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Classifica delle università Bergamo 31esima in Italia Eccelle in borse di studio

L'Ateneo bergamasco si piazza a metà della speciale graduatoria stilata da Il Sole 24 Ore che analizza la qualità della Didattica e della Ricerca: ottimo il risultato per le borse di studio, con il 100% degli aventi diritto che la ricevono. Rimandata in Attrattività e Alta Formazione.

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Trentunesimo posto su 61 atenei statali, con un punteggio di 49 punti su 100: è questo il risultato dell‘Università di Bergamo nella speciale classifica stilata come ogni anno da Il Sole 24 Ore che analizza la qualità della didattica e della ricerca focalizzandosi su 12 indicatori specifici con dati messi a disposizione dal Ministero dell’Università e dall’Anvur e che quest’anno ha premiato l’Università di Verona tra le statali e la Bocconi di Milano tra quelle non statali.

Risultati in chiaroscuro per l’Ateneo bergamasco che nelle due macroaree della Didattica e della Ricerca si piazza rispettivamente al 33esimo e al 34esimo posto, con 52 e 47 punti su 100: un leggerissimo passo in avanti rispetto alla graduatoria stilata 12 mesi fa, quando Bergamo era 34esima della generale con 48 punti su 100, e rispetto al 2013, quando a essere presi in esame erano solamente 9 indicatori e l’Unibg era al 41esimo posto con 395 punti su 900.

Scendendo nel dettaglio degli indicatori, Bergamo eccelle solamente in “Borse di studio”, con una percentuale del 100% di idonei che l’hanno ricevuta: l’Ateneo bergamasco è a pari merito con altri 27 ma il balzo in avanti rispetto all’ultima rilevazione, quando era all’86,4%, è stato notevole.

Unibg che non fa male nemmeno nella “Mobilità”, ovvero la percentuale di crediti ottenuti all’estero sul totale: è dodicesima in Italia con l’1,67% e con numeri praticamente in fotocopia rispetto alla classifica 2014 quando, però, lo stesso valore valeva per l’ottavo posto.

Bergamo sta sempre nella prima metà della classifica per quanto riguarda la “Dispersione”, la percentuale di immatricolati che si reiscrivono al secondo anno nello stesso ateneo (24esima con il 76,4%), “Efficacia”, media pro capite dei crediti formativi ottenuti in un anno dagli iscritti attivi (22esima con 36,3), “Ricerca”, giudizi ottenuti dai prodotti di ricerca nella valutazione Anvur (24esima), e “Fondi Esterni”, capacità di attrazione di risorse per progetti di ricerca (24esima).

Da rivedere i risultati nell’Attrattività, la percentuale di immatricolati fuori regione sul totale degli immatricolati (52esima con il 3,6% ma il dato è in crescita), “Sostenibilità”, numero medio di docenti di ruolo nelle materie di base e caratterizzanti per corso di studio (49esima con 9,9), “Stage”, la percentuale di crediti ottenuti in stage sul totale (44esima con l’1,72%) e “Alta formazione”, giudizi ottenuti dall’alta formazione nella valutazione Anvur (50esima).

Non disponibili i dati relativi alla soddisfazione dei laureandi sui corsi di studio e all’occupazione degli studenti a un anno dal titolo.

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Commenti

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  1. Scritto da mattia

    La passata classifica riguardava l’allocazione del FFO, basata su criteri differenti, tra i quali l’efficienza dell’Ateneo (criterio costo standard). Indicatori di efficienza non però sono presenti nella classifica del Sole. La discrepanza tra le due classifiche, e soprattutto la presenza nelle prime posizioni nell’allocazione di fondi statali, sottolinea come l’Univ abbia beneficiato solo di recente di importanti risorse (sottofinanz storico) che la porteranno a guadagnare posizioni.

  2. Scritto da sergio

    settimana scorsa se non ricordo male, un articolo diceva l’uni bg era al quarto come contributi dello Stato.
    come mai in questa classifica di merito è cosi in basso ?
    grazie

    1. Scritto da oplà

      beh, scusi che risposta vuole? la danno queste classifiche e i numeri. Tanti studenti, qualità assai meno. Titoli di stato a buon prezzo…

    2. Scritto da Michele

      L’articolo di settimana scorsa riguardava la distribuzione dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario). Bergamo registrava il quarto incremento fra tutti gli atenei italiani, il terzo escludendo gli istituti speciali.
      Il Ministero non usa le logiche del Sole 24 ore. Soprattutto, valorizza efficienza (attraverso la logica dei “costi standard”), dove Bergamo eccelle, e qualità della ricerca (la cosiddetta quota premiale)