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Ici per le scuole cattoliche, l’ex assessore Grossi: “E’ giusto non agevolarle”

L'ex assessore all'Urbanistica del Comune di Bergamo Valter Grossi commenta la sentenza della Cassazione che obbliga due scuole livornesi a pagare la tassa sugli immobili. E' il primo caso in Italia e potrebbe avere ripercussioni in tutti Comuni italiani.

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L’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Bergamo Valter Grossi commenta la sentenza della Cassazione che obbliga due scuole livornesi a pagare la tassa sugli immobili. E’ il primo caso in Italia e potrebbe avere ripercussioni in tutti Comuni italiani.

“Come sempre i liberali sono per la libertà religiosa e quindi, a mio modo di vedere, il Vescovo di Livorno, quale pastore, può giudicare come meglio crede le due sentenze della Cassazione che su pagamento ICI  hanno dato ragione al Comune di Livorno contro le parificate Santo Spirito e Immacolata. Altra la valutazione sul piano della  libera convivenza civile tra diversi. Qui va ribadito con forza che le due sentenze della Cassazione hanno applicato la legge con esattezza e che concetti chiave come libertà di educazione, funzione della scuola pubblica, rispetto della concorrenza  devono essere coerenti con le necessità della nostra società pluralista e non cedere alle chiusure conservatrici di stampo clericale.

Libertà di educazione vuol dire poter insegnare ciò che si vuole, non avere agevolazioni fiscali aggiunte alla riscossione di rette (se non si riscuotessero già ci sarebbe l’esenzione IMU per la cultura). Scuola pubblica vuol dire strumento connettivo del convivere tra soggetti culturalmente diversi,  che insieme evita recinti protetti decisi solo dalla famiglia a spese delle istituzioni (la convivenza salterebbe e sarebbe dominante  l’integralismo multiculturale tra ghetti invece del pluralismo).

Rispetto della concorrenza vuol dire che le scuole parificate rientrano nella libertà costituzionale di impresa nel settore educativo ma non in una libertà di insegnamento privato a carico dello Stato (le agevolazioni fiscali violano i trattati europei e per questo l’Europa avrebbe sanzionato l’Italia se non fosse venuta la legge). Per tutto ciò, le due sentenze della Cassazione sono ben più di un tecnicismo, poiché, applicando  la legge, costituiscono un significativo passo avanti del principio di separazione Stato Chiesa. Il solo principio che può garantire l’esercizio degli stessi diritti civili personali tra cittadini diversi smantellando i privilegi degli usi più conformisti. Diversamente occorrerebbe metter mano alla Costituzione e volendo introdurre un sistema diverso come il vaucher, abolire l’impianto napoleonico della nostra scuola basato sul valore legale dei titoli di studio e dei programmi ministeriali”.  

Valter Grossi

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Commenti

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  1. Scritto da Pais

    Gazzaniga, oltre alla materna statale, che non ha posti per tutti, c’è Asilo Briolini, 160 bimbi: per scuola materna + pasti cucinati in loco (no catering!), la retta mensile è Euro 145,– . Per statuto il Cda è di nomina comunale con presidente il parroco. Contributi del Comune: irrisori. Dallo Stato: quasi nulli! E’ esempio di scuola di ispirazione cattolica, PUBBLICA NON STATALE, ma aperta e rispettosa di TUTTI. Caro Grossi che pensi? E’ attività commerciale? Che gabella le imponi?

    1. Scritto da Pais

      Aggiungo:origine antica, ma oggi struttura moderna e perfettamente a norma, ambienti luminosi, ampio giardino. Bilancio: quadra a fatica, grazie anche a entrate per affitti, raccolte fondi e lavoretti di piccola manutenzione a cura dei genitori (una volta la finanza voleva sanzionare l’uso di un furgone privato per portare in discarica dei vecchi banchetti, ma la vista di una trentina di genitori che impiegavano il sabato in questo volontariato, li fece riflettere…) Grossi che dici?

  2. Scritto da Michle

    L’ha sparata proprio grossa….

  3. Scritto da però...

    Si ignora una realtà “ben nota”, oltre il mondo “cattolico”. Quella dei cosiddetti, più o meno brutalmente “diplomifici”. Sovvenzionati anch’essi, in parte, dallo stato. Mi sembra il giusto che uno, almeno, se la paghi, e di tasca (generosa, di solito) sua.

  4. Scritto da Mario Mazzoleni

    Caro Valter, da liberale, come te, esprimo il mio dissenso. L’ideologia non può estraniarsi dalla realtà. Esiste una scuola pubblica certo, come esiste un Servizio Sanitario Nazionale, ma che ne sarebbe senza scuola e sanità privata? Essere liberali non significa essere dogmatici, ne tanto meno integralisti. Spero che, ogni tanto, tu sia attraversato dal beneficio del dubbio. Io ne ho più di uno.

