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“Senza questa Provincia strade, scuole e trasporti sarebbero nel caos”

A un anno esatto dal lancio della “fase costituente”, alleanza tra Pd e Forza Italia per governare la Provincia di Bergamo nella difficile fase di transizione verso l'applicazione della riforma abbiamo intervistato il presidente Matteo Rossi.

A un anno esatto dal lancio della “fase costituente”, alleanza tra Pd e Forza Italia per governare la Provincia di Bergamo nella difficile fase di transizione verso l’applicazione della riforma abbiamo intervistato il presidente Matteo Rossi.

Un anno dal varo della fase costituente. La barca sta ancora a galla? Abbiamo messo in mare una barca che da troppo tempo era ferma al porto, e abbiamo intrapreso una nuova rotta. Con le aree omogenee e la riorganizzazione interna si sono messi i presupposti per un nuovo ruolo della Provincia, di visione e coordinamento delle politiche territoriali. Entro la fine dell’anno puntiamo a costruire accordi con tutti i territori sul lavoro, i finanziamenti europei, la banda larga, il turismo la formazione, la stazione unica appaltante. Queste sono le luci, e poi ci sono le ombre, e sono ombre pesanti: i tagli al trasporto pubblico, alla manutenzione stradale, alla formazione professionale mettono in ginocchio servizi essenziali per un Paese civile. Siamo ben oltre il livello di guardia. Governo e Regione devono invertire la rotta dei tagli al territorio. Con il decreto sugli enti locali si è fatto un passo avanti sia rispetto al patto di stabilità che ai mutui, ma occorre che ci lascino usare in spesa corrente almeno la metà dei proventi delle vendite degli immobili e soprattutto che si possa approvare il bilancio 2015 senza pluriennale. In sede di conversione del decreto spero che i parlamentari riescano a portare a casa questi risultati.

Sinceramente, per uno del Pd cosa significa governare insieme al centrodestra? Un anno fa abbiamo detto “il territorio prima di tutto”, e abbiamo fatto bene. Quando il Pd lanciò a tutti i Sindaci la proposta della fase costituente ci siamo assunti la responsabilità di dire che dentro la crisi e in una fase di trasformazione istituzionale la collaborazione tra i Comuni, ma anche tra i partiti, era un dovere. In tanti lo hanno capito, dentro la politica ma non solo, basti pensare alla nuova vitalità assunta dal Modello Bergamo anche dopo le indicazioni dell’Ocse. Possiamo dire di aver aiutato, per la nostra parte, a far maturare un clima di collaborazione su tutto il territorio. Un anno dopo rifarei esattamente la stessa scelta, perché per la comunità bergamasca bisogna saper andare oltre le differenze. Il programma è chiaro ed è quello sul quale sono stato eletto Presidente. In tanti mi dicevano che avremmo litigato ogni giorno, e invece stiamo scrivendo una pagina nuova e bella della politica bergamasca.

E dal punto di vista personale? Prima di tutto ci sono le persone, e le amicizie che stanno nascendo con tanti amministratori che non sono di centrosinistra è un’esperienza umana arricchente. Chi grida all’inciucio sa bene che qui da spartire ci sono solo problemi e responsabilità, a gratis. Certo, il dialogo da fastidio a chi persegue una politica urlata e dello scontro, ma se pensiamo che quasi il 50% dei cittadini non va più a votare e che quando accende la tv e vede i politici che litigano cambia canale, beh, forse qualche ragione ce l’abbiamo noi.

Com’è cambiata concretamente la sua vita in questi nove mesi? Sono aumentati i carichi di lavoro, dalle otto alle due a scuola e poi dalle due all’una di notte in Provincia o in giro sul territorio, sabati e domeniche comprese. Ma l’affetto che ho ricevuto in cambio dai bergamaschi ha ripagato ogni fatica. Fare il Presidente della Provincia è un’esperienza molto faticosa, ma veramente molto bella.

L’opposizione più ostica è arrivata dal governo. Quale provvedimento vi ha messo più in difficoltà? Le difficoltà sono causate principalmente da tre questioni: le scelte della legge di stabilità, l’opposizione della Regione all’applicazione della legge Delrio e i debiti che ci ha lasciato Pirovano. E’ evidente che i tagli del Governo non sono sostenibili. Noi siamo pronti a chiudere in pareggio il bilancio del 2015, ma se non cambiano i saldi previsti per gli anni futuri e che già la Corte dei Conti ha messo in discussione le cose sono destinate a peggiorare. La Regione d’altro canto dovrebbe aiutarci ad alleggerire la spesa per il personale, ma non lo fa, e ha scelto di riprendersi solo le deleghe che si ripagano da sole. Infine, chi ci ha preceduto ci ha lasciato un pesante fardello: diciotto milioni di euro di debiti verso i Comuni per l’assistenza ai disabili, cinque milioni verso le imprese, otto milioni promessi per la variante di Zogno. Alle imprese abbiamo pagato tutto, ai Comuni daremo risposte importanti appena sarà approvato il bilancio, quest’anno mettiamo il primo milione su Zogno e recupereremo gli altri con il piano delle alienazioni che abbiamo votato in Consiglio. Sono fatti concreti, scelte doverose, ma è evidente che hanno aggravato una situazione già difficile.

