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“Un negozio non è luogo di merce ma scambio, idee, musica”: addio Fiorucci

Fabio Santini traccia un ritratto semplice e vero di Elio Fiorucci e del suo stile: "Se Gianni Versace è stato il primo grande innovatore dell’Alta Moda italiana, Elio Fiorucci è stato il pioniere della moda quotidiana".

Addio Elio Fiorucci, padre della moda semplice, del pret-a-porter fantasioso, mondi di colori, idee che stupiscono nella loro disarmante semplicità, nel loro rincorrersi cromatico. Ottant’anni, lo spirito di un giovanotto, aperto alle idee di chi collaborava con lui.

Viaggiava nel mondo sin dal lontano ’65. Una sorella a Cambridge che giustificava le sue continue visite alla swingin’ London dei Beatles, di Mary Quant, di Biba, il marchio che ha cambiato il modo di vestire delle giovani inglesi. Pomeriggi interi persi ad ammirare i negozi di Oxford Street, Kensington, Carnaby Street.

E il primo punto vendita nel ’67 in Piazza San Babila a Milano, 1500 metri quadrati di idee, pareti bianche, ragazze in minigonna, sapore primordiale di una timida rivoluzione di costumi.

“Un negozio – diceva – non è luogo delle merci, ma degli incontri, degli scambi, di idee, musiche, immagini”. Si andava da Fiorucci perché c’era “Sgt. Pepper’s” dei Beatles che girava sul giradischi, perché nelle vetrine o all’interno dello store facevano bella mostra di sé le ultime creazioni importate da Londra o da New York. Perché lo stile di Fiorucci come la musica rock, la cultura di strada, le poesie cantate da Bob Dylan, la letteratura della beat-generation, di Jack Kerouac e Arturo Corso creavano il profilo di quel mondo giovane che si stava affermando contro il perbenismo e l’oscurantismo di una società arretrata e reazionaria.

Se Gianni Versace è stato il primo grande innovatore dell’Alta Moda italiana, Elio Fiorucci è stato il pioniere della moda quotidiana, mai banale, dello stupore e del buongusto collettivo.

Amava ripetere: “Il mio sogno? Pensare che un domani lo stile-Fiorucci sarà davvero alla portata di tutti e per tutte le tasche”. Nel 2006 la collaborazione con il marchio Oviesse. Quel sogno si è avverato.

Fabio Santini

Commenti

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  1. Scritto da L'ignorante

    Ricordiamo anche che ebbe 22 mesi di condanna per bancarotta, dopo aver lasciato un buco di svariati miliardi di lire a inzio anni 90?.