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“Le parole di Gori un autogol: “Bergamo non è cinica” Palafrizzoni: “Hanno letto male”

I consiglieri della Lega Nord Alberto Ribolla e Luisa Pecce non si lasciano sfuggire nemmeno un'occasione per attaccare il sindaco Giorgio Gori. Gli esponenti del Carroccio stavolta criticano l'intervento del primo cittadino durante un incontro in Vaticano.

I consiglieri della Lega Nord Alberto Ribolla e Luisa Pecce non si lasciano sfuggire nemmeno un’occasione per attaccare il sindaco Giorgio Gori. Gli esponenti del Carroccio stavolta criticano l’intervento del primo cittadino durante un incontro in Vaticano.

"Bergamo una città bieca e cinica? Non diciamo stupidaggini! Brutta e falsa presentazione di Bergamo in Vaticano. Ieri il sindaco Gori non ha fatto un buon servizio alla città. Di fronte ai Sindaci di New York, Parigi, Bogotà e Madrid ha presentato il nostro capoluogo come una città che “rischia di dimenticare la lezione del Santo Papa Giovanni XXIII, che proprio nella “Pacem in terris” affermò il diritto per ogni essere umano, di “immigrare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse” là dove “si ritiene di potersi creare un avvenire per sé e per la propria famiglia”.

Attenzione sindaco! Il nostro adorato Papa Giovanni, di cui condividiamo tutto, pensava ad un’emigrazione regolata da leggi e passaporti . Forse lei si riferisce al pensiero della Kyenge che sostiene, in spregio di qualsiasi regolamentazione e in maniera unilaterale, il diritto per chiunque di migrare dovunque e il dovere di tutti gli stati di accogliere, dare lavoro e casa sul suo territorio, a chiunque decida di arrivare. Offensive le parole di Gori che ha aggiunto ”I migranti vengono cinicamente descritti come una minaccia con evidente responsabilità di chi strumentalmente agita un’assurda guerra tra poveri”

Attenzione Sindaco! Nessuno strumentalizza ma è il paese reale che si mobilita! Ancora non capisce che l’ltalia è un paese sul punto di esplodere, che i cittadini bergamaschi, immigrati regolari compresi, sono inquieti e disorientati.

Non ne possono più dell’arrivo di nuovi disperati (cui a nostre spese si fornisce vitto, alloggio e quant’altro almeno per 2 anni) a fianco dei disperati senza sostegno per la mancanza di un lavoro e di una casa. Un autogol le parole di Gori che ha detto “non si ha la consapevolezza del fatto che la miseria e le conseguenze dei mutamenti climatici da cui, oltre che dalle guerre e dal terrorismo, fuggono queste persone, sono in larga misura collegate al nostro modello di sviluppo e di sfruttamento insostenibile”. Ma allora, sindaco, lei ammette che tanti di quelli che arrivano non sono profughi ma veri e propri clandestini in cerca di fortuna! Forse vuole che l’Italia accolga i 100 milioni pronti a migrare dalle coste africane? E se parliamo di terrorismo, fra non molto anche gli italiani dovranno fare i conti con il terrorismo sulla loro terra importato insieme ai clandestini dei barconi. Ma poi signor sindaco, come può pensare di far pagare agli italiani e ai bergamaschi la colpa di secoli di colonialismo e di capitalismo di tutto il mondo? Dato e non concesso ovviamente che il suo ragionamento regga, visto che lei non menziona la corruzione e l’incapacità dei governi del terzo mondo e la politica economica aggressiva delle grandi potenze in rapida espansione.

Signor Sindaco, lei sa benissimo che il fenomeno dell’emigrazione deve essere arginato all’origine! Non si può gestire un’emergenza cronica in modo così disastroso, con l’Europa che si accolla un numero ridicolo di trasferimenti, 35.000 invece di 40.000, quando in 18 mesi gli sbarchi in Italia sono stati 250.000! Nel frattempo lei vuole dislocare i migranti in arrivo (pagando 300 euro per ciascuno) negli appartamenti sfitti dei condomini. Idea folle e pericolosa. Piuttosto, e lo diciamo come provocazione, torniamo all’idea di una tendopoli, ma nel giardino di una sua proprietà. Eventualmente, visto che la Diocesi rende disponibili le sue strutture, metta a disposizione i tanti spazi ormai vuoti del Seminario che è pure dotato di aria condizionata. Il tutto, infatti, sarebbe più credibile se l’accoglienza non fosse a spese dello Stato e dei cittadini".

