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Treni, puntualità diminuita: Scandella e il Pd bocciano la gestione Sorte

Il Pd regionale fa il punto della situazione e per verificare i risultati ottenuti in questi primi sei mesi da Trenord. E boccia l'operato dell'assessore Sorte: "Tirando le prime somme possiamo dire con certezza che il piano puntualità decantato a gennaio è fallito".

“E’ il tempo di fare un bilancio del primo semestre della nuova gestione del trasporto ferroviario regionale”. Così il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella ha esordito, giovedì mattina, in una conferenza stampa convocata al Pirellone dal gruppo regionale democratico per fare il punto della situazione e per verificare i risultati ottenuti in questi primi sei mesi da Trenord.

“Sulla base dei dati raccolti riteniamo che il servizio ferroviario offerto sia ancora largamente insufficiente – dichiara Scandella – rispetto al 90% auspicato da Trenord ad inizio anno ad oggi l’indice di puntualità nei giorni festivi nelle ore di punta è sceso in tre mesi dall’82 al 77% segnando un ribasso di ben cinque punti percentuali. Per non parlare del numero delle soppressioni, che tanto fanno infuriare i pendolari, che hanno subito sempre nello stesso periodo, un incremento di quasi 150 treni cancellati. Non si può andare avanti così – aggiunge – senza un piano industriale serio e con una gestione da parte della Regione da dilettanti allo sbaraglio: ancora oggi non si conoscono con esattezza quanti treni nuovi circolano sulla rete ferroviaria regionale e quali linee servono – precisa -, per non parlare di quelli che ancora devono essere immessi sui quali a richiesta ufficiale all’assessore Sorte abbiamo avuto solo risposte vaghe”.

Ed è proprio sull’operato dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Sorte che il consigliere Scandella rivolge la sua critica. “L’assessore è un gran chiacchierone, abbiamo lasciato sei mesi di tempo a lui e all’amministratore delegato di Trenord di insediarsi e di operare per il bene dei pendolari lombardi. Tirando le prime somme possiamo dire con certezza che il piano puntualità decantato a gennaio è fallito. Una disfatta che diventa ancor più evidente se si paragonano i dati della Lombardia con il resto del nord Italia: la nostra regione è fanalino di coda – continua – segna uno scarto negativo che varia dai cinque ai dieci punti percentuali. Ad oggi, inoltre, ancora non è dato sapere come verrà riorganizzato il sistema ferroviario una volta concluso Expo. L’unica certezza è il piano di razionalizzazione annunciato per l’intero mese di agosto che svantaggia, e non poco, interi territori: penso ad esempio alla linea Cremona –Treviglio – Milano ed ai collegamenti da Milano verso Bergamo e Brescia”.

Commenti

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  1. Scritto da Miles Teg

    A più livelli manca totalmente la volontà di risolvere la situazione perchè in fondo fa più comodo così: i politici possono sfruttare la situazione per fare annunci e lanciare slogan che non portano a nulla, altri per richiedere soldi che finiscono nelle tasche di amici di amici o sprecati, altri per dare addosso agli statali
    (comunque non esenti da colpe), altri per fare scaricabarile e dare la colpa a RFI, regione, Italia, società. Il tutto sulla pelle di pendolari e studenti.

  2. Scritto da contribuente

    prendersela con sorte è come sparare sulla croce rossa ;)

  3. Scritto da MAURIZIO

    Ma cosa c’entrano l’assessore regionale di turno o il direttore generale delle ferrovie con la Porsche Cayenne pagata con lo stipendio pubblico?? Nulla!! E’ un sistema pubblico che non funziona, non una persona! Il sistema non deve fornire un servizio, ma deve dare occupazione ai dipendenti statali consumando la ricchezza privata. Punto. Basta con i discorsi infantili e in malafede delle anime belle.

    1. Scritto da bassaiolo

      I dipendenti di Trenord sono più regionali che statali e poi ha letto di come qualche dirigente delle Nord e figli spendevano i soldi di questa azienda. o di quel top manager neppure laureato che è finito agli arresti domiciliari per bancarotta, il pesce puzza sempre dalla testa……

    2. Scritto da peter

      basta anche con le anime brutte che generalizzano e se la prendono con i dipendenti statali… guardi che la maggior parte di loro prende poco più di 1000 euro al mese, ed il problema sono invece i consulenti, pagati fior di soldoni, ed i dirigenti. questi avrebbero il compito di “far funzionare” i servizi, invece prendono stipendi da favola per fare l’esatto contrario… e andare in giro con la porsche cayenne

      1. Scritto da MAURIZIO

        Il dipendente onesto lavora in un sistema regolato da norme che non vogliono e non devono garantire la qualità di un sevizio. Tale dipendente può essere più puro di Papa Francesco, ma non riuscirò mai a lavorare con soddisfazione. Ovvio che non ne abbia colpa. Colpa enorme, invece, ne ha la sua categoria, formata dalle centinaia di migliaia di dipendenti onesti che non hanno mai organizzato uno sciopero contro quelle norme conosciute a memoria. Meglio la pensione che le grane.

        1. Scritto da peter

          le rispondo citando quel che ha già scritto qualcun altro: il pesce puzza dalla testa. so che non la convincerò, ma conosco fin troppo bene questo ambiente e ritengo, a differenza di quanto lei sostiene, che il problema siano i vertici, i dirigenti, che guardacaso hanno compensi faraonici e guardacaso non sono lì per concorso ma per nomina diretta. quindi è sempre qualcuno da accontentare per motivi politici, e non scelto per effettive capacità…

  4. Scritto da renata

    siamo conciati malissimo e tutti se ne fregano, BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA