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Saldi, sabato il via Commercianti divisi: “Obbligati a farli, assurdo”

I saldi dovrebbero essere una gioia, sia per quanto riguarda i venditori che i compratori. Un momento in cui le richieste dei due fronti si compensano, quasi. Ma è davvero così? Forse, ma solo per sentito dire. Perchè sembra che i commercianti bergamaschi non la pensino affatto così.

I saldi dovrebbero essere una gioia, sia per quanto riguarda i venditori che i compratori. Un momento in cui le richieste dei due fronti si compensano, quasi. Ma è davvero così? Forse, ma solo per sentito dire. Perchè sembra che i commercianti bergamaschi non la pensino affatto così.

I saldi, avvenimento essenziale per molti compratori, verranno inaugurati a Bergamo sabato 4 luglio: un’occasione che dovrebbe accontentare sia i clienti, che avranno la possibilità di acquistare capi d’abbigliamento a prezzi decisamente più economici, che i commercianti, i quali sfrutteranno l’occasione per lanciare novità sul mercato. "Dovrebbe", però. Perché, alla fine, i commercianti non sono molto entusiasti di questa iniziativa.

Alla vigilia dei saldi estivi abbiamo intervistato alcuni negozianti bergamaschi. E i pareri sono stati piuttosto scettici e sprezzanti. Il responsabile di Diogene si è dimostrato contrario a questa consuetudine e la motivazione è molto semplice: "La crisi è ormai radicata nella nostra società e la clientela decresce. I commercianti quindi non possono essere obbligati a esporre merce a metà prezzo in giorni prestabiliti. La competizione è accanita e in pochi ne trarrebbero guadagno. Sarebbe più congeniale il libero arbitrio: ognuno dovrebbe decidere se aggregarsi o meno all’iniziativa".

La direttrice di P.R., negozio adiacente a Piazza Pontida, la pensa in modo identico, ribadendo la situazione critica in cui l’Italia riversa e l’incapacità, da parte degli enti adibiti, di smuovere questa condizione.

In molti, quindi, concordano circa l’inutilità dei saldi, data anche dalla concomitanza del tempo torrido previsto per questi giorni (che non sprona di certo la gente a uscire) e la Notte Bianca. Inoltre, i venditori sono già di per sé sottoposti a pressanti ritmi e risulterebbe insostenibile impegnarsi a mantenere aperti i negozi fino a mezzanotte.

L’unico vantaggio sarebbe quello della data: sabato, fulcro della movida. Tra i pochi negozi superstiti ci sono Carpisa, via XX Settembre, e Brandy e Melville in via Borfuro, le cui direttrici affermano con soddisfazione che il mercato è lievemente in crescita.

C’è, infine, ancora un grande scoglio (e forse più) da superare prima che i negozianti possano tirare un sospiro di sollievo: "Speriamo che le sorti di questi saldi siano molto più proficue rispetto a quelle degli anni precedenti" hanno commentato la maggior parte degli intervistati.

Michela Berta

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