BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Agosto, arrivano i rimborsi delle pensioni: 800 euro per chi ha l’assegno da 1500

Arrivano ad agosto i rimborsi decretati dalla corte Costituzionale sulle pensioni. Quasi 800 euro (796) per un pensionato che ha un assegno da 1.500 euro (lordi) al mese e, dal prossimo anno, una maggiorazione di quasi 42 euro al mese.

Più informazioni su

Arrivano ad agosto i rimborsi decretati dalla corte Costituzionale sulle pensioni. Quasi 800 euro (796) per un pensionato che ha un assegno da 1.500 euro (lordi) al mese e, dal prossimo anno, una maggiorazione di quasi 42 euro al mese.

La circolare dell’Inps è arrivata, contiene le istruzioni applicative dell’articolo 1 del decreto 65, quello con il quale il governo Renzi ha messo una toppa alla falla aperta dalla sentenza della Consulta sulle pensioni: la bocciatura dello stop all’indicizzazione degli assegni superiori a tre volte il minimo, decretata dal governo Monti in tempi di risparmi sfrenati.

Il recupero dei denari congelati è posssibile anche per gli eredi dei pensionati interessati, che devono presentare una domanda apposita: spettano, dice l’Inps, anche alle pensioni "che al momento della lavorazione risulteranno eliminate. Il pagamento delle spettanze agli aventi titolo sarà effettuato a domanda nei limiti della prescrizione".

Nel caso esemplificato dall’Inps, cioè il pensionato tra tre e quattro volte il minimo (1.500 euro di assegno), si determina un rimborso una tantum da 796 euro, nell’assegno di agosto, poi la base della pensione diventa di 1.525 euro mensili da agosto 2015 e quindi di 1.541 euro da gennaio 2016. La classe individuata è la più popolosa degli aventi diritto a rimborso, oltre la metà del totale: tra tre e quattro volte il minimo, nel 2011, c’erano 2 milioni di pensionati, su un totale di circa 3,8 milioni di pensionati che si collocano tra le tre e le sei volte il minimo (quelli che percepiscono rimborsi).

Il nuovo decreto dice che – per il 2012 e 2013 – la rivalutazione è riconosciuta al 100% fino a tre volte il minimo Inps, poi cala al 40% fino a quattro volte, quindi ancora al 20% fino a cinque volte per scendere al 10% fino a sei volte ed infine azzerarsi sopra quella soglia.

L’incremento per il primo biennio costituisce poi la base di calcolo per gli anni successivi, a partire dal 2014.

Per i trattamenti tra tre e sei volte il minimo, dunque, è previsto un incremento pari al 20% dell’aumento ottenuto nel 2012-2013 a valere per il 2014 e 2015, e del 50% per il 2016.

"Pertanto, alle pensioni il cui importo è superiore a tre volte il trattamento minimo verrà attribuita la percentuale di perequazione prevista per il 2012 (pari al 2,7 per cento) nella misura del 20% del 40% fino a quattro volte il minimo (1.500-2.000 euro circa), del 20% del 20% fino a cinque volte (2.000-2.500 euro circa) e del 20% del 10% fino a sei volte (2.500-3.000 euro circa)", azzerandosi per i livelli superiori.

Aggiunge l’Inps: "Nella stessa misura verrà attribuita alle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo la percentuale di perequazione prevista per il 2013, pari al 3 per cento". In base a questi nuovi incrementi si determina il valore del rimborso e il nuovo assegno pensionistico, che vale da agosto 2014 a fine anno. Dall’anno prossimo, le percentuali di perequazione vengono incrementate nella misura del 50% del 40% fino a quattro volte il minimo, del 50% del 20% fino a cinque volte e del 50% del 10% fino a sei volte.  

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da maria

    Sono pensionata ma non ho diritto al rimborso perchè sono nella categoria di chi percepisce meno di 1000 euro e pertanto l’indicizazzione veniva data al 100%Ho lavorato 38 anni e con amarezza sento che a tutti i costi ora si vuole rimborsare chi ha una pensione più elevata.Molti di noi(generazione nati- 48/53)hanno avuto opportunità come nessuno mai Pensare un poco ai nostri ragazzi e non scaricare ulteriori debiti su di loro sarebbe sicuramente il minimo…Creiamo lavoro ..

  2. Scritto da fede

    Eccolo qua il vero problema italiano: milioni di anziani che percepiscono molto di più di quello che hanno versato come contributi. E invece gli allocchi credono che il problema siano i rom o l’europa.

    1. Scritto da il polemico

      che commento assurdo,allora vuoi augurare la morte ad ogni pensionato che raggiunge il pareggio tra contributi versati e pensioni,cosi da risolvere il problema alla radice?ti lamenti di quello che prendono i pensionati che hanno lavorato una vita,e difendi l’illegale che pretende di avere molto senza avere mai versato alcun contributo in italia?