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Pensionati: arrivano rimborsi A 60.000 bergamaschi andranno circa 43 milioni

Saranno poco più di 60.000 i pensionati bergamaschi coinvolti dal rimborso che in questi giorni contribuirà a incrementare gli assegni pensionistici penalizzati dalla mancata perequazione degli anni scorsi, e su cui la Corte Costituzionale ha emesso sentenza di rimborso. La Fnp Cisl di Bergamo traccia il bilancio del Decreto Poletti: "La misura non recupera il potere d’acquisto” A 60.000 bergamaschi andranno circa 43 milioni

Saranno poco più di 60.000 i pensionati bergamaschi coinvolti dal rimborso che in questi giorni contribuirà a incrementare gli assegni pensionistici penalizzati dalla mancata perequazione degli anni scorsi, e su cui la Corte Costituzionale ha emesso sentenza di rimborso. Adesso, infatti, è ufficiale: con il voto del Senato di mercoledì’ scorso, è stato approvato definitivamente il decreto che sblocca questi rimborsi e così dal primo di agosto torneranno nelle tasche di 60 mila bergamaschi circa 43 milioni di euro.  Una “una tantum” che verrà riservata ad alcune fasce di pensionati “serve a poco.

I problemi legati alle pensioni sono ben altri”, dicono dalla segreteria FNP CISL di Bergamo, da sempre sulle barricate per questo tema. “È evidente che questa una tantum non restituisce il potere d’acquisto perso con il blocco delle pensioni del 2012-2013. La vera questione rimane quella di ridare un reale potere d’acquisto ai trattamenti che negli ultimi quindici anni è calato del 30%.

Sono in corso incontri con il ministro Poletti sulle tematiche pensionistiche – continua la nota della segreteria FNP – per rivedere i meccanismi Fornero, ma anche per stabilire un sistema di perequazione che leghi le pensioni al costo reale della vita. Va inoltre fatto un ragionamento sull’imposizione fiscale che per i pensionati italiani è la più alta d’Europa. I pensionati pagano in Italia più tasse di quando lavoravano in quanto la parte esente da tasse è inferiore a quella prevista per il lavoratore attivo”.

Il testo approvato dal Senato, ora attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Secondo il decreto approvato, hanno diritto agli arretrati di perequazione per il periodo 2012/2013 i trattamenti pensionistici superiori a 3 volte il trattamento minimo, ma inferiori a 6 volte lo stesso trattamento (per cui da un minimo di 1443 a un massimo di 2885 € mensili).

Sono quattro gli scaglioni individuati dal decreto per il rimborso: sarà del 40% per gli assegni tra 1.443 e 1.924 euro, al 20% tra 1.924 e 2.405 euro, al 10% tra 1.924 e 2.885 euro; In pratica, una pensione da 1.500 euro, soglia dove si colloca la maggioranza dei pensionati, maturerà un rimborso di 796,27 euro, comprensivo delle somme del 2012, del 2013 e del 2014.

Il bonus di rimborso sarà sottoposto al regime della tassazione separata (al 23%) per quanto riguarda tutti gli arretrati fino al 2014; per le somme maturate dal 2015 invece ci si applicheranno le aliquote fiscali della tassazione ordinaria. Il costo complessivo dell’operazione a livello nazionale è di 2,2 miliardi di € per circa 3,7 milioni di pensionati. Dalla FNP CISL di Bergamo ricordano che in caso di decesso avvenuto dopo il 2011, i titolari di pensione di reversibilità dovranno presentare domanda all’INPS dei ratei maturati e non riscossi nei limiti della prescrizione di 5 anni.

Gli uffici INAS-CISL e FNP sono a disposizione per formalizzare le istanze da effettuare dopo il primo agosto, ma anche per coloro che volessero verificare la correttezza dell’importo in pagamento.

Commenti

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  1. Scritto da Moira

    Aveva ragione Renzi: ci stiamo arricchendo!