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Troppa vita smorza l’arte? Le domande e le risposte nel romanzo di Angelo Roma

Ostuni, la madre, il cinema... "Ancora più vita", edito da Mondadori, è il nuovo romanzo di Angelo Roma, pugliese di nascita, bergamasco d'adozione. Una storia lunga un'esistenza intera: "Ho cercato di ricreare la spensieratezza e la felicità che possono dare solo i luoghi in cui si è trascorsa l’adolescenza".

“Chi sono non ha importanza. I nomi e i cognomi non contano”. Comincia così “Ancora più vita”, il nuovo romanzo, edito da Mondadori e con già moltissime copie vendute in poche settimane, di Angelo Roma.

Pugliese d’origine, bergamasco d’adozione, è oggi al suo quinto romanzo, ambientato nella città di Ostuni “il mio luogo del cuore”, ci dice con una certa emozione. “Ho cercato di descrivere la bellezza della Puglia, di rendere quei paesaggi reali nell’immaginazione del lettore e, ancora di più, di ricreare la spensieratezza e la felicità che possono dare solo i luoghi in cui si è trascorsa l’adolescenza.”

Una storia che parla di una città, di una famiglia – vero e proprio clan – che conduce una vita semplice e vera, di un piccolo adolescente prodigio – “una persona normale, dunque eccezionale” – e del suo amore per il cinema – da bambino era chiamato “Lu Reggista” -, amore che lo porterà fino a Hollywood, fino alla conquista di un Oscar e all’acclamazione internazionale.

Ma che, dopo le glorie dello star-system, deciderà di tornerà alle sue radici, a quella vita fatta di poesia del quotidiano dove è facile sentirsi a casa. Ostuni, appunto, luogo denso d’amore e bellezza, come la vita del protagonista senza nome.

Eppure la ricchezza di un artista risiede nei tormenti di una vita pienamente vissuta e, allora, come può un uomo che, giunto alla fine dei suoi giorni, si ritrova ad avere più rimpianti che rimorsi, dirsi artista?

In effetti, non può esserlo. E il nostro protagonista ne è consapevole: "Ho avuto troppo amore per dirmi artista. Per questo le storie che ho raccontato nei miei film non rimarranno", recita l’ultimo capitolo del romanzo.

“Ancora più vita” ha dato l’opportunità ad Angelo Roma di avvicinarsi al mondo del cinema, ma le arti sceniche non gli sono mai state estranee, specialmente il teatro.

Nel 2004 ha preso parte al workshop, riservato a scrittori e attori professionisti, tenutosi all’Actors Studio di New York e, a seguito di quest’esperienza, ha fondato e dirige The Writers Method, prima scuola specialistica di scrittura creativa e narrazione a proporre il Metodo Stanislavskij e le tecniche d’immedesimazione nella costruzione dei personaggi letterari e nel processo creativo di scrittura.

“Le tecniche di scrittura che insegno agli studenti sono le stesse che utilizzo io nella stesura dei miei romanzi. L’immedesimazione nei personaggi è lo strumento fondamentale nella costruzione dell’intero romanzo e a volte è talmente profonda che per mesi non riesco a staccarmi dall’anima del personaggio, nonostante non siano storie autobiografiche. E credo che la grandezza di un libro si misuri anche sul grado di immedesimazione e di coinvolgimento da parte del lettore nelle vite dei personaggi. E’ questo che mi auguro dai miei romanzi, come il nostro protagonista dai suoi film”.

Angelo Roma afferma che l’unica nota autobiografica del romanzo è il forte rapporto tra il protagonista e la madre, presenza assidua ma non ingombrante. Una donna moderna, in aperta opposizione alle madri tradizionali degli anni Trenta di laggiù, che insegna al figlio cosa significhi la libertà spronandolo a cercare “il Dio che è in lui”, la luce che gli fa brillare gli occhi, che lo rende diverso dagli altri.

“Il mio sogno è sempre stato quello di scrivere, partendo prima dalla poesia (la sua prima pubblicazione è infatti una raccolta di poesie dal titolo ‘L’imperatore di cenere’), per poi dedicarmi del tutto alla scrittura in prosa. Capire qual è la propria strada e avere il coraggio di seguirla: è questa, secondo me, la vera felicità. Si decide di scrivere perché si ha l’illusione di aver colto qualcosa del vivere e si sente il bisogno di comunicarlo al mondo. Non so come nasca una storia, non so da dove abbia origine un’ispirazione, so solo che quando bussa alla porta, devo renderla viva attraverso la scrittura”.

Il suo romanzo è un inno all’arte e all’artista, capace, con la sua immaginazione, di creare la vita. Ancora più vita.

Lucia Cappelluzzo

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