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Supermercati Il Gigante Contratto aziendale a rischio per 60 lavoratori

Supermercati Il Gigante, contratto aziendale a rischio. Rossi (Filcams CGIL): “Non siamo disponibili a cancellare 40 anni di contrattazione integrativa”.

Si sono tenute lo scorso 24 luglio le assemblee sindacali al supermercato Il Gigante di Bottanuco, per aggiornare i lavoratori e le lavoratrici sugli incontri tra sindacati e direzione aziendale svoltisi il 7 e 16 luglio, in seguito alla volontà della proprietà, annunciata con una lettera nel mese di giugno, di rivedere l’intera contrattazione integrativa aziendale. Il gruppo Il GIGANTE conta in provincia di Bergamo 3 punti vendita: Bottanuco, Bergamo e Albino.

Interessati alla vicenda sono una sessantina di lavoratori a Bottanuco, più alcuni lavoratori in distacco ad Albino e Bergamo (questi punti vendita sono gestiti da Rialto, un’altra società del Gruppo, che non ha il contratto integrativo aziendale). Le organizzazioni sindacali hanno chiesto alla Direzione Aziendale di sospendere l’attivazione nei punti vendita della flessibilità dell’orario di lavoro, rinviando l’attivazione della procedura a seguito di un confronto sull’intera organizzazione del lavoro (compresi: turni, orari, distacchi tra punti vendita).

Il Gigante non è andato oltre a generiche disponibilità a valutare le richieste sindacali, ma intanto proseguirà con l’avvio della flessibilità.

“La Direzione de Il Gigante ci ha presentato una vera e propria “piattaforma aziendale” che detta tempi e metodi senza minimamente accennare e riconoscere la validità del sistema di relazioni sindacali esistente" – commenta Mauro Rossi, della Filcams CGIL. Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, l’azienda si rende disponibile a verificare le "istanze" nei singoli punti vendita, come da contratto integrativo in essere.Tra le richieste della proprietà ci sono la trasformazione del salario fisso aziendale in premio variabile, messa in discussione dei buoni pasto e dei trattamenti di miglior favore su pause, malattia, maggiorazioni delle domeniche di dicembre, trasferte e richiesta di definire un codice di autoregolamentazione dei permessi della Legge 104.

“Il Gigante vuole di fatto abolire 40 anni di contrattazione integrativa – commenta Rossi -. L’azienda vorrebbe far pagare ai lavoratori sia il recupero di redditività aziendale sia il costo degli aumenti del Contratto Nazionale, con un piano in stile “richieste dei creditori per il salvataggio della Grecia”. Non vogliamo per ora rompere il tavolo della trattativa: anche con il contributo dei lavoratori e delle lavoratrici che stiamo raccogliendo nelle assemblee sindacali costruiremo una contro-proposta da fare all’azienda nel prossimo incontro già fissato il prossimo 9 settembre. Lanciamo però un chiaro messaggio all’azienda: disponibilità a fare un nuovo contratto aziendale, partendo dal tema centrale dell’organizzazione del lavoro e dalla indisponibilità a cancellare 40 anni di contrattazione integrativa. Inoltre i tempi della trattativa non devono essere dettati dall’azienda e occorre pertanto liberare il campo da minacce di disdetta formale del contratto.

“Se al prossimo incontro l’azienda dovesse dimostrare rigidità e indisponibilità al confronto – chiude la Filcams CGIL – oltre che a non liberare il tavolo da alcune richieste irricevibili, i sindacati e il coordinamento dei delegati e delle delegate organizzeranno le più opportune iniziative di lotta”.

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