    1. Scritto da Valter Grossi

      Ho molti dubbi su una materia tanto complessa su cui per altro si sono esercitati liberali di vaglia come Benedetto Croce, Luigi Einaudi ed Epicarmo Corbino non sempre in accordo tra loro. Tuttavia è innegabile che in un sistema basato su programmi ministeriali non vi possa essere quella autonomia didattica, cui teneva tanto Einaudi (difformemente dalla tradizione della Destra Storica) non si possano discrimare gli operatori Credo ti ricorderai la faccenda degli alberghi. Grazie

      1. Scritto da Andrea

        Resto perplesso di fronte alla Sua lettera: pur essendo a favore della s. pubblica, riconosco il valore della s. privata in quanto appartiene in toto alla scuola italiana, contribuendo alla diffusione dell’istruzione nel Paese: una riforma vera della scuola dovrebbe riconoscerne il valore e, se necessario, destinare equi finanziamenti ovvero consentire una minima detrazione fiscale per le rette pagate visto chi manda i figli alle private consente un cospicuo risparmio per lo Stato

        1. Scritto da valter grossi

          Permetterà che ciò che ragionevolmente propone è cosa assai diversa da un’esenzione fiscale sugli immobili, discriminando sulla natura giuridica dell’ente erogatore. Grazie VG

  5. Scritto da Alberto

    Se per questo dovesse chiudere l’asilo parrocchiale del mio paese beh, aspettatevi casini… Soprattutto perchè quello statale ha una capienza di 20 bambini, già ora tutti occupati per la maggior parte da bambini non italiani.

  6. Scritto da noi si

    Anche la prima casa non produce reddito ma soltanto debiti eppure ci dobbiamo pagare le tasse !

  7. Scritto da grazie

    Anche noi semplici cittadini siamo costretti a pagare le tasse fino all’ultimo centesimo e ci dobbiamo arrangiare senza l’aiuto di nessuno .Troppo comodo !

  8. Scritto da residentevil

    Mica si può essere liberali a corrente alternata: se è giusta l’introduzione dell’IMU su attività commerciali è altrettanto indispensabile che alle paritarie si riconosciuto un voucher pari al costo per lo stato dell’educazione primaria e secondaria. In questo modo si salva la libera concorrenza e la libertà di scelta. Ma la nostra costituzione tutto è tranne che liberale.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Mi faccia capire: lo stato mette a disposizione gli ospedali (pubblici e no), ma se io mi curo in una clinica privata questa non deve pagare le tasse? O lo stato mi deve pagare le cure, nonostante finanzi già i privati convenzionati? Idem per le forze dell’ordine: se decido di ingaggiare una guardia giurata, dev’essere esentasse? O lo stato deve pagarmi il corrispondente del salario di un poliziotto? O deve pagarmi il pieno perché non vado al lavoro con i mezzi pubblici già sovvenzionati?

      1. Scritto da resindentevil

        Guardi che per la sanità già succede, se lei va alla Castelli, alla San Francesco, può andare con la mutua, ottenendo un servizio per cui lo Stato riconosce alla struttura privata un pagamento sulla base di un presumibile costo della prestazione equivalente. L’uso della forza è consentito soltanto allo stato, non si può creare una milizia privata. I trasporti sono servizi che si pagano e pubblici e privati sono in concorrenza, non ci sono i privati dove non sono economici. Non lo sapeva?

        1. Scritto da Narno Pinotti

          I trasporti su gomma sono tutti privati, ma abbondantemente sovvenzionati con denaro pubblico (nessuna linea di tpl è economica); eppure pagano le tasse, e chi prende il taxi non ha voucher per la benzina. Le cliniche convenzionate hanno reparti a pagamento, eppure pagano le tasse e i pazienti solventi non ricevono voucher; idem per le strutture private non convenzionate. Una guardia giurata può sparare per difesa, ma paga le tasse e chi la ingaggia non gode di rimborsi.

          1. Scritto da residentevil

            Vede che mi da’ ragione: neanche l’istruzione è economica e quindi giusto che quando fa risparmiare lo stato vada sovvenzionata. Sbagliato il metodo IMU? Avanti con i voucher, ovviamente declinati per classe di reddito. Che ci sia uno sgravio di imposta o un finanziamento diretto l’effetto è lo stesso. Guardi che, invece, sull’uso della forza, sbaglia. Chiunque ha diritto all’autodifesa, ma lo solo lo Stato può esercitare l’uso della forza.

