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Badante sfruttata? “La Cisl non guarda al colore di chi le chiede sostegno”

In risposta alla lettera di Roberto Pedretti in cui criticava in modo duro la Cisl che lo aveva accusato di sfruttare una badante straniera (leggi), il sindacato ha a sua volta inviato alcune precisazioni a Bergamonews.

In risposta alla lettera di Roberto Pedretti in cui criticava in modo duro la Cisl che lo aveva accusato di sfruttare una badante straniera (leggi), il sindacato ha a sua volta inviato alcune precisazioni a Bergamonews.

Spiace constatare come il servizio che Bergamonews sta benemeritamente affrontando sul versante dei pregiudizi e dell’intolleranza si scontra con una buona parte della sua base di lettori, che sono d’altronde parte della popolazione provinciale, che su intolleranza e pregiudizi hanno fondato la propria logica e parte della propria esistenza.

In questa situazione, comunque, il sindacato, e la Cisl di Bergamo in particolare, per sua natura accoglie quanti ne chiedano l’intervento e, stimata la situazione decide se appoggiare la causa di chiunque, a prescindere dalla sua origine, colore, o tessera politica.

La Cisl lo fa, e lo fa da sempre, a dispetto del fatto che tra i suoi iscritti il 10% circa sia immigrato, contro il 90 di italiani.

Non entriamo nel merito della questione sollevata dal signor Pedretti: l’ufficio vertenze della Cisl apre mediamente 3000 pratiche all’anno. Alcune si vincono, altre purtroppo si perdono, ma non si ricorre a mezzucci per vincere a tutti i costi, e non si fanno cause solo per gli stranieri a discapito degli italiani.

Nel 2014 le vertenze aperte dalla Cisl e promosse da lavoratori extracomunitari è stata del 16,8%.

Non credo che questo voglia dire accanirsi contro i poveri italiani (che tra l’altro, nella maggior parte dei casi hanno perso la causa, quindi tanto poveri non erano). Da sempre la nostra attenzione è rivolta in egual misura, sia alle famiglie che alle assistenti familiari, fatto assai noto che potrebbe essere testimoniato da molti.

L’attenzione del sindacato prescinde dalla provenienza degli utenti: il lavoratore, tra l’altro iscritto o meno, ha sempre un occhio di attenzione da parte della Cisl, e così è successo anche per la signora in questione.

La Cisl non ha mai fatto “politica” nel senso stretto della parola: attaccare la Lega per il gusto di farlo non è mai entrato nella nostra attività, così come verso altri partiti.

La Lega possiamo attaccarla politicamente sulle questioni di merito, come spesso è accaduto. Non abbiamo bisogno di espedienti.

Inoltre, l’ufficio vertenze della Cisl di Bergamo non seleziona testimoni e non punta a “colpire gli italiani che danno opportunità di lavoro agli stranieri”. Purtroppo, però, qualche volta tra questi italiani ci sono anche caporali, imprenditori senza scrupoli e rapporti poco chiari: non è razzismo cercare di difendere chi può rimanere vittima di queste situazioni.

È e rimane razzista chi continua a pensare il contrario.

Commenti

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  1. Scritto da a

    La solita fissazione xenofoba leghista. La dimostrazione è semplice: se la badante fosse stata italiana (a un mio conoscente e’ successa la stessa cosa con badante bergamasca) nessuna pubblica denuncia sarebbe stata fatta.

  2. Scritto da Sére

    Le contraddizioni in cui cade la CISL sono solo apparenti o son vere? Innanzitutto bisogna valutare il sindacato come un “Ente di parte” e non come una “organo di giustizia”. Quindi, da lavoratori dipendenti, il nostro scandalo sta nello scoprire il volto a noi avverso del sindacato (e noi con la tessera in tasca!), disposto a credere a quelle verità, che ogni tanto son farcite da solenni bugie. E’ il giudice che amministra la Legge.

  3. Scritto da il polemico

    “Non credo che questo voglia dire accanirsi contro i poveri italiani……”,ma se però prima di mandare una specie di minaccia per far pagare 5mila euro.avessero almeno convocato se non le 2 parti,almeno il datore di lavoro,avrebbero evitato di fare la figura dei salami e dei difensori degli stranieri a prescindere se sono nel torto o nella ragione….,però sono procedure che il loro avvocato dovrebbe conoscere,o non le conosce?si difende il truffaldino pretendendo di avere ragione…

  4. Scritto da Paolo M.

    «alcune si vincono, altre purtroppo si perdono» Purtroppo? quando siete nel torto è giusto e sacrosanto che perdiate! come quando siete nella ragione è giusto e sacrosanto che vinciate.

    Quello che ho capito dalla vicenda è che, prima di agire per vie legali, non vi interessate se il vostro assistito è dalla parte della ragione o dalla parte del torto! E di questo non bisogna andar fieri!

    1. Scritto da Tonio

      Esatto..il loro problema è proprio questo. Difendere il lavoratore (o presunto tale) anche se i fatti dimostrano esattamente il contrario e trattare il datore di lavoro sempre e comunque come un nemico. Estremamente scorretti.

      1. Scritto da Pedro

        Mah.. Secondo me siete fuori strada.. Io dico che chiunque intenda intraprendere una causa é convinto di avere ragione.. Poi alla fine una delle due parti ottiene la sentenza favorevole, l’altra no. Se fosse come dite voi, non servirebbero E non esisterebbero i tribunali, i giudici ed i magistrati.. Sarebbe probabilmente un mondo migliore… Fantasylandia

  5. Scritto da Carlo

    La CISL (a cui si è “obbligati” a ricorrere data la disumana e scellerata burocrazia italica) è soltanto un ente fittizio per espletare le pratiche. Quando l’imprenditore decide di licenziare lo fa nonostante i sindacati. Essi aiutano soltanto i lavoratori nella compilazione dei moduli per ottenere mobilità o cassa integrazione. E si preoccupano, come auto-premio, di mandare in politica i loro leaders sindacali con diarie principesche, nonostante l’abbattimento dei diritti dei lavoratori