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Edilizia bergamasca: via alla fusione delle Casse Edili

Firmato nella giornata di lunedì 29 giugno il documento di avvio del processo di fusione delle Casse Edili.

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E’ stato firmato nella giornata di lunedì 29 giugno nella sede di Ance Bergamo uno storico accordo tra le rappresentanze imprenditoriali industriali e artigiane e le parti sindacali provinciali del settore delle costruzioni che sancisce l’avvio del processo di unificazione degli enti bilaterali edili dell’industria e dell’artigianato di Bergamo: la forte collaborazione in atto tra i due sistemi giunge così ad una ulteriore svolta, nell’ottica della realizzazione di un unico sistema edile bergamasco. Protagonisti di questa iniziativa Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance), Associazione Artigiani – Confartigianato Bergamo, CNA Federazione Artigiani e Lia Claai con Feneal-Uil, Filca Cisl e Fillea-Cgil che siglano un documento in cui si dà inizio al percorso di unificazione di Cassa Edile ed Edilcassa che confluiranno in un unico Ente Bilaterale e, completando l’esperienza attuata con lo SFE, realizzando una unificazione delle realtà che si occupano di formazione e sicurezza.

Erano presenti: per Ance Bergamo il Presidente Ottorino Bettineschi, per l’Associazione Artigiani Confartigianato Bergamo il Presidente Angelo Carrara, per la Cna Federazione Artigiani Bergamo la Presidente Maria Teresa Azzola, per la Lia il Presidente Marco Amigoni, per Feneal-Uil Bergamo il Segretario Giuseppe Mancin, per la Filca-Cisl Bergamo il Segretario Danilo Mazzola e per la Fillea-Cgil Bergamo il Segretario Angelo Chiari. Gli Enti Bilaterali della nostra Provincia costituiscono un esempio e un vanto nel panorama nazionale, avendo realmente contribuito al progresso di tutta la filiera delle costruzioni offrendo assistenza alle imprese ed ai lavoratori, cultura della sicurezza, formazione e addestramento.

Proprio da Bergamo può ripartire un’edilizia innovativa – esempio per tutto il Paese – guidata dai principi della sostenibilità ambientale, sociale, economica, finanziaria e culturale. La crisi ha dimostrato che senza innovazione, qualità dei prodotti, dei processi e delle risorse si perde; l’ambito della formazione acquista così un valore decisivo per sostenere e sviluppare cultura e professionalità.

A queste sfide è possibile rispondere solo con una bilateralità rinnovata che possa fare leva su una unità di intenti e progetti.

La strada è tracciata: i temi chiave condivisi da tutte le parti che si dovranno affrontare sono la rigenerazione urbana, la crescita della qualità e della sicurezza del territorio, le prestazioni del costruito, per una più alta vivibilità dei residenti ed attrattività turistica, il contrasto al dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio, cosi come l’efficientamento delle infrastrutture. In questo contesto mutato le parti sociali individuano proprio nel sistema bilaterale edile lo strumento strategico per il rilancio di questa “nuova edilizia” e per l’attuazione di innovative politiche del lavoro, che possano rispondere alle nuove esigenze delle imprese e dei lavoratori ed essere ancora strumento di presidio all’applicazione delle norme e della contrattazione collettiva.

Le parti sono altresì consapevoli che esistono due storie da integrare e non disperdere all’interno di una nuova esperienza unitaria: la volontà di tutti i convenuti è quella di valorizzare le esperienze positive pregresse. Nei prossimi giorni prenderanno avvio i lavori di una commissione tecnica incaricata di procedere all’individuazione di una governance unitaria, alla riorganizzazione delle strutture ed alla stesura dello statuto.

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Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Spero che dopo anni di devastazione del territorio ora si punti a un edilizia di ristrutturazione al 90% e di qualità, partendo dalla classe A. Un ingegnere esperto in energie rinnovabili e risparmio energetico ad una conferenza pubblica dichiarava che dai suoi calcoli fare una casa in classe A costa 8 – 10 % in più, in Italia le casa in classe A si vendono al 20 – 30% in più. Intanto rimaniamo tra i peggiori d’europa. I piani regolatori vanno analizzati da esperti non da corrotti!!

  2. Scritto da Carlo

    e la riqualificazione del patrimonio edilizio, no?
    e’ un pezzo fondamentale della green economy,per le quali servono e serviranno ancora imprenditori, tecnici e lavoratori

  3. Scritto da popi

    L’edilizia, si va bene, settore fondamentale per il benessere economico però: non avete mai visto quanti cartelli vendesi / affittasi? La nazione è piena di costruzioni, case e capannoni vuoti e che nessuno può o vuole comprare.
    La creazione dei posti di lavoro, va ricercata in altri settori propri italiani…turismo, terziario, cultura, cibo, arte, ricerca, innovazione, qualità, moda, bellezza del territorio….