  9. Scritto da angelo f.

    Certo bisogna giustificare le proprie scelte ideologiche: quel che è certo che un cittadino deve pagare due volte la scuola ai propri figli: con le tasse (per la scuola pubblica) e per una diversa scelta, la retta di una scuola paritaria. Ma voi, perchè avete così paura della concorrenza delle paritarie? In Europa non hanno questo timore. Nella rossa Livorno l’anno scorso ha scelto un sindaco 5*. Chissà perchè?

    1. Scritto da patrizio

      nessuno ha paura delle paritarie… pretendiamo che i contributi statali arrivino alle scuole statali, mentre quelle private (in quanto tali) non dovrebbero avere finanziamenti pubblici. non è complicato…. e non c’entra niente con il “comunismo” livornese.

  10. Scritto da Luis

    Far pagare le tasse alle scuole paritarie, in maggioranza scuole dell’infanzia e per lo più cattoliche, non è un problema, basta che i Comuni e più in generale lo stato si facciano carico poi di garantirne la gestione quando queste chiuderanno, privando le famiglie di questa fondamentale funzione pedagogica e sociale, perdendo IL GETTITO FISCALE e dovendo allo stesso tempo assumersene il costo.

  11. Scritto da lu

    L’Italia è il paese dove certi privilegi sono duri a morire. Già all’indomani di questa sentenza sono in atto manovre di potere per cercare di aggirare l’ostacolo . Il solito film già visto migliaia di volte….

    1. Scritto da Carlo Curto

      “Limitazione della libertà”…di non pagare le tasse però. Le scuole “paritarie” sono iniziative imprenditoriali come tutte le altre. E per quanto riguarda le scuole cattoliche, è inutile insistere nel pretendere che siano luoghi di culto, per non farle tassare come certi alberghi muniti di un locale chiamato “chiesina”. Inoltre la definizione “scuole religiose” dovrebbe essere sostituita da un generico “scuole private”. (Ma a Bergamo certe cose non si possono dire…)

  12. Scritto da clandestino

    Caro Grossi, i miei 2 figli frequentano una di queste scuole con altri 600 studenti, se confermano questa tassa la scuola molto probabilmente chiuderebbe.
    Quindi la questione è :
    questi 600 ragazzi che hanno diritto alla scuola pubblica poi in quale istituto comunale li mandiamo ?
    il comune di Bergamo e lo stato hanno le risorse per garantirgli l’istruzione ?
    ecco prima di sperticarsi in voli pindarici sulla libertà e diritti, pensiamo a come garantire i diritti costituzionali ai ragazzi

    1. Scritto da clandestino

      rispondo in ordine sparso: i miei figli sono andati alla pubblica, ora ho fatto una scelta diversa, ma non è questo il punto, se questa scuole chiudono lo stato DEVE dare istruzione gratuita a migliaia di studenti e non ne ha le risorse.
      € 10 di aumento non bastano
      non dico il nome perché ritengo non sia importante
      i bilanci li conosco bene perché faccio parte del consiglio di istituto. la scuola cattolica paritaria di cui parlo non ha fini di lucro , rosiconi sinistrosi rancorosi

    2. Scritto da cosa dice

      Domande che hanno una risposta ovvia. Ci sono migliaia ragazzi che vanno nelle scuole pubbliche. i suoi non potrebbero?

    3. Scritto da poeret

      ..quindi con la retta di 600 studenti questa scuola on riesce a pagare una tassa che pagano tutte le altre imprese/persone?
      Ci sono più opzioni..alzare la retta (e credo bastino pochi €..diciamo 10 e siamo a 6.000€) che la curia incassi un po’ meno, d’altronde non mi sembra viva in povertà..togliere le agevolazioni (o deduzioni che dir si voglia) e pagare le tasse.

    4. Scritto da pablo

      a proposito di voli pindarici. lei ha visto il bilancio della scuola (di cui preferisce non dire nome, ubicazione, ecc..), per poter dire che pagando la tassa chiuderebbe?

  13. Scritto da senza oneri

    Concetti ineccepibili espressi in modo comprensibile a tutti coloro che vogliono comprendere. Il “senza oneri per lo stato” non da adito a interpretazioni diverse, a meno che non siano dettate da puri interessi economici e di parte.

    1. Scritto da Sére

      La presenza delle c.d. scuole cattoliche, riduce di molto gli oneri allo Stato, quindi la loro esistenza è un vantaggio tangibile. Anche culturale. Sostenerne la prosecuzione, è gesto di efficiente ed efficace amministrazione. Piccola spesa = grande resa! E’ una gestione vantaggiosa e con oneri negativi! ( = profitto per le casse statali!). Però non sono sottomesse ai poteri delle coop-rosse e alla massoneria. Ragion per cui: vituperio le colga!!!