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Nuovi sbarchi, 3200 persone Maroni: “Sono clandestini, la nostra linea non cambia”

Il presidente della Lombardia Roberto Maroni ha annunciato che l'atteggiamento di chiusura della Lombardia nei confronti dei migranti non cambierà.

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L’emergenza profughi non è finita. Anzi, ogni giorno sulle coste della Sicilia sbarcano centinaia di persone in arrivo dall’Africa. Nell’ultimo fine settimana addirittura 3200, che saranno destinate a strutture di accoglienza. Il presidente della Lombardia Roberto Maroni ha annunciato che l’atteggiamento di chiusura della Lombardia non cambierà. "La linea della Regione non cambia – ha spiegato margine dell’inaugurazione del nuovo blocco degli Spedali civili di Brescia -. Per prima cosa non si tratta di profughi ma di immigrati clandestini. La Regione non è stata e non è minimamente coinvolta. Da parte nostra – ha concluso – c’è disponibilità a collaborare ma a due condizioni, primo, essere coinvolti, cosa che non avviene; secondo, il principio di equità".

Esprime forte preoccupazione anche l’onorevole bergamasco di Forza Italia Gregorio Fontana: “Con questi numeri, da qui alla fine dell’anno rischiamo di battere ogni record di arrivo di migranti nel nostro Paese, considerando anche che nei soli primi sei mesi del 2015 in Italia, secondo i dati dell’Oim, via mare ne sono giunti 74 mila. Il governo, adesso, deve dire chiaramente cosa ha intenzione di fare. Fino ad ora ha solo assistito impotente a questi sbarchi. Questa emergenza ha, di fatto, modificato la gestione dei migranti, che prima sostavano alcuni giorni nei centri d’assistenza per poi essere mandati a ulteriori destinazioni, ora invece vengono inviati direttamente sul territorio. Così si spiega l’arrivo, anche in Lombardia e in bergamasca, dei migranti che, in condizioni difficili e spesso senza nessun tipo d’identificazione, sbarcano direttamente dalle navi che li traggono in salvo. Il governo, a oggi, non ha dato nessuna risposta concreta a un’emergenza che sta assumendo dimensioni senza precedenti, ma ha solo scaricato le responsabilità a Prefetture ed enti locali”.

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