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Classifica degli Atenei Unibg: “In 6 anni guadagnati 8 posti e cresciamo ancora”

Michele Meoli, ricercatore all'Università di Bergamo, commenta la classifica annuale del Il Sole 24 Ore sugli atenei italiani e spiega perchè si deve essere ottimisti sulle potenzialità di crescita: efficienza, investimenti, finanziamenti e nuove assunzioni alla base del futuro sviluppo.

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La classifica annuale de Il Sole 24 Ore ha piazzato l’Università di Bergamo al 31esimo posto tra gli Atenei italiani statali, con un risultato di 49 punti su 100: 33esima per la qualità della Didattica, 34esima per quella della Ricerca, ottimi risultati per la concessione delle borse di studio e per l’internazionalizzazione ma anche tanti indicatori in chiaroscuro.

Tre le posizioni guadagnate rispetto alla rilevazione dello scorso anno, un piccolo balzo in avanti che, però, l’Università di Bergamo giudica molto più positivamente di quanto si potrebbe pensare: “Siamo davvero molto soddisfatti dai nostri risultati – commenta Michele Meoli, ricercatore di ingegneria del Gruppo di Ricerca HERE, Higher Education Research, dell’Unibg – Per il tipo di indagine condotta da Il Sole 24 Ore, da sempre penalizzante per il nostro Ateneo perchè esclude alcuni indicatori per noi fondamentali, il trentunesimo posto, tre posizioni più in su dello scorso anno è un grande risultato: in sei anni di rettorato Paleari, la nostra Università è passata dal 39esimo posto del 2009 all’attuale 31esimo. Guadagnare 8 posizioni in sei anni non è cosa da poco”.

Ciò che sottolineano dall’Ateneo bergamasco è che, a parità di risorse, si riesce ad essere più efficienti:Per numero di professori da noi il livello di efficienza è al massimo – continua Meoli – Siamo costruiti con criteri differenti rispetto a quelli presi in analisi per stilare questa classifica, ovviamente non scegliamo la nostra strategia in base a ciò che può farci guadagnare posizioni nelle considerazioni de Il Sole”.

Otto posizioni guadagnate in sei anni e la consapevolezza di poter crescere notevolmente nei prossimi anni, grazie ad una serie di interventi messi in atto e a risorse che continuano ad accumularsi e permetteranno di investire ulteriormente sulla didattica e di assumere docenti: la distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario, in particolare, nel 2015 è cresciuto di due milione e mezzo, passando dai 38 milioni dello scorso anno ai 40.550.336 di quello in corso.

“Per quanto riguarda i singoli indicatori i nostri punti di forza riconosciuti anche nell’analisi di quest’anno sono internazionalizzazione e diritto allo studio – conclude Meoli – Altri invece non tengono conto di alcuni provvedimenti presi: il programma Top 10 farà crescere l’attrattività, la sostenibilità sarà garantita dalla nuove risorse in arrivo, la ricerca tiene conto di dinamiche vecchie: tutto ciò ci porta ad essere ottimisti e convinti che, nei prossimi anni, anche il Sole 24 Ore si accorgerà dei nostri miglioramenti”.

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