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Borgo Santa Caterina, polemica infinita: “Punire chi provoca disagi”

Le restrizioni per i locali di Borgo Santa Caterina continuano a far discutere. Dopo le polemica alzate dai commercianti, l'ultima proposta arriva da Andrea Lombardi, blogger di be.Beap che si rivolge all'amministrazione: "Bisogna punire chi provoca disagi e non chi gli vende da bere?".

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Le restrizioni per i locali di Borgo Santa Caterina continuano a far discutere. Dopo le polemica alzate dai commercianti, l’ultima proposta arriva da Andrea Lombardi, blogger di be.Beap che si rivolge all’amministrazione: "Bisogna punire chi provoca disagi e non chi gli vende da bere?".

 

Il Comune di Bergamo ha stabilito che a partire dal 13 luglio una serie di locali situati in zone “critiche” della città dovranno tassativamente chiudere non oltre mezzanotte e mezza. Chi rientra nella lista nera ha solo un modo per prolungare l’orario di apertura consentita fino all’una e mezza, quello di firmare un patto con il Comune nel quale si impegna a: dotarsi di personale che “contenga ogni comportamento che generi disturbo alla quiete pubblica anche nelle immediate vicinanze del locale“; allestire un punto WiFi gratuito; mettere a disposizione spazi per artisti o attività culturali; sottoscrivere una convenzione con i parcheggi nelle aree limitrofe; non avere slot machine, ecc ecc…

Che sia giusto porre un freno agli schiamazzi, al frastuono e al baccano penso sia scontato, meno ovvio è stabilire con precisione le misure entro le quali l’una e l’altra esigenza abbiano il diritto di muoversi, problema che viene quasi sempre banalizzato riducendo la questione a discussioni su quale dovrebbe essere l’orario di chiusura dei locali.

Probabilmente tutti e nessuno. Piuttosto, chiediamoci, è questa la domanda giusta? Costringere una libera attività a rispettare orari imposti, in occidente e nel 2015, è un concetto già di per sé difficile da mandar giù, anche perché tutte queste attività di base non danno fastidio a nessuno indipendentemente dall’orario. Sono semmai attività e situazioni contingenti ad essere fastidiose per chi vive nei paraggi: musica (suonata dal vivo o meno) e schiamazzi dei clienti (dai, possiamo superare il termine “avventori”) sono la prima causa dei problemi.

Ma se i problemi sono questi, perché non risolverli una buona volta, anziché continuare a guardare il dito ignorando la Luna, bastonando sempre i soliti? Mi spiego: abbiamo davvero bisogno di altri leggi, regolamenti e imposizioni da sistema che di liberale ha ben poco? Non ci bastano tutte le norme che abbiamo già e, soprattutto, mi e vi chiedo, anziché fare una pubblica lista di proscrizione in cui si decide arbitrariamente chi deve chiudere prima e chi no, che ha tutto il sapore del peggior clientelismo, non si può adottare una misura equa e iniziare a punire chi provoca disagi e non chi gli vende da bere?

Se il mio locale è frequentato da persone particolarmente silenziose non posso essere obbligato a sottoscrivere un accordo-barzelleta con il Comune, che mi impone di pagare personale extra che assicuri il silenzio fuori dal locale (senza che queste persone tra l’altro abbiano potere sui clienti e sui passanti), di mettere a disposizione dei clienti un punto WiFi (!? ma che c’entra??), di mettere a disposizione spazi per “artisti e attività culturali” (!?), e di soddisfare altre richieste amene in cambio della concessione di una misera ora d’aria in più.

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Commenti

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  1. Scritto da residentevil

    (continua) Perchè per quanto a voce moderata, 30 persone che parlano insieme, creano un rumore che non permette di dormire, soprattutto d’estate quando le finestre restano aperte.
    Siccome i proventi legati alla vendita di bevande sono dei locali, mi parrebbe giusto che il costo del servizio d’ordine “straordinario” fosse a carico degli stessi. Certo con un po’ più di educazione sarebbe più semplice, ma quella purtroppo manca.

    1. Scritto da Luca

      E perchè dovrebbe essere a carico degli esercenti? I commercianti fanno i commercianti, non si occupano di ordine pubblico!!! Ma i vari corrpi di polizia pagati dai cittadini a cosa servono?

  2. Scritto da residentevil

    Proposta: facciamo che i locali si mettono d’accordo e allestiscono un servizio d’ordine che allontani chi schiamazza, vomita, piscia nelle zone antistanti i locali e nelle vie laterali, portoni socchiusi inclusi e all’ora prevista per la chiusura (diciamo le 12 in settimana e le 2 nei fine settimana?) allontana effettivamente la gente non permettendo di stare un’altra ora e mezza di fronte alle serrande abbassate sorseggiando l’ultima birra?