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Zogno, ex Falck diventa Green House a emissioni 0 Usa solo fonti rinnovabili fotogallery

La Green House realizzata dalla Comunità Montana Valle Brembana ristrutturando la palazzina ex Falck di Zogno, in via Locatelli 111, è il primo edificio a emissioni zero di terziario avanzato in Italia: verrà inaugurata venerdì 3 luglio alle 17 e diventerà il nuovo centro di incontro e riferimento per i 38 sindaci della Valle e per le 220 amministrazioni comunali della Provincia di Bergamo che hanno aderito al Patto dei Sindaci, ma metterà anche degli spazi a disposizione della comunità.

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La Green House realizzata dalla Comunità Montana Valle Brembana, di cui diventerà sede, ristrutturando la palazzina ex Falck di Zogno, in via Locatelli 111, è il primo edificio a emissioni zero di terziario avanzato in Italia: verrà inaugurata venerdì 3 luglio alle 17 e diventerà il nuovo centro di incontro e riferimento per i 38 sindaci della Valle e per le 220 amministrazioni comunali della Provincia di Bergamo che hanno aderito al Patto dei Sindaci, ma metterà anche degli spazi a disposizione della comunità, per il Gruppo di Azione Locale, per il progetto “Imprendivalle, l’incubatore d’impresa”, due sale conferenze e aule a servizio didattico e culturale delle scolaresche.

Progettata dagli architetti Pierluigi ed Edoardo Carminati dello Studio di architettura Carminati, in collaborazione con gli studi professionali dell’ingegnere Gabriele Ghilardi e dello studio Aiace, la Green House è stata realizzata grazie ad un contributo regionale a fondo perduto e risorse proprie della Comunità Montana e a finanziamenti locali, per un totale di circa 2 milioni e 200mila euro: in meno di due anni, dal settembre 2013 al giugno 2015, è stato svolto un complesso lavoro di ristrutturazione strutturale che l’ha resa antisismica e uno dei primi edifici pubblici in Lombardia ad emissioni zero ed energia zero.

La Si.Ge.Co di Brugherio si è occupata della parte strutturale, la Mobilberg dell’arredo.

L’edificio è autonomo dal punto di vista energetico: pannelli solari fotovoltaici, pompa di calore alimentata da sonda geotermica in falda, coibentazione delle strutture esterne esistenti mediante isolamento esterno e interno, analisi e risoluzione dei ponti termici, impianto radiante a pavimento per riscaldamento invernale e raffrescamento estivo, tetto e facciata ventilata, giardino pensile, serra solare e l’utilizzo di materiali a chilometro zero e non derivanti da fonti fossili, come il porfiroide di Branzi per gli spazi esterni, il legno e la lana di roccia e di vetro per le coibentazioni.

Tutto ciò permette di risparmiare 54 tonnellate di CO2 e 24 di petrolio, allineandosi già alla direttiva energetica europea che prevede una riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, l’aumento fino al 20% del consumo di fonti rinnovabili e del risparmio energetico.

L’intervento fatto ha quindi permesso di trasformare un immobile degradato, altamente energivoro e fatiscente, rimodellandolo al fine di ottenere un nuovo edificio ad emissioni zero ed energia zero, autonomo dal punto di vista energetico e ottenendo contemporaneamente un modello virtuoso di sostenibilità edilizia e ambientale, di utilizzo pubblico, a livello regionale, sul quale sperimentare e applicare procedure innovative in campo tecnologico, ambientale e sociale.

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