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Notte all’addiaccio, salvati 2 escursionisti sul Pizzo del Diavolo

I due, 25 e 30 anni erano rimasti incrodati e non riuscivano a muoversi verso il sentiero per il rientro e in serata, quando hanno capito che era impossibile farcela da soli senza rischi, hanno chiesto aiuto. Sono intervenuti i tecnici della VI Delegazione Orobica del CNSAS e le squadre territoriali.

Si è concluso di prima mattina, lunedì 29 giugno fa l’intervento di recupero di due escursionisti padovani, L.M., 30 anni, e F.B., 25 anni, bloccati in un’area molto impervia da domenica sera nella zona del Brunone, tra il Pizzo del Diavolo e il Bivacco Frattini, a circa 1730 di quota.

Erano rimasti incrodati e non riuscivano a muoversi verso il sentiero per il rientro e in serata, quando hanno capito che era impossibile farcela da soli senza rischi, hanno chiesto aiuto.

La Centrale operativa poco prima delle 23 ha allertato per le operazioni di soccorso i tecnici della VI Delegazione Orobica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e le squadre territoriali sono partite subito; poco dopo essere giunti nei pressi della località segnalata li hanno individuati.

Erano bloccati, al buio, ma stavano bene e attraverso il contatto vocale hanno verificato che le loro condizioni di salute non erano preoccupanti.

All’alba è intervenuta anche l’eliambulanza da Como; otto i tecnici CNSAS che hanno condotto l’operazione. I due uomini sono stati recuperati, illesi.

Commenti

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  1. Scritto da Vito

    Per chi si avventura in montagna iscrizione obbligatoria ad un club alpino, con versamento di cauzione, doppia per chi si proclama “esperto “

    1. Scritto da paolot

      Giusto. Stessa cosa però per quelli che vanno allo stadio, al centro commerciale a fare la vasche, a mangiare un gelato in centro la sera; se dovessero avere un malore, l’ambulanza chiamata a soccorrerli sostiene dei costi. Che queste persone si assicurino obbligatoriamente.
      E poi dove ci porterebbe il tuo assurdo ragionamento?

      1. Scritto da gigi

        Basta una media intelligenza per confrontare i costi e le difficolta’ di un soccorso in montagna con quelli piu’ comuni, il suo discorso non regge

  2. Scritto da tino

    Costo indicativo del soccorso : euro 5.000, perche’ non dovrebbero rimborsare i novelli Messner, ?oltretutto con bel tempo e giornate lunghe, che ci dobbiamo aspettare nei mesi freddi ?

  3. Scritto da jack

    Concordo.. commento da classico tuttologo da tastiera.

  4. Scritto da Paolo

    ….. Sono tutti alpinisti, ma ogni due per tre devono andare a recuperare qualcuno, se non si ha esperienza certe cose è meglio non farle, speriamo almeno che gli vengano addebitati i costi del soccorso….

    1. Scritto da edoardo

      tipico commento da esperta di Centovetrine o Il Segreto… Cosa ne sai della loro esperienza? magari hanno fatto mille cime senza aver avuto nessun problema…no, Paolo ha sentito che ogni weekend c’è da andare a recuperarne 2 o3 ( su migliaia e miglia) quindi? quindi tutti a vedere Centovetrine!

      1. Scritto da gigi

        Consigli ai suoi amici di andare in Svizzera. Li arrivano subito e volentieri a salvare i “presunti esperti” ma poi arriva a casa la fatturina, come e’ giusto che sia. Anche per chi ha l’ attrezzatura e la preparazione ottimali, figuriamoci gli altri (tipo vacanzieri sui sentieri con infradito, visti in centovetrine )

        1. Scritto da paci

          Ciò che lei afferma è palesemente falso, in quanto in contrasto con le disposizioni normative svizzere, sia cantonali che federali. Il soccorso in caso di necessità oggettiva non è soggetto a rimborso delle spese sostenute da parte dei soggetti soccorsi.

    2. Scritto da abc

      Speriamo stiano bene caro Paolo. Questa dovrebbe essere la sua preoccupazione.