Luisa Pecce (Consigliere Comunale Lega Nord)

Alberto Ribolla (Capogruppo Lega Nord)

Non si fa attendere la risposta di Palafrizzoni:

"Invitiamo la Lega Nord a rileggere, questa volta con maggiore attenzione, il testo dell’intervento tenuto ieri in Vaticano dal Sindaco Giorgio Gori, nel quale si fa chiaro riferimento alla generosità della città di Bergamo che conferma questa visione nella straordinaria molteplicità delle esperienze di volontariato e di cittadinanza attiva che la caratterizzano. E il termine "cinicamente", su cui Ribolla e Pecce costruiscono il loro attacco, non è certo riferito alla città o ai cittadini di Bergamo, bensì a chi strumentalmente agita un’assurda guerra tra poveri. A conferma di quel che si scrive, riecco l’intervento integrale del Sindaco Gori:

“Buongiorno a tutti voi, cari colleghi Sindaci e governatori, e grazie di cuore alla Santa Sede e alla Pontificia Accademia di Scienze Sociali per l’importante invito di oggi. Vi porto il saluto affettuoso dei cittadini di Bergamo. E’ per me un grande onore condividere con voi questa giornata, l’attenzione del Santo Padre per le nostre comunità e il comune impegno a promuovere uno sviluppo finalmente rispettoso di ogni uomo e della Terra che ci ospita. Bergamo è la terra di Gaetano Donizetti, di Caravaggio, dei 1000 di Garibaldi. Ma soprattutto è la terra del Santo Papa Giovanni XXIII, la cui “Pacem in Terris” oltre 50 anni fa rappresentò un passaggio importantissimo nella riflessione sui diritti fondamentali di ogni essere umano. Può sembrare un’ambizione eccessiva quella di migliorare il mondo a partire dalle città, soprattutto se parliamo di una città di soli 120.000 abitanti com’è Bergamo, certo non una grande metropoli. I temi che Papa Francesco ha posto al centro della sua riflessione attraverso la Lettera Enciclica “Laudato Si’” sono talmente giganteschi e universali da far sembrare inadeguate le stesse politiche nazionali e sovranazionali. Figuriamoci la dimensione di una media città. Eppure è proprio in una fase come quella che stiamo attraversando – mentre l’ordine mondiale sembra incapace di assumere decisioni che pure ci appaiono improrogabili, in cui globalmente fatica ed emergere la volontà di modificare un modello di sviluppo che mostra chiaramente i suoi limiti – che le città, a mio avviso, possono davvero fare la differenza. Persino una media città come Bergamo può rappresentare un luogo in cui sperimentare, concretamente, un diverso rapporto con l’ambiente e nuove modalità di contrasto delle più diverse fragilità. Consapevoli che i due fronti camminano insieme, perché appartengono – come ci ha spiegato Papa Francesco con la sua Lettera Enciclica – alla medesima “ecologia integrale”, esattamente come, in negativo, la logica che porta a trascurare e a distruggere le risorse naturali è la stessa in cui non trova spazio l’attenzione per i più deboli. Un fronte di grande importanza, per esempio, è quello della salvaguardia del territorio. Negli ultimi decenni l’urbanizzazione più disordinata ha comportato un consumo del territorio assolutamente folle. Si è concepita la crescita delle città come costante espansione, generando periferie degradate e riducendo di molto gli spazi per l’attività agricola. Oggi noi poniamo al centro del nostro operato, in questo campo, lo stop al consumo di suolo e la riqualificazione della città costruita. La valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, la cura degli spazi pubblici e del verde, si accompagnano così al recupero delle aree dismesse, a quella che Renzo Piano ha chiamato l’”opera di rammendo” delle periferie, all’obiettivo di migliorare la qualità di vita di chi vi abita attraverso la creazione luoghi di incontro e di coesione sociale: questa è una delle scommesse che parte dalle città. Così come quella di una più efficiente gestione dei rifiuti, che ovviamente si accompagna all’obiettivo di una forte riduzione degli sprechi e a un ambizioso progetto di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico e privato. E’ questa la dimostrazione che la tecnologia può concretamente porsi al servizio di un uso più assennato delle risorse. Proprio a pochi chilometri da Bergamo, per esempio, è attivo il più grande impianto europeo per il riciclaggio di rifiuti, in grado di trattare 120 mila tonnellate annue di imballaggi di plastica post-consumo e quasi 400 mila tonnellate di rifiuti organici da raccolta differenziata, prodotti dall’80% dei cittadini lombardi, recuperandone il 100% per usi diversi ed evitando oltre 200 mila tonnellate di emissioni CO2 ogni anno. E ancora, come osserva Papa Francesco, è nella dimensione locale che può nascere “una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa”. Bergamo conferma questa visione nella straordinaria molteplicità delle esperienze di volontariato e di cittadinanza attiva che la caratterizzano. Da qui, addirittura dalla dimensione dei quartieri, parte la sperimentazione di un nuovo modello di welfare comunitario che alle istituzioni comunali affianca la solida competenza maturata dai soggetti della cooperazione sociale e la rete solidale costituita appunto da tutti quei cittadini che, nei loro quartieri, decidono di prestare tempo ed energia alla cura degli altri, delle più diverse fragilità, e alla costruzione del bene comune. Anche in un contesto come questo, per molti versi incoraggiante, emergono tuttavia contraddizioni e motivi di preoccupazione. La vicenda dei migranti, sempre più spesso visti con paura, fino a generare da parte di molti un vero e proprio rifiuto, ci indica come la forte propensione a coltivare elementi di identificazione – alla base della tenuta del tessuto sociale delle nostre comunità – possa in taluni casi trasformarsi in chiusura, anziché darsi come punto di partenza per il dialogo e per la rielaborazione delle diversità. Si rischia così di dimenticare la lezione del Santo Papa Giovanni XXIII, che proprio nella “Pacem in Terris” affermò il diritto per ogni essere umano, di “immigrare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse”, là dove “si ritiene di potersi creare un avvenire per sé e per la propria famiglia”, nonché il suo monito a ricordare che “i profughi politici sono persone”, delle quali si ha “il dovere (…) di favorire l’integrazione”. I migranti in arrivo dal Nord Africa e dal Medio Oriente vengono invece cinicamente descritti come una minaccia, e una dopo l’altra troppe porte si chiudono, con evidente responsabilità, accompagnata da rilevanti carenze organizzative dello Stato, di chi strumentalmente agita un’assurda guerra tra poveri. Non si ha purtroppo consapevolezza del fatto che la miseria e le conseguenze dei mutamenti climatici da cui, oltre che dalle guerre e dal terrorismo, fuggono queste persone sono in larga misura collegate al nostro modello di sviluppo e di sfruttamento “in-sostenibile” delle risorse naturali. Rischia di smarrirsi la coscienza di appartenere ad una sola famiglia umana. Con ciò, a maggior ragione, dobbiamo impegnarci per far prevalere i valori positivi di cui le nostre comunità sono ricche, e promuovere una visione ecologica sempre più integrale, in cui la preoccupazione per la natura – in forte crescita presso i nostri cittadini – non possa essere disgiunta dall’attenzione verso i più poveri e i diseredati.”

