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Yara, da Chiasso per Bossetti ma ha i pantaloni corti: per Giorgio niente udienza

Il simpatico 59enne svizzero venerdì 17 luglio è partito da Chiasso per seguire il processo a Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. All'ingresso del palazzo di giustizia, però, si è presentato coi pantaloni corti ed è stato rispedito a casa: per lui niente udienza, nonostante l'accredito ricevuto da tempo.

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Sveglia alle 5.30, colazione in tempo da record e subito sul treno per Bergamo. Alle 10.30 c’è la seconda udienza del processo a Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di essere l’omicida della piccola Yara Gambirasio. Un caso, quello della giovanissima ginnasta di Brembate Sopra, che ha attirato l’attenzione di tutta l’Italia. E non solo, a quanto pare, perché Giorgio, simpatico 59enne svizzero, è partito addirittura da Chiasso alle prime luci dell’alba per assistere al processo di Bossetti, dopo aver ricevuto l’ok dal Tribunale per l’accredito indispensabile per entrare nell’aula della Corte di assise.

Giorgio, però, ha commesso un errore alquanto clamoroso per uno come lui, che di processi ne ha già seguiti diversi ("Non mi sono perso niente di quello di Erba alla coppia Rosa e Olindo", ci tiene a precisare): indossa dei pantaloni corti, non ammessi all’interno del palazzo di giustizia. Per lui non c’è niente da fare, è costretto a lasciare il Tribunale a testa bassa senza comunque perdere il sorriso: "Mi sono svegliato presto per essere qua alle 10 ma pazienza, sarà per la prossima volta" commenta mentre lascia via Borfuro, consolato dal responsabile della polizia locale di Bergamo: "Per l’udienza di settembre non portare il pranzo, sei ospite mio".

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