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“Vinceremo sui miscredenti” Fatima frequentava la moschea di Treviglio

Ha riguardato anche la provincia di Bergamo la vasta operazione antiterrorismo della Polizia di Stato scattata nelle prime ore di mercoledì 1 luglio. Il bilancio è di dieci persone arrestate: si tratta di 4 cittadini italiani, 5 albanesi e un cittadino canadese. Tra loro i parenti di Maria Giulia Sergio, la giovane di 27 anni convertita all'Islam

Ha riguardato anche la provincia di Bergamo la vasta operazione antiterrorismo della Polizia di Stato scattata nelle prime ore di mercoledì 1 luglio. Il bilancio è di dieci persone arrestate: si tratta di 4 cittadini italiani, 5 albanesi e un cittadino canadese.

Sono tutti accusati a vario titolo di associazione con finalità di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo. L’operazione, denominata «Martese», ha interessato le province di Milano, Bergamo, Grosseto e in una città dell’Albania.

Le indagini sono state condotte dalla sezione antiterrorismo della Digos di Milano: gli indagati sono parte di due famiglie, la prima formata da italiani convertiti da qualche anno all’Islam, la seconda da cittadini albanesi residenti nel Grossetano. Le due famiglie si sono imparentate con il matrimonio di una giovane coppia, e stavano organizzando un viaggio alla volta della Siria per combattere a fianco degli jihadisti.

La sposa si chiama Maria Giulia Sergio, la giovane di 27 anni convertita all’Islam con il nome di Fatima Az Zahra che su Facebook, qualche anno fa, si augurava in nome di "Allah" la "vittoria sui miscredenti". Sul suo profilo personale del social network, infatti, la giovane, originaria di Torre del Greco (Napoli) e che ha vissuto nell’hinterland milanese e poi in Toscana prima di partire per la Siria per combattere a fianco dell’Isis, aveva inserito tutta una serie di fotografie ritraenti donne che indossano il niqab, il velo integrale.

Uno degli ultimi post della 27enne, che si è convertita all’Islam assieme a tutta la sua famiglia (padre, madre e sorella vivevano ancora ad Inzago, al confine con la provincia di Bergamo, risale al novembre 2013. Nel dicembre del 2010, invece, scriveva: "Allahumma rinsalda le nostre gambe e dacci la vittoria sui miscredenti".

Fatima, dopo aver sposato prima un marocchino e poi un albanese (alcuni familiari di quest’ultimo sono stati arrestati) e dopo aver frequentato anche la moschea di Treviglio (In realtà una tensostruttura nella zona industriale in cui viene praticato il Ramadan), sarebbe partita da Roma con un aereo diretto ad Istanbul. Dalla capitale turca, poi, dopo aver attraversato il confine, avrebbe raggiunto la Siria per unirsi ai fondamentalisti del sedicente Stato Islamico.

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