Quale sarebbe l’effetto più devastante, per i cittadini, di una vera abolizione delle Province? Su strade, scuole, trasporti, pulizia neve sono evidenti i disservizi a cui si andrebbe incontro. Saremmo nel caos. Ma ve ne sono altri più nascosti, penso ad esempio alle certificazioni alle imprese che rilascia il settore ambiente, che sono determinanti per accompagnare i processi di innovazione del sistema produttivo. O ancora il ruolo di presidio territoriale svolto dalla Polizia Provinciale che scomparirebbe se i dipendenti fossero destinati ai Comuni. Sono tutte cose che non può fare un Comune da solo, e che se finissero in Regione si allontanerebbero dal territorio. La questione è che Bergamo e Brescia sono due realtà anomale, le uniche Province sopra il milione di abitanti che non sono diventate città metropolitane. Non aver considerato la nostra specificità è stato un errore.

Delrio è arrivato a Bergamo e si è dimostrato possibilista su un’operazione per sbloccare variante di Zogno e quella di Cisano. A che punto siamo? Noi abbiamo messo insieme tutta la politica bergamasca indicando tre priorità: Cisano, Zogno e il raddoppio ferroviario Ponte-Montello partendo dal primo lotto della fermata al nuovo Ospedale. Ora tocca ai parlamentari e al ministero dare delle risposte. Le decisioni del Cipe e l’aggiornamento del Def a settembre, quantomeno sui primi due interventi, saranno la cartina di tornasole di quanto Bergamo sa contare a Roma. Sul fronte ferroviario stiamo invece lavorando con Regione, Rfi e Teb per costituire la segreteria tecnica per l’accordo di programma.

Si continua a dire che i fondi europei non vengono sfruttati abbastanza, però per ora si è mosso poco. La Provincia che ruolo può giocare? A settembre parte l’Ufficio Europa in collaborazione col Comune di Bergamo. Io e Gori lo avevamo promesso e lo stiamo facendo, superando la distanza atavica che da sempre c’era tra Via Tasso e Palafrizzoni. Anche questa è una importante innovazione. Inaugureremo ufficialmente l’ufficio a inizio ottobre, facendo sfilare per le vie della città decine di giovani da tutta Europa che visiteranno Bergamo prima di andare all’Expo. Poi c’è la partita della Covenant of major e dei Paes dei Comuni. La Bei (banca europea per gli investimenti) ci ha riconosciuto circa un milione di euro per attivare le procedure per i bandi dedicati alle Esco. L’obiettivo è realizzare gran parte degli interventi di rinnovamento energetico previsti da più di cento piani comunali.

E’ presidente di un’istituzione bastonata da Renzi, che è anche segretario del Pd. Cosa pensa del Pd? Il Pd è l’unica speranza per il nostro Paese senza la quale saremmo in balia dell’antipolitica, e il Governo Renzi in quindici mesi ha fatto cose veramente importanti per rilanciare lo sviluppo. Su questo non ho dubbi. Personalmente provo a dare il mio contributo in due direzioni: da un lato per migliorare decisamente l’azione di Governo verso gli enti locali e il territorio, dall’altro per tenere dentro al Pd tante persone che condividono un’idea di sinistra moderna e di governo e che, pur non essendosi riconosciute in Renzi all’ultimo congresso, hanno continuato a lavorare sia nei circoli sia nella amministrazioni comunali. Quando qualcuno se ne va è sempre una sconfitta e noi vogliamo rafforzare e unire il Pd, non dividerlo. Questo è il senso dell’iniziativa “Sinistra è cambiamento” a cui stiamo lavorando insieme a Maurizio Martina, Elena Carnevali e tanti altri.

La sua personale ricetta per salvare e trasformare le Province in un’istituzione utile ed efficiente.  Le Province andrebbero dimezzate abolendo sul serio quelle sotto i 500mila abitanti e dando alle altre le risorse necessarie per svolgere il proprio ruolo. Tutto qui, perché poi ad essere utili ed efficienti ci pensano gli amministratori del territorio. Le cose sono andate diversamente, ma non serve piangersi addosso. E’ nei momenti di crisi che occorre avere il coraggio di cambiare e innovare ancora di più, e noi lo stiamo facendo.

