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Ecco 10 motivi per visitare Treviglio: edifici storici e… la torta tradizionale

Dal miracolo della Madonna delle Lacrime alla basilica, Palazzo Silva e Casa Semenza: abbiamo selezionato dieci motivi per i quali, secondo noi, vale la pena visitare Treviglio, secondo comune per numero di abitanti della provincia di Bergamo.

Secondo comune bergamasco per numero di abitanti dopo il capoluogo, Treviglio si trova nella media Pianura Padana, a circa 20 chilometri in direzione sud da Bergamo: fondata nel corso dell’alto medioevo per scopi difensivi, la cittadina oggi rappresenta un punto strategico nel crocevia di strade e ferrovie che la collegano con Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano.

Abbiamo fatto una selezione delle sue bellezze e vi proponiamo i dieci motivi per cui, secondo noi, vale la pena visitare Treviglio.

1. La basilica di San Martino e il Polittico di Zenale e Buttinone

La basilica di San Martino fu edificata nel 1008 dove sorgeva la chiesa preromanica dell’Assunta, e subì diversi interventi di ampliamento nel corso dei secoli. La basilica presenta elementi architettonici tipici dello stile gotico lombardo dovuti a un primo ampliamento, mentre la facciata attuale è stata realizzata del 1740 dall’architetto Giovanni Ruggeri secondo lo stile barocco. Nella navata destra, accanto alla zona presbiterale, è collocato il Polittico di Zenale e Butinone, risalente al 1485, una delle opere più importanti del rinascimento lombardo, in quanto segna il passaggio tra il gotico e il rinascimentale. La basilica offre anche diverse opere di Cavagna, Procaccini e Montalto oltre ad un pregevole Fonte Battesimale del 1529. Il campanile in stile gotico lombardo della basilica è conosciuto come simbolo della città di Treviglio poiché, grazie ai sui 60m di altezza è visibile a chilometri di distanza. Nel corso dei secoli è stato un punto di riferimento sia per scopi religiosi sia civili e militari, in quanto era usato per le segnalazioni di pericolo dai vicini comuni.

2. Il santuario della Madonna delle Lacrime

Il santuario della Madonna delle Lacrime fu costruito a partire dal 1594 a seguito del miracolo della madonna che, piangendo, salvò Treviglio dall’avanzata francese. Alla costruzione del santuario hanno lavorato grandi artisti come l’architetto caravaggino Fabio Mangone, autore dell’altare maggiore. Si può salire sull’altare e tramite splendidi gradini in marmo si riesce ad andare proprio sotto al quadro della venerata immagine della Madonna delle lacrime, sotto al quale sono tuttora conservate la spada e l’elmo del visconte di Lautrec. E’ consigliata inoltre la visita della “cripta magica” sotto il santuario.

3. Palazzo Silva

Il Palazzo Silva di Treviglio è uno degli edifici storici di maggiore interesse in città. Il monumento è apprezzato sia per la sua architettura sia per gli affreschi che custodisce al suo interno. Nei pressi dell’ingresso è possibile ammirare un portone in stile barocco che si apre su un cortile interno. Le sale del palazzo sono tutte finemente decorate e presentano degli eleganti camini decorati con stucco. Di interesse sono i soffitti a cassettoni lignei su cui è possibile scorgere ancora oggi tracce di decori policromi, probabilmente realizzati nel XVII secolo.

4. La biblioteca civica

La biblioteca civica di Treviglio, fondata nel 1861, e intitolata all’abate trevigliese Carlo Cameroni (Treviglio 1793 Torino 1862), figura importante del Risorgimento italiano, per aver egli donato, pochi mesi prima di morire, la propria libreria alla città d’origine affinché venisse costituita una biblioteca pubblica. Alla morte di Cameroni, il Comune accetto il lascito e apri la biblioteca alla cittadinanza. Sul nucleo librario di Cameroni, ricco di 4176 volumi, crebbe la biblioteca, che si arricchi col tempo di alcune importanti acquisizioni librarie e documentarie: in alcuni casi fondi antichi in possesso del Comune, in altri donazioni di illustri personaggi trevigliesi.

5 – Il museo civico “Ernesto e Teresa Della Torre”

Per gli amanti dell’arte consigliamo la visita del museo civico “Ernesto e Teresa Della Torre” costituito principalmente dal lascito del pittore neoclassico Giovan Battista Dell’Era, un artista di origine trevigliese, formatosi tra Bergamo, Milano e i Grigioni, che, trasferitosi a Roma, ebbe modo di inserirsi in un ambiente artistico internazionale, ricevendo commissioni dall’imperatrice di Russia, Caterina II, ed entrando in contatto con i migliori esponenti del neoclassicismo europeo. Nel 1961 l’ex sindaco neurochirurgo Pier Luigi Della Torre donò al Comune di Treviglio la propria collezione, con l’espressa volontà testamentaria di disporla in una costituenda Pinacoteca cittadina, da intitolarsi alla memoria dei genitori, Ernesto e Teresa Della Torre. Da segnalare il gruppo dipinti del XV e XVI secolo, “Madonna col bambino” su tavola con fondo oro, “madonna in trono con Santi Rocco e Sebastiano” e la “Deposizione” , e un gruppo di opere scultoree, di miniature e di stampe di varie epoche. Un’altra rilevante raccolta di ritratti ottocenteschi si riferisce alla collezione della famiglia del poeta Tommaso Grossi, una delle più ricche personalità culturali del Romanticismo italiano.

