e garantiamo le risorse per un ulteriore sviluppo del portafoglio di investimenti di Italmobiliare".

"La combinazione di HeidelbergCement e Italcementi è ideale. Nel settore non esistono altri due maggiori gruppi con una tale complementarietà geografica – spiega Bernd Scheifele, Ceo di HeidelbergCement. "Italcementi – aggiunge – con la sua lunga tradizione, con i suoi marchi prestigiosi e la sua forte posizione in Italia e in altri mercati diventerà una parte importante del gruppo HeidelbergCement. Unendo le forze saremo in grado di accelerare la crescita".

 

Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    Significativo che a distanza di molte ore da questo annuncio la “politica” (csx, cdx, lega, 5s) taccia sul tema. Della serie: sapevo, ma ho fatto finta di no perchè non saprei che fare… Purtroppo.

  2. Scritto da c

    Purtroppo tutti parlano e sparlano l’unica cosa vera è che una grande azienda italiana che produceva lavoro e utili per il nostro paese oggi è tedesca.

  3. Scritto da Alberto

    Arrivano, acquistano, dichiarano menzogne sui piani futuri, chiudono e quindi licenziano: la sequenza è di solito più o meno questa (vedi Thyssen e simili).

  4. Scritto da il collerico

    E i politici bergamaschi……assenti!!

  5. Scritto da Pierluigi Toccagni

    Ci può essere un 3° punto di vista dove conta di più il Privato economico che Pubblica politica. Italcementi ha dimostrato di essere un gruppo multinazionale, con baricentro e ricerca in Italia, interessante dal punto di vista industriale, anche se con vari problemi ambientali sul territorio, che sono il vero punto debole. L’altro punto debole, italiano e bergamasco, è che la famiglia Pesenti, come altre, fugge dall’impegno industriale per dedicarsi alla finanza. D

    1. Scritto da Marco

      La ritirata è cominciata tempo fa, con l’uscita dal patto di sindacato di RCS. Rimane in portafoglio a una holding finanziaria familiare un sacco di soldi che se la tassa sul capital gain fosse una cosa seria sarebbero anche un gruzzolo per lo stato, ma nel frattempo perdiamo a) il controllo su un mucchio di posti di lavoro b) l’imponibile (la società acquisita non avrà più ragione sociale in Italia) c) credibilità a livello di sistema imprenditoriale, perché chi vende non decide nulla.

  6. Scritto da Pierluigi Toccagni

    Ci può essere un 3° punto di vista dove conta di più il Privato economico che Pubblica politica. Italcementi ha dimostrato di essere un gruppo multinazionale, con baricentro e ricerca in Italia, interessante dal punto di vista industriale, anche se con vari problemi ambientali sul territorio, che sono il vero punto debole. L’altro punto debole, italiano e bergamasco, è che la famiglia Pesenti, come altre, fugge dall’impegno industriale per dedicarsi alla finanza. Dove investirebbe?

  7. Scritto da lu

    Un consiglio spassionato a chi ha figli: mandateli a studiare all’estero se appena potete, anche a costo di sacrifici. In Italia non c’è alcun futuro per loro

  8. Scritto da giorgio

    Io, invece, non commento con toni tragici questo accordo.
    I Pesenti, il nome Italcementi, continueranno ad esistere e ad essere parte significativa del nuovo gruppo mondiale.
    Non ci si fermi solo e sempre a vivere sotto il proprio campanile.

    1. Scritto da voltaire

      Ricordo solamente che i Pesenti avranno il 5% circa di quota di gruppo; è difficile essere parte significativa con questa quota minoritaria. E’ un take over vero e proprio che sposta il baricentro decisionale in germania.

    2. Scritto da disilluso

      Anch’io vorrei essere ottimista come lei ma pur con tutta la buona volontà non ci riesco…

    3. Scritto da Marco

      Non si tratta di tragedie, ma di dati di fatto: come ogni acquisizione, essa porterà all’eliminazione di tutti quei servizi di staff che erano di competenza dell’acquisita. Risorse umane, acquisti, amministrazione, ICT, team di servizio non commerciale. Rimarrà il gioiellino di Mayer al KM Rosso, ma non so quanti dipendenti conserveranno il loro posto in Via Madonna della Neve e in Via Camozzi… Non ne faccio una questione di campanile, ma di occupazione.

      1. Scritto da Legione

        Sono uno dei “fortunati” che sicuramente nei prossimi mesi rimarrà a casa per “riorganizzazione interna” o “razionalizzazione delle risorse” o comunque si chiami oggigiorno il licenziamento collettivo. Mi viene da piangere pensando a tanti “fenomeni” di colleghi o capi che credono davvero che si stia per aprire loro un mondo di opportunità. Sinceramente spero di trovare un altro lavoro (qualsiasi lavoro) il più presto possibile. Agli altri (futuri) ex-colleghi auguro di svegliarsi in tempo.

      2. Scritto da vero

        Condivido in pieno la sua analisi tragicamente realista

    4. Scritto da rello78

      Più che Giorgio sembri Matteo … Ti manca solo uno “stai sereno” e sei perfetto.

  9. Scritto da Nicola

    stiamo offrendo tecnologia … Gratis ……..Povera Italia

  10. Scritto da W l'Italia

    Quante palle. Lo sviluppo sicuro in futuro sarà per i lavoratori tedeschi, non certo per quelli italiani. Vedrete alla prima crisi del settore chi ne farà le spese.
    Avanti così, smantelliamo tutta l’economia a Italiana.
    Una volta usavano i carri armati, ora la finanza, ma il risultato é lo stesso. AUTOMOBILI IN AMERICA, CEMENTO IN GERMANIA E, A BREVE PURE LE ACCIAIERIE.
    Al bel paese il solo e il mare, che poi non é così male con la pizza

    1. Scritto da W l'italia, segue

      Segue:
      A condizione che ci mantengano, come noi facciamo con la Sicilia. Il sole il mare e la pizza ci permetterebbero di vivere filosoficamente, come è la vera natura dell’italiano della Magna Grecia. Tanto Il sole e il mare sono gratis, la pizza costa poco, quindi incideremmo poco sui capitalisti idioti dediti solamente nella loro vita a far danee. La” livella”, poi …. Totò docet

  11. Scritto da coniatore

    FIAT americana, Pirelli cinese, Italcementi tedesca, all’Italia ormai non rimane più niente.

    1. Scritto da ciao

      Italiani state sereni….ci pensa lui.