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Nuove scritte antisemite nel sottopasso di Sabbio Il Comune: “Vergognoso”

I vandali hanno imbrattato i muri della strada del sottopasso che collega l'autostrada A4 alla frazione di Sabbio nella notte tra mercoledì e giovedì: "Il Comune, oltre ad eliminare quanto prima quelle scritte e quei simboli, sporgerà denuncia contro ignoti".

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Scritte e simboli antisemiti sono apparsi a Sabbio di Dalmine, nella strada del sottopasso che collega l’autostrada A4 al paese, nella notte tra mercoledì 22 e giovedì 23 luglio. Scritte che, attraverso i canali social ufficiali, il Comune di Dalmine si è subito mosso per condannare: "Il Comune di Dalmine, condannando fermamente gli autori del vergognoso gesto – si legge sulla pagina Facebook istituzionale -, annuncia che sporgerà denuncia contro ignoti e che le scritte e i simboli in questione saranno rimossi quanto prima".

Un caso simile si era verificato anche lo scorso 25 aprile quando, a poche ore dalla grande cerimonia organizzata dall’assessorato alla Cultura per celebrare il 70esimo anniversario della Liberazione, un gruppo di vandali imbrattò i muri del palazzo comunale e di un edificio di piazza Libertà con scritte e simboli chiaramente riconducibili al Ventennio, subito rimosse per non rovinare quella che comunqe fu una giornata di festa per Dalmine, con più di cento persone che scesero in piaza per seguire le celebrazioni.

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Commenti

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  1. Scritto da pablo

    con tutte le telecamere piazzate a dalmine, possibile non trovare gli artefici di questo insano gesto? si tratta di scritte sui muri, non è che bisogna sbatterli in galera, ma almeno (provare a) fargli capire la loro stupidità.

  2. Scritto da Riccardo

    Vorrei sapere cosa c’entra, semanticamente parlando naturalmente, Israele e la sua politica, con le scritte naziste contro gli ebrei e i neri.

  3. Scritto da Tasslehoff

    Immagino che le capre ignoranti che hanno lasciato queste scritte leggeranno queste poche righe, del resto si saranno scatenate a cercare tracce della loro opera sui mezzi di comunicazione.
    Mi auguro che siate smascherati, poi mi piacerebbe foste consegnati alle autorità israeliane, pagherei per venirvi a vedere spaccare pietra nel bel mezzo del deserto del Negev, così vi passa la voglia anche solo di pensare a certe idiozie.

    1. Scritto da Sabbioso

      Strano concetto della sovranità nazionale italiana. Qualunque reato commesso sul territorio italiano ricade nella competenza del potere giudiziario repubblicano. Il tunnel di Dalmine non è un’enclave estera e quindi tocca alla PL di Dalmine, ai CC di Dalmine, alla PS compiere le opportune indagini e quando giunte a risultato, riferire alla Procura di Bergamo. O si riprende la pratica dei vagoni piombati, questa volta però diretti verso la sponda sud del Mediterraneo?

      1. Scritto da Tasslehoff

        Evidentemente a lei quei 6 milioni di esseri umani deportati e soppressi come bestie non fanno un grande effetto.
        Facciamo così, lasciamo decidere alle comunità ebraiche italiane quale pena influggere a queste bestie, le sta bene?

        1. Scritto da Costital art13

          Ricordarle che nella Repubblica italiana la deportazione e consegna a governi stranieri di eventuali autori di delitti è illegale, ricordarle che i lavori forzati sono stati aboliti dal nostro Codice penale, ricordarle che desiderare di pagare per poter assistere alle pene di questi “forzati” al lavoro nel Negev è sintomo sadico, è dichiarazione di mia approvazione della shoa?! Ma sa quello che dice?

          1. Scritto da Tasslehoff

            E di grazia dove avrei parlato di sua (ammesso che sia lei, prossimamente le consiglio di usare lo stesso nickname) approvazione della Shoah?
            Poi forse per lei questo fatto è ascrivibile a semplice bravata punibile con una multa (come se avessero scritto una dichiarazione d’amore su un muro…), per me è qualcosa di ben più grave, fossi un giudice lascerei scegliere alle vittime dell’Olocauso che pena influggere a questi ignoranti.

  4. Scritto da mario59

    Certe azioni, si commentano da se…indubbiamente da condannare ed eventualmente punire i responsabili se rintracciati.
    Dopo di che, razzismo e violenza vanno combattuti e condannati da qualsiasi parte essi provengano, e su questo ultimo punto, anche gli Israeliani dovrebbero riflettere non poco.

    1. Scritto da Riccardo

      Della serie: io non sono razzista, ma…

      1. Scritto da mario59

        No non sono assolutamente razzista…ma se ho fatto riferimento agli Israeliani che in maggioranza sono di fede ebraica e hanno il sacrosanto diritto di esistere come tutti gli uomini della terra, dovrebbero anche ricordare che per non essere odiati, bisogna prima non odiare e soprattutto non violare.

    2. Scritto da Epifanio

      Mi pare che tutti si debba riflettere un po’ sull’uso appropriato dei termini in questione. Israeliano attiene Israele e non è sinonimo di israelita che attiene la fede mosaica, e ciò non è sinonimo di Giudeo, che attiene il pressocché omogeneo etno-sociale dei discendenti di quanti abitavano il Regno di Giuda, e ciò non è da confondere con semita che attiene l’insieme dei discendenti di Sem, ossia Arabi ed Ebrei. Meglio i campi semantici che i campi di sterminio, non trova?

      1. Scritto da mario59

        Più semplicemente trovo che i campi migliori, sono quelli che vengono coltivati per sfamare l’umanità…purchè anche in quelli non si annidi lo sfruttamento o peggio lo schiavismo, come purtroppo spesso avviene anche nella nostra cattolicissima e civile Italia.

        1. Scritto da Pietroso

          D’accordissimo! Quindi un immenso “Grazie!” a tutti quei cittadini della Terrasanta, sabra dei kibbutz israeliani, agricoltori palestinesi e drusi, monaci e religiosi delle comunità cristiane che insieme, con fede, tenacia, resistenza, gioia, hanno dissodato, bonificato, irrigato goccia a goccia, d’acqua salmastra, sudore e sangue fraterno, questa terra d’assoluti. E nel mondo tante altre terre desertiche, su queste esperienze, son rinverdite. C’è luce fuori dal tunnel!