6. Piazza Manara e il palazzo comunale

Piazza Manara è la piazza centrale della città dedicata al patriota milanese Luciano Manara che soggiornò in un edificio posto di fronte alla piazza. Su di essa si affacciano la basilica di San Martino e il palazzo comunale, edificio che presenta ancora l’elegante porticato e la cupola affrescata dell’adiacente chiesa di San Giuseppe a cui fu unito nel 1700. Sul lato sud occidentale essa guarda verso piazza Garibaldi, di maggiori dimensioni e di forma allungata. L’intitolazione della piazza a Manara risale però alla metà del XIX secolo, prima la piazza era intitolata a San Martino e nel periodo medievale antecedente la costruzione dell’omonima basilica, era denominata semplicemente Piazza della Comunità. Piazza Manara ha una forma a L e in essa confluiscono le quattro vie che conducono alle quattro porte storiche della città: via Roma, via Fratelli Galliari, via Verga e via San Martino.

7. Il parco del Roccolo

Il Parco del Roccolo è un giardino naturale situato nella zona ovest di Treviglio, dedicato alle attività ricreative, sportive, e occasionalmente alle celebrazioni liturgiche nella pittoresca chiesetta della madonna degli Alpini. Il parco ospita numerose specie di alberi e un fossato che sgorga dal fontanile per poi scorrere ai piedi della chiesetta. Il fontanile è caratterizzato da un regime d’acqua stagionale: in inverno è pressoché asciutto, mentre in estate vi si possono misurare dai 2 ai 3 metri di acqua. Proprio a causa della sua stagionalità non possono esserci pesci ma solamente anfibi: rane, rospi e raganelle. Durante la stagione estiva è possibile visitare l’oasi naturalistica che comprende il fontanile con una visita guidata, imparando a distinguere i suoni delle numerose creature che la popolano. Il parco ospita un porticato in legno, numerosi tavoli e panchine e un’area attrezzata con giochi per bambini, tuttavia l’edificio più importante resta la chiesetta dei Trevigliesi dedicata alla Madonna degli Alpini e risalente ai primi del novecento.

8. Casa Semenza

Il vano d’ingresso di Casa Semenza è caratterizzato da soffitto ligneo cassettonato e dipinto con motivi geometrici e floreali semplici. Appena entrati, sulla destra, si trova lo scalone che permette l’accesso al piano superiore, le cui stanze si affacciano sul cortile retrostante attraverso una loggia tripartita con archi a sesto ribassato. Il portico del piano terreno è definito dalla medesima foggia di arco, con pilastri rivestiti in pietra lavorata a bugnato.

9. La torta di Treviglio

La torta di Treviglio o “turta de Treì” è un dolce semplice, una variazione della crostata di mandorle, dal sapore antico ma con origini recenti, infatti è nata nel 1990 con l’obiettivo di trovare un dolce che potesse essere associato alla celebrazione della Festa della Madonna delle Lacrime alla fine di Febbraio. E’ un dolce delizioso e profumato a base di pasta frolla, uova, vanillina e mandorle e si potrebbe definire come la più classica "torta della nonna", dagli ingredienti semplici e naturali, genuina, fresca e artigianale. Presenta una forma a focaccia circolare appiattita dal diametro medio di circa 24 cm, con faccia superiore convessa, irregolare, guarnita o meno con mandorle. Al taglio presenta una pasta omogenea di colore giallo, granulata dalla presenza delle mandorle tritate. E’ possibile assaggiare questa specialità del posto al Caffè Milano, locale di piazza Manara dall’atmosfera accogliente e rilassante, caratterizzato dal bancone in stile liberty di fine ‘800.

10. Explorazione

Explorazione è un laboratorio interattivo permanente; uno spazio dedicato ai ragazzi e agli adulti di ogni età, con un ricchissimo programma di esperimenti scientifici dove è possibile interagire e imparare divertendosi. Le oltre 60 postazioni (prevalentemente orientate alla fisica) consentono una piena fruibilità da parte dei visitatori: un percorso divertente e accuratamente studiato per proporre esperimenti capaci di suscitare curiosità e interesse. La domenica il Laboratorio Explorazione é aperto al pubblico, e vengono trattati argomenti a tema, il tutto in un’atmosfera giocosa ma non per questo meno rigorosa.

Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Treviglio ad un passo da Milano e da Bergamo: un luogo dove si vive volentieri