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Penultimi ma contenti “Noi dell’Asd Virescit, in campo per l’aggregazione”

Un viaggio alla scoperta di una delle realtà calcistiche cittadine più curiose di sempre, quella dell'Asd Virescit dove i calciatori ammoniti devono pagare "pegno" svolgendo dei lavori socialmente utili e dove in settimana, tra un allenamento e l'altro, i giovani atleti sono alle prese con appuntamenti culturali e di aggregazione che fanno del club di patron Biava molto più di una semplice società di calcio.

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Penultimi ma contenti. All’Asd Virescit i risultati non sono mai stati la cosa più importante perché, prima di tutto, lì si guardano altre cose. L’aggregazione, l’etica sportiva, il fair-play, ad esempio. Tre ingredienti semplici ma concreti che da tre anni esatti sono la base solida del progetto bergamasco nato nell’estate del 2012 senza grandissime ambizioni ma già diventato una delle realtà cittadine più importanti. E non per i risultati arrivati dal campo, ma per quelli ottenuti dalla parte cosiddetta "extra-calcistica" che ha portato alla nascita di un gruppo unito e vivace che ha saputo attirare verso di sé la bellezza di 150 tesserati. "E il cammino è solo all’inizio – spiega carico di orgoglio il presidente Simone Biava – perché abbiamo solo voglia di crescere. Come? Prestando attenzione a tutte quelle cose che ci hanno permesso di veder aumentare a vista d’occhio i partecipanti della nostra realtà, che si sta sempre più consolidando. I risultati sportivi non saranno il nostro forte, è vero, ma in questi primi tre anni di vita della società abbiamo fatto iniziative che tanti club più blasonati del nostro ci possono tranquillamente invidiare".

L’amichevole col Cittadella, tanto per fare un esempio concreto, che il 26 novembre scorso ha portato sul campo del Tombolato di Padova i tesserati dell’Asd Virescit che hanno disputato una gara amichevole contro la formazione dell’allora tecnico Claudio Foscarini: "E’ stata una giornata stupenda – spiega ancora patron Biava – che ci ha permesso di vedere da vicino una realtà sportiva come il Cittadella che dell’impegno e dell’organizzazione ha fatto la sua forza. Noi ci siamo presentati con un mix di tutte le nostre squadre, dagli allievi fino alla terza categoria, e non abbiamo sfigurato affatto". Tante altre, poi, le iniziative organizzate lontane dai campi di calcio dal club cittadino: "Cerchiamo di proporci ai giovani con incontri con il quartiere, dibattiti di vario genere, presentazioni di libri non per forza legati al mondo del calcio – racconta Biava -. E l’amministrazione comunale, che cerca sempre di essere aggiornata sulle nostre novità e sul nostro percorso di crescita, condivide molto il nostro operato".

Nata nell’estate del 2012, l’Asd Virescit è passata dal calcio a 7 Csi al campionato Fgic di Terza categoria basando le proprie fortune sull’unità di un gruppo che è aumentato a vista d’occhio nel corso degli anni. E che oggi, con 150 tesserati, disputa ben quattro campionati con la squadra iscritta al campionato di Terza categoria (che ha chiuso l’ultima stagione al penultimo posto con 13 punti, ma senza drammi) e con le compagini del Csi divise tra dilettanti, juniores e allievi. "Pensate che all’inizio non avevamo nemmeno un tecnico per la prima squadra – racconta Biava -. L’allenatore lo faceva, a turno, uno dei giocatori: questa settimana era toccata a me, la prossima sarebbe toccata all’attaccante e quella dopo al portiere. Sempre seguendo uno schema ben preciso che comprendeva tutti, anche i più forti, uno dei componenti della squadra ogni domenica invece di scendere in campo si occupava del terzo tempo: mentre gli altri giocavano, lui preparava il sugo e la pasta da offrire anche agli avversari".

Tra le regole dell’Asd Virescit ce n’è una particolarmente singolare alla quale nessuno può scampare: sei stato ammonito nell’ultima partita di campionato? Bene, la settimana successiva ti prendi in carico uno dei cosiddetti "lavori socialmente utili" che vanno dalla pulizia dello spogliatoio al lavaggio delle maglie, dal lavoro al bar del campo sportivo al riordino dei documenti per la gara in programma nei giorni seguenti. "E a tutti i nostri tesserati – continua il presidente Biava – chiediamo solo una piccola quota per partecipare al campionato e a tutte le nostre inziative: 50 euro l’anno che noi utilizziamo non per lucrare, ma per acquistare tutto il vestiario dei nostri ragazzi".

E il nome Virescit? E’ chiaramente ispirato allo storico club di Boccaleone che negli anni ’80 sfiorò il grande salto in serie B. Una sorta di "operazione nostalgia" spinta dal responsabile del settore giovanile Attilio Belloli, che assieme al vice presidente Mirko Acerbis e al direttore sportivo Gianluigi Giovinetti porta avanti con un entusiasmo travolgente il progetto tutto bergamasco. Un progetto che dalla stagione appena terminata ha incluso tra le sue innumerevoli iniziative anche quello della stesura e della pubblicazione di un periodico della società curato interamente dai giocatori delle varie squadre. Perché all’Asd Virescit si può fare veramente di tutto: dai giornalisti ai baristi, dai magazzinieri agli allenatori. Sempre restando un po’ anche calciatori, ovviamente.

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Commenti

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  1. Scritto da gigi

    grannndiii

  2. Scritto da c

    Questo è il calcio che piace a me , questi ragazzi partano sulle spalle un a storia che noi bergamaschi non dimenticheremo mai.