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Ecco Bergamo Underground, la mostra che svela la città dell’acqua

Il Comune di Bergamo ha già aperto alcuni dei più bei gioielli della Bergamo sotterranea: le Cannoniere di San Michele e di San Giovanni, poste lungo il tracciato delle mura veneziane, e la Fontana del Lantro, adibita a usi civili prima della costruzione del nuovo acquedotto. Inaugurazione martedì 28 luglio 2015 alla 17,30 al Museo Civico di Scienze Naturali. Piazza Cittadella 3 – Bergamo

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Bergamo è una città di terra. Sembra lapalissiano dirlo. Eppure l’acqua ne ha segnato lo sviluppo urbano civile, agricolo ed industriale. I primi insediamenti sui colli di Bergamo, sfruttarono alcune sorgenti poi collegate dal primo sistema di acquedotti, cisterne, pozzi, fontane e lavatoi ancora leggibili nella topografia urbana. Il Comune di Bergamo ha già aperto alcuni dei più bei gioielli della Bergamo sotterranea: le Cannoniere di San Michele e di San Giovanni, poste lungo il tracciato delle mura veneziane, e la Fontana del Lantro, adibita a usi civili prima della costruzione del nuovo acquedotto. Recentemente è stato riaperto un tratto dell’acquedotto dei Vasi in corrispondenza di Porta S. Alessandro, un nuovo prezioso tassello di una città che “riemerge”. Inaugurazione martedì 28 luglio 2015 alle 17,30 al Museo Civico di Scienze Naturali, in Piazza Cittadella 3 a Bergamo Alta. 

Ma il mondo sotterraneo di Bergamo offre molto di più: gigantesche cisterne, chilometri di cunicoli, vasche di decantazione e pozzi. L’acqua, il minerale più prezioso, percorre un lungo viaggio attraverso gran parte di questi luoghi spesso inaccessibili. La mostra Bergamo Underground ripercorre il corso di quelle acque e quei percorsi, proponendo 24 rilievi di sotterranei realizzati da Luca Dell’Olio; si tratta di una parte del fondo che l’autore ha donato nel 2013 alla sua città. I disegni sono stati realizzati con meticolosità e perizia dopo anni di ricerche con alcuni soci del Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole.

Questi speleologi, tra il 1975 e il 1990, si sono impegnati nel riscoprire anche con scavi i luoghi più inaccessibili della città spinti dal desiderio di tornare sui passi di un mastro costruttore, un soldato o un fontanaro. La mostra vuole integrare la conoscenza e la diffusione di un patrimonio importante della Città, ancora poco conosciuto, che potrà essere di grande interesse per cittadini e turisti, soprattutto in questo periodo in cui siamo impegnati a valorizzare le mura veneziane candidate Unesco. Sono esposti per l’occasione i rilievi degli acquedotti dei Vasi, Sudorno e Baglioni con particolari di vasche limare e di gallerie, il rilievo della fontane del Corno, di S.Eufemia, del Lantro, del Vagine, di S.Agata, il pozzo nella casa natale di Donizetti e quello della Rocca. Di grande interesse sono anche le cisterne del chiostro piccolo di S. Agostino, la grande cisterna che occupa Piazza Mascheroni segnata in superficie sono dalla vera da pozzo e quella di Piazza Mercato delle Scarpe ancora oggi prezioso serbatoio sotterraneo d’acqua, e ancora le cisterne della Rocca e di S. Vigilio.

Conclude il percorso una curiosità: la galleria rifugio del Comando Tedesco durante la II Guerra Mondiale intercettata dalla galleria Conca D’Oro, è l’unico sotterraneo fuori dalla cinta delle mura nel quale è attiva una sorgente. Quanti immaginano che dietro ad una porticina a metà tunnel ci sia un mondo nascosto? Dall’apertura della mostra inizierà una serie di iniziative in collaborazione con i ricercatori che in questi anni hanno lavorato per mantenere vivo l’interesse sul paesaggio più nascosto di Bergamo e diffondere la cultura dell’acqua. Visite guidate e laboratori didattici accompagneranno il periodo di apertura della mostra che si protrarrà per tutto il 2015. Le proposte che saranno realizzate permetteranno di conoscere i luoghi dell’acqua di ieri e di oggi, riscoprire il bene naturale più indispensabile e prezioso, e nell’anno di EXPO, scoprire le qualità del minerale commestibile per eccellenza. Oggi l’acqua, un bene apparentemente inesauribile nel nostro territorio, è ben distribuita, controllata e facilmente accessibile ma basta una torrida estate come questa per rivelare quanto il bene più prezioso debba essere conosciuto e difeso. Grazie alla collaborazione con Uniacque, una vetrina offre informazioni sul complesso sistema di distribuzione dell’acqua di oggi, un’acqua che scaturisce dalle grandi risorgenze carsiche delle nostre montagne.

Le sorgenti di Bondo Petello ad Albino (captate a partire dal 1880), quelle di Algua che riforniscono prevalentemente Città Alta (impianto realizzato nel 1910 e successivamente potenziato nel 1921) le sorgenti del “Costone” a Casnigo (1959), i pozzi trivellati di Curno (1967) ed infine le sorgenti “Nossana” (1971) sono la fonte di approvvigionamento della città e del suo hinterland. L’acqua di Bergamo, percorre decine di chilometri di tubature, è raccolta in 12 serbatoi di oltre 16.000 mc, è distribuita nelle 240 fontane della città e raggiunge capillarmente i rubinetti in tutti gli edifici. Un video, appositamente realizzato dallo speleologo Giorgio Tomasi per questa mostra, rivela la bellezza del paesaggio sotterraneo di una città e della sua invisibile acqua. Uniacque presenta il video documentario dell’Archivio Storico Istituto Luce “La citta’ ha sete” di Luciano Emmer; il filmato, realizzato nel 1943 documenta l’avanzamento del sistema di distribuzione degli acquedotti urbani.

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