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Cinque studi d’architettura in gara per progettare il futuro della Montelungo

Ex Caserme Montelungo-Colleoni: CDPI Sgr d’intesa con il Comune ha selezionato i 5 studi di architettura candidati per la progettazione dell’area. Il 20 novembre 2015 la scelta del Gruppo vincitore del concorso.

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Il Comune di Bergamo e CDP Investimenti Sgr, società controllata da Cassa depositi e prestiti, annunciano che venerdì 17 luglio sono stati selezionati i 5 studi di architettura candidati per la progettazione dell’area delle ex Caserme Montelungo–Colleoni.

L’Assessore alla riqualificazione urbana, edilizia pubblica e privata, patrimonio immobiliare del Comune di Bergamo, Francesco Valesini e il Direttore Generale di CDPI Sgr Marco Sangiorgio esprimono compiacimento per la grande e qualificata partecipazione al concorso internazionale di progettazione per la Riqualificazione e Riconversione Funzionale delle Ex Caserme Montelungo-Colleoni.

Il concorso è stato bandito lo scorso 11 maggio 2015 da CDP Investimenti Sgr d’intesa con l’Amministrazione Comunale, per affrontare la riqualificazione e la messa a sistema di un’area strategica della città di Bergamo. La partecipazione al concorso richiedeva agli architetti un curriculum e tre pagine che dimostrassero progetti esemplari inerenti al tema del bando: sono pervenute più di cento candidature, provenienti da sette paesi Europei, e con una composizione estremamente internazionale.

Nello specifico, mentre circa la metà delle candidature è stata formata da gruppi di progettisti quasi esclusivamente italiani, per la seconda metà è stata molto significativa la collaborazione tra professionisti stranieri e italiani. Trattandosi di un concorso di progettazione urbana, ciò ha determinato la candidatura di gruppi piuttosto numerosi in cui sono riconoscibili le competenze, oltre che degli architetti, anche di urbanisti, paesaggisti, esperti di restauro e recupero architettonico società di ingegneria e di valutazione dei costi.

L’elenco dei candidati è stato effettivamente rappresentativo del panorama della progettazione urbana e dell’architettura contemporanea europei, caratterizzato da numerosi professionisti di grande valore e capacità. I candidati selezionati per la fase finale del concorso presentano approcci e competenze specifici per la trasformazione dell’area, permettendo dunque un confronto tra diversi atteggiamenti rispetto al recupero degli edifici preesistenti.

A seguire la lista dei 5 finalisti:

• David Chipperfield srl (Londra-Milano)

• Nieto Sobejano arquitectos slp (Madrid- Berlino)

• Inês Varela Maia Lobo (Lisbona)

• Barozzi/Veiga (Barcellona-Coira)

• Joaõ Maria Godinho de Paiva Ventura Trindade (Lisbona)

Nella seconda fase del concorso, che terminerà il 20 novembre 2015, questi diversi approcci saranno messi a confronto per scelta del vincitore del concorso internazionale.

GORI: PREMIATI COMPETENZA E MERITO

“La qualità e il profilo internazionale degli studi d’architettura selezionati – dichiara il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori – sono tali da rendere a tutti evidente l’importanza del progetto di riqualificazione promosso dal Comune e da Cassa Depositi e Prestiti. Studi di valore internazionale nei prossimi mesi lavoreranno per Bergamo. È il primo importante risultato di un percorso che torna finalmente a premiare la competenza e il merito.”

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Commenti

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  1. Scritto da Chiara

    Renzo Piano è Renzo Piano. Non mi riferisco agli architetti di Bergamo (ce ne sono di bravi per carità, anche se pochi), mi riferisco ai migliori studi di architettura italiani, che sono sicura, hanno partecipato.

  2. Scritto da G.Mazz.

    Quel rudere è da demolire e costruire tutto ex novo: non ha alcun valore né storico, né artistico.
    Spero che il bando preveda sola la riedificazione dell’area.
    Per quest’opera. di valore locale, bastavano architetti locali.
    G.Mazz.

    1. Scritto da kauppa

      Scommettiamo che vincerà Ines Lobo ? Sarà un caso ma sarà così….concordo sul fatto che di artistico o di storico non abbia un gran valore ma se c’è di mezzo la soprintendenza mi sa che non si potrà toccare del resto l’esempio della splendida fontana, si fa per dire alla stazione, né è la prova…abbiam un rudere di fontana che ha di fatto bloccato tutto il restiling del piazzale ,ma la soprintendenza è la soprintendenza…..

  3. Scritto da Alberto

    E te pareva che i piddini non andassero a dare altri soldi pubblici all’estero invece che far lavorare validi architetti italiani? D’altronde per loro è una tradizione…

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Se i finalisti fossero stati italiani, lei sarebbe partito con una litania sul provincialismo, la corruzione e gli amici degli amici. Del resto, quando uno critica a prescindere, è inevitabile che la critica riveli molto più sul suo autore che non sul suo oggetto, su cui l’autore è del tutto ignorante.

    2. Scritto da Piccoli Mondi

      Perchè “italiani” ? Architetti abitanti del quartiere sarebbe stato più giusto (in assenza anche un geometra …. ) .

  4. Scritto da emiliano

    Nel 1971 Renzo Piano e Richard Rogers, poco più che trentenni, vinsero il concorso internazionale di architettura per la realizzazione del Centre Pompidou a Parigi, Parteciparono 681 studi provenienti da tutto il mondo. Renzo Piano ha più volte ammesso che senza l’opportunità del concorso parigino probabilmente la sua carriera professionale non sarebbe stata la stessa. Non è solo una questione di provenienza ma di concedere opportunità a tutti i giovani architetti del mondo.

  5. Scritto da aldobrando

    … non preoccupatevi che già ci sono architetti bergamaschi pronti a salire sul tram giusto… e quando dico tram… vediamo se qualcuno coglie il suggerimento…

  6. Scritto da Franco forcella

    Rispettate le quote rosa, ma anche i curricula? Possibile che non ci fossero italiani qualificati? Eppure i partecipanti erano piu’di cento

  7. Scritto da kappa

    Ma Ines Lobo non è la stessa del piazzale Marconi ? O forse mi sbaglio !!! Help us

    1. Scritto da Eehh ?

      Tranquillo , di quello di adesso , non di prima.

  8. Scritto da Chiara

    Nemmeno un italiano??? Ok chiamare stranieri di fama internazionale, ma trovo secondo me importante valorizzare gli studi di architettura italiani che conoscono meglio il territorio.

    1. Scritto da Du Maroni

      A Parigi e Berlino allora R.Piano non avrebbe dovuto lavorare , non conosceva il territorio.
      Uno (a caso) di Seriate ti sarebbe andato bene ?