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“Nel mare dei fiori di Buc” Un libro struggente sul dramma della pedofilia

Il direttore di Bergamo & Sport Matteo Bonfanti ha recensito per noi il libro di Doriana Carosi che tratta in maniera tanto bella quanto delicata il dramma della pedofilia. Da leggere e far leggere.

C’è un libretto piccolo piccolo. Me l’ha regalato l’unica scrittrice che conosco di persona, una donna bella, colta, dai pensieri difficili perché profondi. Mi ha chiesto di leggerlo. Voleva sapere il mio giudizio. Le ho detto l’avrei recensito anche se è qualcosa che faccio raramente perché è assai difficile dire se una lettura è buona o cattiva, bella o brutta, interessante o noiosa. Dipende dal momento del cuore. Mi è capitato con una pagina di Montalban: amata a vent’anni, odiata a trenta, imparata a memoria pochi mesi fa, in uno dei periodi più incasinati della mia esistenza. Quindi non vi dirò se “Nel mare dei fiori di Buc” di Doriana Carosi è un capolavoro o un lavoro mediocre. Di certo ha frasi che restano nell’anima e che a me tornano addosso pure quando sono fermo al semaforo, in ritardo e incazzato, perché sanno confortare.

Doriana narra una vicenda oscura, terribile, quella che vivono una madre e una figlia che s’imbattono nel famoso uomo nero. Racconta la pedofilia, l’angoscia profonda che dà alle vittime, la vergogna che circonda il carnefice, la rabbia che toglie il fiato e la speranza alle persone intorno. La straordinarietà di Doriana è che lo fa con una prosa che somiglia alla poesia. Ci descrive la peggiore delle tempeste, il dolore che è tuoni e fulmini perché arriva veloce e inaspettato, spaccando d’improvviso tre vite leggere, inchiodandole al suolo. Non ci risparmia nulla. Neppure i graffi e le lacrime. Ma lo fa accarezzandoci con le sue frasi musicali, legate al sogno e al suono che ha il mare nelle notti di stelle e di primavera. Siamo terribilmente coinvolti, ma ci sentiamo assolti, merito delle sue parole, un appiglio.

L’isola di Doriana affonda, noi lettori la guardiamo accoccolati di fronte al fuoco di un camino. Forse salvi.

“E’ di nuovo giorno. Non voglio alzarmi. Penso al cielo e spero sia piovoso; lo vorrei complice”: è solo una delle tantissime perle che si trovano “Nel mare dei fiori di Buc”. Che non è solo il dramma di chi si trova costretto a reagire alle squallide carezze di un bruto. E’ innanzitutto il lavoro di una scrittrice, tra le migliori nate da noi negli ultimi anni, perché capace di dipingere quello che resta del giorno in Italia.

Ecco quindi il ritratto della generazione che ha avuto ogni cosa togliendola agli altri, i sessantottini, eterni protagonisti di una rivoluzione sempre imminente e sempre da rimandare. Poi c’è una salvifica e dolce storia d’amore, da conservare gelosamente, nei brividi che vengono ad ascoltarla. C’è il paradiso, la costa ligure, il porto sepolto dell’autrice. E c’è l’inferno, la Bergamo dei molti Bossetti, provincia rappresentata come una matrigna colpevole, dove “tutti sanno di tutti, ma nessuno parla. Paese di Chiesa e di chiese. Tante, troppe, quanti i peccati di chi vi abita. Gente che si vergogna d’esser povera, malata, disgraziata. Che teme la diversità quanto il terremoto. Che sfida l’ira di Dio per poi appellarsi alla sua misericordia. Fai ciò che credi. Sbaglia, uccidi, ruba, sevizia i bambini, colpisci a morte il cane che ti ha fatto da guardia, macella la mucca che ti ha dato il latte. Gesù ti perdonerà nella sua infinita bontà”.

Sullo sfondo, tra le nuvole rosa del testo, c’è, importante, anche la storia di un’accogliente famiglia del Nord, genitori e nonni delle due vittime che sono una madre e una figlia come ce ne sono tante.

Leggendo questo libro, le due donne ferite, le altre che hanno subito la medesima sorte, non torneranno serene. Non guariranno. Non succede. La pedofilia non è una favola. E’ il suo contrario. Le cicatrici restano, non passano grazie a un bel libro. Una buona lettura non fa tornare felici e contente. Ma per una volta queste donne si sentiranno protette, come si sta al fuoco di un camino. Grazie al periodare di Doriana Carosi, una grande scrittrice, che conosce bene come si vive col fango sulla pelle eppure ne è rimasta pulita.

(Recensione di Matteo Bonfanti, direttore di Bergamo & Sport)

Commenti

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  1. Scritto da Ale

    In quale libreria posso trovarlo???

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Ale, lo può trovare anche alla Feltrinelli