Commenti

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  1. Scritto da oreste

    Perchè all’insaputa del Sindaco non inviatno un po di immigrati in qualche posto libero di città ALTA !!!!!

  2. Scritto da Stefano Magnone

    Capisco la funzione di consiglieri di Ribolla e Pecce ma anche stavolta hanno perso l’occasione di fare miglior figura tacendo, oppure dicendo cose intelligenti o quantomeno originali. Le ultime due eventualità peraltro sono alquanto improbabili.

  3. Scritto da pablo

    sapevo già, perchè spesso è molto evidente, che i supporters della lega commentano su bgnews anche senza aver letto l’articolo.. adesso ho capito da chi hanno imparato questa finissima tecnica comunicativa

  4. Scritto da Alberto

    Ecco i dati ufficiali del Ministero, tutte le altre sono chiacchiere sinistre strumentali al guadagno di coop rosse e simili: “Nel 2015 sono sbarcate sul territorio nazionale 73.912 persone, Le richieste d’asilo esaminate sono state 25.050. Solo a 1.516 persone è stato riconosciuto lo status di rifugiato. In pratica, solo il 6 per cento di chi fa richiesta d’asilo ottiene la protezione internazionale.”

  5. Scritto da a

    Mi chiedevo perché la lega a Bergamo non vince mai. Adesso ho capito.

    1. Scritto da b:

      ma dove vivi?! ti posso garantire che per strada i malumori sono parecchi… forse casa tua siete tutti felici di avere bergamo invasa da neri… forse la più felice di questo è proprio la moglie… adesso ho capito pure io!!!

  6. Scritto da luigi simo

    giggi, su richiesta di tua moglie… puoi dirci quanti africani ospitate a casa???

    1. Scritto da giggi

      l’ormai classicissima domanda di chi non ha argomenti. per di più con una punta di razzismo+sessismo, non facciamoci mancare nulla!

      1. Scritto da a

        …a cui si potrebbe facilmente rispondere “e voi quanti disoccupati italiani ospitate in casa vostra?”. Ma non lo facciamo… signori si nasce…

  7. Scritto da Augusto

    Un appunto poi su quelle che certuni definiscono tradizioni: no, qui non abbiamo più autentiche tradizioni, e la causa di ciò non è dipesa da extracomunitari vari, ma dal fatto di essere stati noi a non aver più saputo mantenerle e consolidarle; ci son solo piccoli (o grandi..) egoismi, sappiam bene che i migrant non ci “rubano” nè lavoro nè case, alimentano, malgrado loro,solo gli scopi propagandistici dei soliti “ignoti” che , quelli si, I veri Cinici

  8. Scritto da Augusto

    Questo paese non è sul punto di esplodere : non esploderà mai, vuoi per la natur del suo popolo, vuoi anche perchè molti malumori qui diventano eclatanti solo per l’azione di certi media, specie televisivi, che fanno solo sciacallaggio su certe questioni, non giornalismo..

