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Rientro dei capitali A Bergamo depositate meno di cento domande

A tre mesi dalla scadenza della Voluntary Disclosure non sono più di 2 mila le domande depositate a livello lombardoe un centinaio in provincia di Bergamo. Ne ha discusso l'Ordine dei commercialisti di Bergamo.

A tre mesi dalla scadenza della Voluntary Disclosure non sono più di 2 mila le domande depositate a livello lombardo e un centinaio in provincia di Bergamo. E’ quanto emerso in un convegno promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, che si è svolto venerdì 26 giugno all’ex Borsa Merci di Bergamo, dati confermati dall’Agenzia delle Entrate. Un incontro di approfondimento sulla Voluntary Disclosure, ovvero la legge 15 dicembre 2014 n. 186 riguardante l’emersione e il rientro dei capitali detenuti all’estero.

L’incontro, organizzato in collaborazione con Banca Euromobiliare Spa, dopo un approfondimento sul contesto internazionale e su come la nuova normativa ha modificato i rapporti tra Paesi nello scambio di informazioni finanziarie, ha evidenziato gli aspetti penali più interessanti legati all’autoriciclaggio, ai reati coperti e non coperti e alla mendacio nella procedura di Voluntary Disclosure.

Nell’incontro è stato inoltre posto l’accento sugli ambiti soggettivo e oggettivo, chiarendo quali sono i periodi di imposta interessati dal provvedimento, come recuperare le imposte assolte all’estero e come vengono determinate le sanzioni. Infine, è stata analizzata la responsabilità del commercialista, figura professionale determinante per una corretta applicazione della norma e per l’assistenza fiduciaria nei confronti dei propri clienti, evidenziando inoltre quale sono i compiti spettanti all’Agenzie delle Entrate e alle società fiduciarie nel rimpatrio fisico e giuridico di attività finanziarie, delle partecipazioni societarie e degli immobili.

Il convegno, dopo l’introduzione di Alberto Carrara, presidente dell’Ordine, e di Luca Martinetti Osculati, Brand Ambassador di Banca Euromobiliare, ha visto la partecipazione tra gli altri di Giulio Tremonti, Studio Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi e Associati di Milano; dell’avvocato Carlo Guido Alleva, penalista del Foro milanese; dell’avvocato Giancarlo Zoppini, Studio Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi e Associati; di Matteo Carfagnini, Studio Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi e Associati; di Christian Cisternino, Studio Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi e Associati; di Remo Lorgna, Euromobiliare Fiduciaria e di Antonio Tangorra, Agenzia delle Entrate, capo settore servizi e consulenza della Direzione Regionale Lombardia.
Nel video l’intervista al dottor Alberto Carrara, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo e del dottor Luca Martinetti Osculati. 

Commenti

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  1. Scritto da paolot

    A meno che si tratti di un caso di omonimia, trovo davvero INSULTANTE che si inviti Tremonti a parlare di voluntary disclosure. Ricordo che la voluntary (voluta dal PD) prevede che gli evasori paghino TUTTE le tasse evase più gli interessi.
    Lo scudo introdotto da Tremonti invece consentiva agli evasori di riportare i soldi in Italia pagando cifre RIDICOLE, inferiori anche a quelle imposte da quei comunisti degli USA per situazioni analoghe.

  2. Scritto da fds

    Semper mei che negòt.

  3. Scritto da povero PD

    E’ evidente che gli evasori fiscali sono delinquenti ma sono mica pirla. Solo l’accoppiata Renzi-Padoan poteva pensare che questi si mettessero in regola per pagare anche loro un pochino (ma solo un pochino) di tasse. Non ha caso hanno alzato il limite di punibilità penale dell’evasione. E’ chiaro che era solo fumo negli occhi dei poveri gonzi (pensionati e dipendenti) che le tasse le pagano fino all’ultima lira.

    1. Scritto da roberta

      In realtà le cose stanno diversamente da ciò che tu dici, e lo può constatare chiunque si degni di leggere i provvedimenti normativi. Per effetto dell’accordo con la Svizzera (già in vigore da questo punto di vista), chi non aderirà alla voluntary disclosure non potrà più di fatto mettere mano sui propri soldi, senza che questi vengano rilevati dal fisco italiano. Gli evasori sono ladri, non ci piove; ma chi non li fa rientrare adesso oltre che ladro è anche fesso.