Commenti

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  1. Scritto da gigi

    O’ Rossi, o’ che tu un lo sai che le Province sono state abolite dal PD? O non te ne sei accorto che strade scuole e trasporti sono già nel caos e che Regione e Comuni bastano e avanzano per far funzionare i servizi (tanto peggio di così…)

  2. Scritto da + verande x tutti

    Vado controcorrente e sostengo che le provincie non sono enti inutili e/o dannosi. Vanno riformate, ma non abolite. Se guardiamo gli enti inutili e/o dannosi sarebbe più conveniente abolire lo stato. Sicuramente sopravviveremmo meglio senza stato ma con le provincie, che sono istituti vicini al territorio, al contrario di quell’elefantiaco ammasso di burosauri il cui solo scopo è la sopravvivenza di se stesso, a qualunque costo.

    1. Scritto da + diamanti x pochi

      Hoooo finalmente il verandero va”contro corrente”e sostiene il duopolio PD FI. Hooooo

  3. Scritto da Timogn

    Bene bene,trasporti:secondo la provincia,abolire tutti i mezzi di trasporto pubblici da Gromo agli Spiazzi di Gromo durante la stagione estiva,servira ad incrementare il turismo li nella zona? Perchè cosi é stato fatto!

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Non è che tutte le corse viaggiavano desolatamente vuote? Durante l’estate e nelle ore di morbida viaggiano vuoti anche i pullman che servono aree ben più densamente popolate.

      1. Scritto da Gianni

        Pinotti,ma lei conosce l’afflusso di gente turisti,che si recano agli Spiazzi di Gromo alta Valle Seriana durante i mesi estivi…?!

  4. Scritto da Luis

    Senza le provincie il mondo finirebbe…figuriamoci, ci sarebbero altri enti che gestirebbero le stesse identiche funzioni e servizi, peraltro anche senza Rossi, presiedente inutile che è solo chiacchiere e propaganda di partito, è lì a cercare visibilità per il parlamento e pretende di farci credere di essere indispensabile.

    1. Scritto da Bachetù

      Ma quanta ragione hai Luis ….lì c’è gente che vuole solo frasi vedere poi…parlano, parlanma non concludono niente…ma se stiano a casa

  5. Scritto da Bachetù

    …ma ho l’impressione che qulcuno giri la provincia solo con l’elicottero perché non ci si rende conto della situazione delle strade….qui anzichè le automobili sarà meglio acquistare dei trattori o carrarmati….ma questi con la fantasia vanno molto lontano e chissà quanti sogni …..

  6. Scritto da Giorgio

    Ah sì, senza l’ente Provincia saremmo proprio rovinati. E un sacco di burocrati non avrebbero la poltrona e lo stipendio

  7. Scritto da poeret

    ..questi sono fuori dal mondo.. sono senza parole.

  8. Scritto da Giuachì val brembana

    Pazzesco quel che è stato fatto alle Province, ma in ogni caso persone come Rossi e Lobati meritano tutto il nostro sostegno

  9. Scritto da Giovanna

    Orgogliosa di un Presidente così!

    1. Scritto da Rota

      Ecco la claque che ci mancava. Sarà una parente o un’amica di famiglia

  10. Scritto da Giuseppe2

    un altro che gioca con la playstation.
    siamo messi bene.

  11. Scritto da TT

    Condivido in tutto i precedenti commenti,e mi permetto di aggiungere,PD + FI = DC. Tutto qui niente altro.

  12. Scritto da Luciano Avogadri

    Penso che stiamo perdendo l’ennesima occasione per poterci disfare di un carrozzone inutile. Si sentono i motivi più pittoreschi per sostenere l’inverosimile e convincerci, o meglio prepararci a ritrovarci con il solito carrozzone prevalentemente burocratico mantenuto a tutti i costi.

  13. Scritto da nino cortesi

    E se i soldini li lasciassimo tutti ai Comuni ed ogni Comune pensasse a sistemarsi le sue cose?
    E qualcosina leggerissima a livello puramente organizzativo a Provincia Regione e Stato?
    In fondo è quello che serve agli elettori, ELIMINARE LA MANGIATOIA.
    Non servirebbe neppure la riforma elettorale, quella del Comune è l’unica giusta in essere.

  14. Scritto da Anna Rosa cesari

    Buon giorno,
    sicuro che strade tutto ok? forse Lei non passa al ALBEGNO via Mazzini sp 152. Grazie e buona giornata

  15. Scritto da Marco Cimmino

    Non mi intendo di strade, trasporti e pulizia neve, ma faccio presente a Rossi che le scuole sono già nel caos: l’alberghiero di Nembro è da 12 anni su tre sedi, di cui una a Bergamo, e paga centinaia di migliaia di euro di affitto a una parrocchia per utilizzarne l’oratorio. Dov’era la Provincia? E chi ne sentirebbe la mancanza, a parte le casse parrocchiali? Suvvia, la Provincia è un mero pleonasmo, quasi come la Regione…

  16. Scritto da Paolo

    Ah già, perché nell’immaginario surreale dei politici va tutto bene….. Bello e sintomatico quando se le cantano da soli! Scandaloso come a chiacchiere descrivano una realtà marziana. Politici distaccati dalla gente comune e dalla vita di tutti i giorni. Facciano il politico gratis, che capiranno un po’ di cose da fare per davvero