  9. Scritto da Giovanni

    Gori ha fatto un discorso molto bello. Complimenti!

  10. Scritto da giggi

    d’accordo con gori! e io so leggere.

  11. Scritto da Poltronista

    Questi 2 quanti danni d’immagine dovranno ancora fare alla Lega di Bergamo che con la loro segreteria è finita al minimo storico sotto il 10%? Gori é indifendibile su tante questioni, ma leggendo l’intervento di ieri é evidente la gaffe dei padani

  12. Scritto da beppe

    basta. Non sapete nemmeno leggere. La vostra è un’ossessione cieca. Sapete parlare di altro? E volete governare? Cosa volete governare? Starete sempre e solo all’opposizione a starnazzare e a mettervi magliette con nomi di città assurdi.

  13. Scritto da Alberto

    Questi piddini fanno davvero di tutto per spalare quotidianamente letame sui cittadini italiani che mantengono loro e i clandestini che fanno arrivare…

    1. Scritto da Genio

      Per me Gori In vita sua ha pagato tante tasse quante te In dieci generazioni

      1. Scritto da luigi geni

        non bastano a pareggiare le mancate tasse pagate dagli abusivi che dall’avvento di Gori si trovano ad ogni semaforo per vendere accendini, lavare i vetri, vendere rose, prostituirsi… come mai queste cose succedono solo con amministrazioni comuniste? sarà mica che qualcuno ci lucri sopra??? abbiamo un sindaco che compie abusi edilizi e voi state a parlare di altri? autocritica mai?

        1. Scritto da giggi

          vedo un sacco di semafori e pochissimi abusivi, come quando c’era tentorio (amministrazioni comuniste… aahahah! addavenì baffone! mavalà luigi!)

    2. Scritto da Perepeppeppè

      Questi berlusconiani non leggono neppure l’articolo …… dai ,almeno quello ! P.S. ricordati che i tuoi (con la lega) al governo hanno più o meno triplicato l’immigrazione e, quando gli è capitato, il tuo ministro Maroni in italia ne ha distribuiti a decine di migliaia …..

  14. Scritto da nik

    a casa….

  15. Scritto da Andrea Marco

    La Lega e i suoi hanno colto al volo la possibilità di controbattere alle parole usate dal Sindaco Gori, solo perchè alla radice odiano tutto quello che è straniero e quindi pur di ottenere lo scopoe il proprio “credo”razzista strumentalizzano a loro piacimento frasi dette da altri. Vergogna

  16. Scritto da Radames

    Ci posso sono essere gli sbarchi ma dei veri bisognosi,CHE SCAPPANO DALLA FAME E DALLA GUERRA,non gli avanzi di galera,criminali,stupratori , che pretendono .Dovremmo fare come la SPAGNA che spara ai gommoni e li fa tornare in Africa a nuoto.Aiutiamo i bisognosi apriamo a loro le NOSTRE case(Stato)le parole di Giovanni XXIII.Concludo i veri MUSSULMANI si se ricordare ciò che il profeta Mohamed disse,se lo stato dive vivere non è mussulmano rispettare le sue leggi se volete essere rispettati .

    1. Scritto da giggi

      suvvia, i fatti spagnoli accaddero molti anni fa. attualmente non succede niente del genere, perchè dalla libia è difficile sbarcare in spagna, non crede?

  17. Scritto da Mario

    A me quei poveri cristi che scappano da guerre e miserie non danno nessun fastidio nemmeno se li mettono nella palestra del mio paese. Io invece sono stanco di avere treni che fanno pena, di vedere inutili autostrade che poi dobbiamo pagare, di un presidente di regione accusato di far assumere le amiche e di sentire che si butteranno 50 milioni per fare un referendum inutile sull’indipendenza della Lombardia. Lega, dopo vent’anni di chiacchiere, hai rotto!

    1. Scritto da mario nigga

      mario, il MAROCCO costa poco ora… e la troveresti tutto cio che vorresti portare in italia… fai mica prima a trasferti tu… insieme agli altri 3 che la pensano come te… capisco tua moglie che vuole integrarsi con l’africano… ma tu che motivazioni avresti????

    2. Scritto da Luca

      E secondo te perchè cercano continuamente di sviare l’attenzione spostando la mira su immigrati e rom? Dopo tanti anni ormai lo abbimao imparato a nostre spese. Altro che rotto.