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L’arte racconta l’Alzheimer Campagna di crowdfunding per realizzare “Sehensucht” video

Una video installazione per raccontare l’Alzheimer in modo diverso. Lanciata la campagna di crowdfunding per la realizzazione di “Sehensucht”, lavoro di un’artista e una documentarista bergamasche: Laura Morelli e Sara Luraschi. Giovedì 9 luglio alle 19 cena per sostenere l'iniziativa all'Edonè Bergamo.

Una video installazione per raccontare l’Alzheimer: come malattia ma anche come un nuovo modo di vivere le relazioni e la memoria. È un progetto a due voci, intitolato “Sehensucht” e ideato da un’artista e da una documentarista bergamasche: Laura Morelli e Sara Luraschi. Dopo quattro anni a stretto contatto con i malati di Alzheimer, un periodo in cui hanno cercato di indagare e allo stesso tempo di lasciarsi ispirare da questo particolare mondo, Morelli e Luraschi hanno deciso di dare vita ad un lavoro che è allo stesso tempo artistico e documentario. Spiega Laura Morelli: “Dopo anni a contatto con il mondo dell’Alzheimer abbiamo cominciato a chiederci: ma è una malattia o una condizione dell’essere?”.

“Con Sehensucht cerchiamo di vedere oltre le parole pietistiche e rassicuranti – aggiunge Sara Luraschi -, per raccontare attraverso linguaggi diversi l’empatia, la relazione e il bisogno di stare insieme”.

(Nella foto Carolina Lussana e la madre Gianna Bartolini, grande musa ispiratrice del progetto) 

Mescolando i loro due linguaggi espressivi, le autrici hanno progettato l’opera, che consiste in un grande schermo di tulle stratificato, alto da terra al soffitto, su cui vengono proiettate delle immagini con audio dedicati: da una parte le realizzazioni artistiche di Morelli, che reinterpreta l’esperienza personale legata all’Alzheimer attraverso letture filosofiche, e dall’altra il racconto documentario di Luraschi, con le riprese effettuate negli anni di ricerca, tra volti, corpi, parole e movimenti. Una sorta di dialogo, in cui le due fonti non si sovrappongono né si scontrano ma provano a parlarsi, lasciando che le immagini scivolino dal tulle arrivando fino a terra, in una simbolica rappresentazione della rarefazione della memoria. Ma Sehensucht è ancora soltanto un progetto.

“L’opera non è ancora stata realizzata – spiegano le due autrici -, abbiamo appena terminato la fase progettuale. Da poco abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding per finanziarne la realizzazione, perché siamo convinte che ci sia bisogno di affrontare l’Alzheimer da un altro punto di vista”. Un lavoro in cerca di finanziatori, dunque, ai quali saranno donati una serie di oggetti che a loro volta raccontano l’Alzheimer in modo diretto e insieme delicato: “Si tratta di piccoli lavori artistici – dice Luraschi – che sono stati realizzati dalle persone con cui siamo entrate in contatto durante il progetto o addirittura che da loro sono stati posseduti molti anni fa. Un altro modo per giocare sul tema delle tracce di memoria”.

La campagna di raccolta fondi on line di Sehensucht è stata attivata sul portale internet Becrowdy.com, dove il progetto viene spiegato nei dettagli. A presentarlo è l’associazione Di + onlus, che si occupa di arte relazionale.

 

La pagina dedicata a Sehensucht su Becrowdy https://www.becrowdy.com/sehensucht

 

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