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“Quei due giovani profughi hanno portato gioia a casa mia, vorrei ospitarli”

Quella che vi raccontiamo è una storia che va controcorrente rispetto a quanto si legge, soprattutto sui social network, ma non solo. E' la storia di Anna, Lamin e Modou.

Quella che vi raccontiamo è una storia che va controcorrente rispetto a quanto si legge, soprattutto sui social network, ma non solo.

E’ la storia di Anna, Giorgio, Lamin e Modou.

Anna vive con il marito Giorgio a Urgnano; Lamin e Modou ad Urgnano ci sono arrivati nel marzo 2014, al termine di una straziante odissea culminata nel viaggio in mare che li ha visti emigrare dalla Libia per abbracciare le coste della Sicilia, scortati da un barcone della marina militare italiana.

Fin qui, nulla di strano. O meglio, di diverso dalle centinaia di storie che ogni giorno provengono da tutte quelle persone che decidono di abbandonare la terra d’origine per sfidare il mare, muniti di bagagli carichi di sole speranze, alla ricerca di un futuro migliore.

Anna conosce Lamin e Modou (due ragazzi di 21 e 26 anni) per caso, mentre passeggia con i suoi cani.

Col passare dei giorni, quelli che erano semplici saluti di cortesia si trasformano in ascolto interessato delle loro storie.

Quei racconti, poco a poco, evolvono in amicizia. Un’amicizia tra opposti, perché Anna è benestante, mentre Lamin e Modou sono l’ultima ruota del carro. Ma non importa.

Anna si rivolge alla Battaina – la struttura di Urgnano che fornisce assistenza ai profughi – e passo dopo passo li integra nella sua quotidianità: Lamin e Modou iniziano a frequentare casa, portano a spasso il cane, svolgono commissioni, puliscono il giardino e tagliano l’erba del prato. Con un sorriso che non tramonta mai e tanta buona volontà, conquistano la sua fiducia.

Il tutto, con la sincera approvazione e compartecipazione del marito di Anna e dei suoi genitori: "La mia è una scelta coraggiosa ma necessaria – afferma Anna – volta a stemperare l’allarmismo che in questi giorni gravita attorno la questione profughi. Sono ragazzi come i nostri, con un’esperienza di vita difficile alle spalle. Mi trovo in perfetta sintonia con quanto detto dal Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, l’intervento di privati e parrocchie può tornare utile. Se diciamo ‘no’ ai migranti, non è che questi scompaiono o tornano sui barconi".

Attualmente Lamin e Modou stanno a casa di Anna e rientrano in Comunità soltanto la sera per dormire, tranne in alcune rare occasioni.

La Comunità, infatti, è costantemente aggiornata sugli sviluppi del caso.

"Mi piacerebbe dare il buon esempio – prosegue Anna – e aiutare questi ragazzi in modo concreto".

Ma è proprio qui che sorgono nuovi problemi.

Una volta arrivati in Italia, infatti, gli emigranti fanno richiesta di asilo politico alla Commissione Territoriale. Una richiesta che nella stragrande maggioranza dei casi non viene accolta.

"Coloro che hanno diritto ad ottenere asilo politico – spiega l’avvocato che ha preso in custodia il caso dei due ragazzi – sono coloro ai quali viene riconosciuto lo status di rifugiati. Persone in fuga da persecuzioni, torture o guerre; persone perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalità, gruppo sociale o opinione politica. E che, ovviamente, riescono a dimostrarlo".

"Lamin e Modou hanno già presentato richiesta ma questa non è stata accolta – spiega Anna – L’iter burocratico è lungo e complicato e l’idea di non poter trovare una soluzione ci spaventa molto. Lamin e Modou, del resto, sono con noi da quasi un anno e li consideriamo parte della famiglia".

Ecco, una storia vera, una storia di casa nostra. Che potrebbe anche non avrà un lieto fine, ma che già ha una nota lieta: l’invito a conoscerle, queste persone. A non vederle come "il nemico" ma a considerarle persone, con il loro carattere, con i loro problemi, con i loro lati positvi e quelli negativi. Come tutti del resto.

Fabio Viganò 

Commenti

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  1. Scritto da lamin

    Grazie anna

  2. Scritto da Mario

    Non è possibile ospitare tutti i richiedenti, il resto sono solo parole da persone culturalmente disoneste, dedite solo a creare povertà che è linfa che produrrà ulteriore povertà che fa comodo a chi?

  3. Scritto da beppe

    Ah ah ah… E come ci vanno in Inghilterra? A nuoto? Oppure sulle coste di Bretagna e Normandia ci sono gommoni e barconi tipo Libia? La veritá è che il resto dell’Europa ci sta lssciando soli davanti a un problema oramai dilagante…

  4. Scritto da segnalatore

    Non prendiamoci in giro per favore. Queste situazioni non hanno nulla a che fare con il problema dell’invasione dei clandestini. La questione va affrontata alla radice. E’ chiaro che situazioni personali positive si possono riscontrare ovunque.

  5. Scritto da beppe

    La solidarietà non dovrebbe avere ostacoli sia che si tratti di italiani o stranieri. Non dovrebbe avere confini… Infatti a ventimiglia ci hanno chiuso la porta in faccia. Grazie cugini d’oltralpe. Liberté Fraternité Egalité…..

    1. Scritto da luca

      E chiamali scemi i francesi. Sanno benissimo che quelli che vogliono andare un Gran Bretagna vengono respinti.

  6. Scritto da mario59

    Credo che che la maggior parte di chi scappa da situazioni inimmaginabili, siano persone di buona indole.
    Il problema sono quelli che vengono nel nostro paese a delinquere, questo non favorisce la disponibilità della maggior parte degli Italiani, che comprendo e condivido.
    Lo stato purtroppo non è in grado di rimediare a tutto questo.
    Sarebbe buona cosa se gli stranieri che vivono nel nostro paese nel rispetto della legalità, si facessero sentire per condannare a loro volta, chi delinque

  7. Scritto da complimenti

    faccio i complimenti ad Anna per il grande esempio di umanita’ e generosita’. Dall’articolo si evince (cosa che salvini non vi dira’ mai) che la stragrande maggioranza di queste persone oltre ad essere molto piu’ perbene di tanti bergamaschi, è “costretta” dalla nostra burocrazia a rimanere nel nostro paese in quanto se ci fosse una valutazione piu’ scorrevole delle richieste non ci sarebbe alcuna emergenza che invece viene creata “ad arte” per guadagnare economicamente ed elettoralmente

    1. Scritto da dancar

      guardi che, giusto pochi giorni fa (non ricordo se a “Dalla vostra parte” o altro programma TV) , Salvini si è lamentato della lentezza della valutazione delle richieste.

  8. Scritto da dancar

    bella storia e complimenti sia alla famiglia per la solidarietà e ai due ragazzi (erroneamente chiamati profughi nell’articolo, non avendo ottenuto status non possono essere definiti tali) per essersi integrati.
    sarebbe bello vedere più famiglie che aiutino così anche i bergamaschi in difficoltà.

    1. Scritto da a

      Dancar…devono fare tutto gli altri?

  9. Scritto da cives

    grazie per l’esempio di umanità

  10. Scritto da marco

    perfetto, qualcuno procuri l’infarto a Salvini sottoponendole l’articolo. hahahahahahaha

    1. Scritto da silvia

      perfetto, qualcuno procuri un libro di grammatica a Marco per fargli capire la differenza fra maschile e femminile