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Sposi combattenti per l’Isis I soldi del Comune di Treviglio alla famiglia che li ha aiutati

Il Comune di Treviglio ha aiutato economicamente Lubjana Gjecaj e il marito Dritan, indagati per favoreggiamento di associazione terroristica.

Alcune cifre sono pubbliche, con nome e cognome, altre sono nascoste dalla legge sulla privacy. E’ però certo che il Comune di Treviglio ha aiutato economicamente Lubjana Gjecaj e il marito Dritan, indagati per favoreggiamento di associazione terroristica. Sono stati loro ad far incontrare Maria Giulia Sergio e Aldo Kobuzi, arruolati per la Jihad e volati verso la Siria per combattere (leggi qui). Non solo, hanno offerto alla coppia anche la propria casa come base logistica e dalle carte dell’inchiesta emerge che avrebbero garantito i soldi per pagare i biglietti aerei da Fiumicino alla Turchia e poi verso la Siria.

Solo nel 2011 l’amministrazione comunale ha concesso alla famiglia albanese un contributo da 1200 euro e un altro da 365,33 in quanto “beneficiari di provvidenze di natura economica” (clicca qui per accedere all’albo pubblico). Dal 2012 invece la legge sulla privacy impone al Comune di non diffondere i nomi, quindi i contributi successivi non sono stati pubblicati.

L’appartamento della famiglia albanese è stato perquisito mercoledì mattina quando è scattata l’operazione che ha portato all’arresto di dieci persone tra Milano, Grosseto e Bergamo. Lubjana Gjecaj e il marito Dritan sono indagati a piede libero per favoreggiamento.

LE TAPPE – Secondo gli inquirenti Lubjana incontra Maria Giulia Sergio nella moschea di San Paolo d’Argon durante la fiera del libro islamico “M’arid Al-Kitab”, nell’agosto del 2014. Pochi giorni dopo, l’8 settembre il futuro marito della combattente jihadista è a Grosseto dai parenti. Il 17 settembre la coppia si sposa a Treviglio. I Gjecaj ospitano nella loro casa tutti i familiari dello sposo.

Quattro giorni dopo le nozze Maria Giulia Sergio e Aldo Kobuzi partono per la Turchia e si trasferiscono poi in Siria. Da lì comunicano con i parenti della donna, intercettati dalla Digos di Milano. La coppia ha imbracciato le armi e si sta addestrando per combattere e ammazzare “i miscredenti, per poter allargare lo stato islamico”. E’ riuscita a convincere anche la sua famiglia a partire, ma le forze dell’ordine sono arrivate prima, arrestando la madre Assunta, il padre Sergio, la sorella Marianna e due familiari del marito. L’accusa è chiara: “Associazione con finalità di terrorismo”.

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