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Emergenza ozono a Bergamo Legambiente: “Nell’aria gas tossico fuori controllo”

Le punte massime nella giornata di lunedì 6 luglio, con le centraline di Bergamo, Osio Sotto e Calusco che hanno rilevato concentrazioni superiori alla soglia di allarme: “Urge un programma di prevenzione dello smog, ridurre il traffico pesante e le emissioni di Nox da inceneritori e grani impianti industriali”.

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E’ emergenza ozono in Bergamasca: a lanciare l’allarme è Legambiente che denuncia livelli fuori controllo da una settimana e chiede urgenti misure di prevenzione.

“Da una settimana le centraline di misurazione dell’ozono in terra bergamasca sono letteralmente fuori scala: i livelli di questo inquinante tossico hanno iniziato a crescere con l’arrivo della canicola, e sono continuati fino alle punte massime raggiunte nella giornata di lunedì 6 luglio, quando tutte le centraline ARPA della provincia hanno certificato superamenti della ‘soglia di informazione’ (180 microgrammi/mc), e quelle di Bergamo, Osio Sotto e Calusco hanno rilevato concentrazioni di gas tossico addirittura oltre la ‘soglia di allarme’ (240 microgrammi/mc), con il valore più alto misurato a Calusco d’Adda dove in ogni metro cubo d’aria erano presenti ben 276 microgrammi del micidiale gas.

La situazione è destinata a perdurare, e forse anche ad aggravarsi, finchè non arriveranno i primi temporali.

‘E’ davvero sconcertante la reticenza delle autorità nell’informazione alla popolazione sulla pericolosità della situazione – dichiara Nicola Cremaschi, presidente di Legambiente Bergamo – anche perchè alcuni comportamenti sono sufficienti a limitare i rischi connessi all’esposizione al gas tossico: occorre evitare sforzi intensi durante le ore pomeridiane e serali ed assumere alimenti a forte contenuto di antiossidanti, come frutta e verdura, proteggendo soprattutto bambini, anziani e soggetti asmatici che è bene restino in casa nelle ore del giorno in cui i livelli di ozono sono più alti’.

Legambiente rimarca come l’emergenza ozono richieda però anche misure di prevenzione: la fascia pedemontana prealpina e orobica è la zona in cui ogni anno si misurano i livelli di ozono più alti d’Europa, e ciò dipende da ragioni climatiche, in particolare dall’intensità della radiazione ultravioletta estiva, ma anche dalla presenza di inquinanti che funzionano da precursori della formazione di ozono: tra questi gli ossidi d’azoto (NOx).

In provincia di Bergamo, secondo i dati dell’inventario regionale (INEMAR), la metà delle emissioni atmosferiche di NOx derivano da traffico veicolare, con un ruolo molto rilevante legato al trasporto pesante. L’altra metà, nei mesi estivi, è legata soprattutto alle combustioni nell’industria e all’incenerimento di rifiuti, mentre nella stagione fredda cresce il contributo del riscaldamento domestico. La cementeria di Calusco, da sola, è responsabile di un terzo di tutte le emissioni di NOx della provincia di Bergamo, al netto di quelle da traffico.

‘Si può fare davvero molto per ridurre l’inquinamento: riducendo il traffico veicolare su strada, ma anche agendo sulle maggiori fonti puntuali di inquinamento industriale – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – è il caso dell’impianto Italcementi di Calusco. In questi giorni la Provincia ha in corso l’istruttoria per il rinnovo dell’autorizzazione allo stabilimento di Calusco, sarebbe inaccettabile il rilascio di una autorizzazione che non contempli l’obbligo di dimezzare le emissioni di NOx, come è possibile fare semplicemente installando adeguati sistemi di abbattimento delle emissioni dai camini’”.

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Commenti

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  1. Scritto da Matteo

    Gli incenritori producono ceneri tossiche (lo dice la parola stessa “inceneritore”, ridurre in cenere). I cementifici non producono alcuna cenere, quindi non sono inceneritori. Non è una questione semantica ma tecnica sostanziale.

  2. Scritto da GP13

    Concordo…fermiamo qualsiasi autorizzazione di ampliamento negli inceneritori dell’isola e nel cementificio Italcementi di Calusco. Poi lavoriamo per le migliori tecnologie per gli impianti produttivi e per chiudere parte degli inceneritori in Lombardia che bruciano il 50% dei rifiuti nazionali. Non concordo con quanto dichiarato da De Simine (vedi sopra). Saluti

    1. Scritto da Matteo

      Per la cronaca, Italcementi non ha chiesto alcun ampliamento ma solo di sostituire il combustibile come previsto dalla legge. Ergo, stante la legge in vigore, non gli si può dire di no. Si possono però esigere controlli e sistemi di depurazione più efficenti.

  3. Scritto da giorgio

    chiamiamoli per quello che sono “inceneritori”

  4. Scritto da pierangelo

    Infatti, le emissioni di Ossido di azoto (NOx) di ieri dell’Italcementi di Calusco erano 452,6 mg/Nm3, contro i 42,3 del termovalorizzatore di Torino, i 105,2 di quello di Valmadrera e i 68,7 di quello di Brescia. A Calusco per i NOx è come avere 10 (dieci) termovalorizzatori di Torino.